L’Antimafia del giorno prima

«Quest’anno è un anno molto particolare per chi lotta la mafia. Noi siamo in un momento non bello, io lo definisco il momento più buio della lotta alla mafia, perché stiamo rischiando di tornare indietro di trent’anni». Con queste parole, Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, ha inaugurato i lavori del 29° Vertice Antimafia “Ricordando Falcone, Borsellino e Caponnetto” che si è tenuto domenica scorsa e trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Facoltà avventista di teologia di Firenze. Facoltà che insieme alla Fondazione Caponnetto ha organizzato un corso di formazione sulla mafia, “Dialoghi sulle mafie”.

«Noi non possiamo non notare che si sta mettendo in discussione tutto quello che è stato fatto in questi trent’anni – ha proseguito Calleri – e mi riferisco in particolare all’ergastolo ostativo che in qualche modo è stato abolito perché è una delle richieste dei mafiosi. La Fondazione Caponnetto ritiene che se c’è una richiesta che i mafiosi fanno, questa richiesta non vada accolta. Ora il cerino è in mano al Parlamento. Non possiamo non essere preoccupati. Noi riteniamo che il 23 maggio e le altre date successive, perché è tutto un periodo intenso che parte da maggio e termina a luglio, ma la mafia ha ammazzato ogni mese dell’anno, purtroppo… noi riteniamo che non bisogna essere retorici, mentre spesso ci si avvicina a queste date con la classica lacrimuccia, le ricordiamo, piangiamo, poi ce ne dimentichiamo e soprattutto non facciamo alcun atto che serve a combattere contro la mafia. Allora, il nostro ricordo deve basarsi sul combattere la mafia, sull’essere un attimo avanti alla mafia, invece che essere un attimo indietro. E quindi noi guardiamo, monitoriamo, valuteremo anche il rischio di deregulation sugli appalti, perché se si vuole fare in fretta con gli appalti vanno messi altri meccanismi di controllo sulla mafia. Bisogna stare attenti alle velocizzazioni – ha continuato Calleri. – Siamo tutti per cancellare la burocrazia, ma vanno eseguiti i controlli antimafia, però, perché se no siamo punto e a capo».

Al vertice, tra gli altri, sono intervenuti Cesare Sirignano, Piera Aiello, Gianluca Cantalamessa, Giuseppe Lumia, Ciro Troiano, Vincenzo Musacchio, Luciano Armeli e molti altri.

Nelle conclusioni del Vertice, Calleri ha sottolineato che «Come Fondazione Caponnetto avremo un compito: dovremo fare analisi, progettazione, resistenza, perché io di questa classe dirigente italiana ed europea non mi fido; dobbiamo batterci per la trasversalità tra persone perbene contro la mafia. Poi dobbiamo fare la lotta alla mafia del giorno prima, perché mi sono scocciato di seguire ogni volta i mafiosi, qui siamo indietro. E qui c’è la mia preoccupazione sul sub appalto. Io sono il primo che vuole deburocratizzare, perché con la burocrazia non abbiamo ottenuto nulla; però noi abbiamo il modo di controllare velocemente, si chiama “due diligence and business intelligence”, applichiamola! A chiunque gareggia da qualsiasi parte si applica».

Ciro Troiano