Le ideologie nascoste

Da sempre sono esistiti grandi uomini, filosofi, pensatori, economisti, teologi, che hanno formulato e scritto tesi e proposte che hanno coinvolto masse crescenti di gente; erano le ideologie che si poggiavano su tesi molto ben argomentate che davano origine a movimenti di opinione. Su di essi sono nati i partiti e interi stati – anche grandissimi – che hanno seguito questo o quel “libro sacro”.

Oggi siamo senza ideologie non perché non vi siano idee e linee politiche ben chiare ma perché non esistono più i libri sacri. Qualcuno deve aver pensato che è meglio non scriverne: se dici prima quello che vuoi ottenere gli altri si coalizzano e il tuo intento non riesce! Così, per esempio, non si dice più che si vuole sopprimere la proprietà privata ma la si annulla elevando la tassazione sul reddito da essa riveniente e sulla proprietà stessa; non si fa più una dichiarazione di guerra e si mandano i carri armati ma si sostituisce il capo del governo dello stato da occupare in modo che sia amico e quindi legiferi secondo i voleri del paese invasore; se si vuole azzerare il valore della moneta (e del risparmio) se ne emette tanta da annullare il suo rendimento in interessi e il suo valore in termini di potere contrattuale; se si vuole togliere i figli ai genitori si oscura la forza educativa di questi ultimi demandando alla televisione e ad internet il compito di educarli a valori nuovi scelti dai pochi che guidano i media. E così via ottenendo un potere totale e senza ritorno.

Un grande complotto? Forse si, ma forse no semplicemente perché hanno pensato che non serve cercare ed indicare una teoria magari santificandola in un libro, o fare riunioni segrete… basta seguire i principi di eguaglianza e libertà portandoli alle loro estreme conseguenze in modo da annullare le altre tesi possibili che pure ci sono. Per esempio quei principi estremizzati portano tra l’altro all’annullamento della differenza tra generi, all’annullamento della autorità del titolare di una impresa, alla fine delle grandi famiglie, all’oscuramento della autorità e del modello paterno, in una parola sola: alla fine delle identità per far posto ad un unico sistema di vita e di consumo mondiale per soddisfare le esigenze delle grandissime imprese e di alcuni altri ad esse vicini. Alcune “dottrine” completano lo scenario come: “troppo grandi per fallire” oppure “limitazione delle libertà per ragioni sanitarie” che sanciscono in modo tombale la ineluttabilità del nuovo scenario e la insindacabilità dei potenti. Potenti che ormai non ritengono di dover inseguire il consenso popolare in quanto sanno che possono sia condizionarlo, sia fare senza o contro di esso, l’importante è che non si organizzi. Il singolo cittadino ipnotizzato dai singoli provvedimenti da cui deve difendersi non si accorge dell’insieme e della gravità della linea che si sta percorrendo; viene cotto a fuoco lento.
Non esistendo una idea pubblicamente conosciuta e una proposta preventiva non può crearsi un nemico e quindi tutto scivola con piccoli e crescenti “sacrifici” apparentemente scollegati tra loro e sopportabili che poi però si condensano in un definitivo asservimento alla nuova ideologia non scritta che, si scopre, è sempre la stessa sottesa alle sinistre di tutto il globo.

È questo il nuovo medioevo imposto dalle forze che detengono le tecnologie volute, finanziate, perfezionate e introdotte per renderci la vita più facile ma utilizzate per uniformare al ribasso le nostre persone. Uguaglianza, libertà, mondialismo, tecnologie, finanza, media – molto male intese e peggio utilizzate – legate tra di loro dai mutui interessi stanno azzerando le personalità e le identità. Identità che al più viene riconosciuta nei piatti tipici e nei panorami, niente altro.
Tutto avviene con dolcezza e senza fretta….  Fra pochissimo si arriverà al punto di non ritorno e non si potrà più tornare indietro.

         Canio Trione