Tre storie di crimini contro gli animali e una di antimafia

Tre storie di zoocriminalità. Tre non per numero perfetto – di perfetto non c’è nulla in queste storie, – ma solo perché si sono presentate, come metastasi diverse di uno stesso male silente che ha colpito specie diverse di animali, in successione in pochissimi giorni. La prima riguarda i pit bull e racconta di un allevamento abusivo smantellato dai Carabinieri, con cani incatenati, tenuti in precarie condizioni e nascosti tra le querce. A scoprire la struttura illegale, alcuni giorni fa, sono stati i Carabinieri Forestali della Stazione di Sulmona che, durante la perlustrazione di un bosco, hanno individuato un terreno agricolo recintato con una sorta di canile con 17 Pit bull. Gli animali non erano dotati di microchip e, secondo la ricostruzione dei militari, alcuni di essi erano legati con pesanti catene ancorate al terreno, mentre i box e le recinzioni erano stati costruiti con materiale di scarto anche contenente eternit. Due persone sono state denunciate. Sul tutto aleggia la tetra ombra dei combattimenti.

L’altra storia viene dall’Isola Verde, Ischia, dove, nei giorni scorsi, grazie alle indagini dei Carabinieri, supportati dai volontari di CABS e WWF Italia, è stato beccato e identificato il bracconiere “Freccianera”, stranoto, ma mai individuato precedentemente. Sembrava essere imprendibile, uscito sempre indenne a decine di operazioni effettuate nel corso degli anni dalle forze di polizia e dalle guardie volontarie delle associazioni. Contro di lui diverse accuse, poiché, sprovvisto di licenza di caccia, “braccava” in periodo di chiusura generale con un’arma clandestina: un fucile artigianale addirittura dotato di silenziatore. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati munizioni di diverso calibro e decine di uccelli morti appartenenti a specie protette o particolarmente protette.

L’ultima storia riguarda pony e corse illegali. La polizia di Catania ha denunciato undici persone dopo aver sorpreso, il 3 maggio scorso, per le strade del quartiere Zia Lisa cinque persone che facevano correre un pony che trainava un calesse con a bordo due ragazzi di 14 anni. Alla vista degli agenti ci fu il fuggi fuggi generale, ma i poliziotti sono riusciti ad identificare i partecipanti all’allenamento. Il calesse era accompagnato da alcuni ciclomotori e il passeggero di uno di essi frustava l’animale. Alla vista degli agenti le persone a bordo dei ciclomotori hanno fatto perdere le loro tracce entrando nel cimitero e una persona è riuscita a fuggire alla guida del calesse. Cinque persone, quattro delle quali minorenni, dovranno rispondere di maltrattamento animali. Le altre sei, in qualità di genitori dei minori, dovranno rispondere di omessa vigilanza.

Che dire? Storie di malaffare e sfruttamento di animali, copioni ormai noti. Ma c’è chi non si arrende al malaffare e alla mafia: oggi si terrà il 29mo vertice antimafia, “Ricordando Falcone, Borsellino e Caponnetto”, che farà “il punto della situazione della lotta alla mafia in un momento difficile per il nostro Paese ed è in concomitanza con il 29mo anniversario della strage di Capaci”, come ha ricordato Salvatore Calleri, presidente Fondazione Antonino Caponnetto, annunciando l’appuntamento di oggi alle ore 18. Il vertice, che si potrà seguire in diretta su Facebook, sarà presieduto dal presidente della Fondazione Calleri e vedrà la presenza di Giuseppe Antoci, Paolo Borrometi, Catello Maresca, Cesare Sirignano, Piera Aiello, Gianluca Cantalamessa, Mario Giarrusso, Claudio Metzger, Ciro Troiano, Vincenzo Musacchio, Luciano Armeli e di molti altri.

Ciro Troiano