Lalla, il macaco salernitano

Il Nucleo Cites dei Carabinieri Forestali di Salerno, a seguito di approfondita indagine, ha posto sotto sequestro una femmina di Macaco giapponese (Macaca fuscata), chiamata Lalla, tenuta nel giardino di un’abitazione privata nel Salernitano.  Si è trattato di un’operazione complessa, delicata, organizzata in modo altamente professionale dalla Cites salernitana che si è avvalsa di esperti e competenze diverse. 

Il macaco giapponese è un primate che vive esclusivamente nelle foreste di latifoglie della regione giapponese dell’Hokkaido ed è la sottospecie di macaco che vive più a nord e a temperature più rigide (fino a -15/-20 C°). È un animale che ha una vita molto sviluppata socialmente e necessita di una vita in colonia (fino a 25 individui) con i suoi simili. Per via della dentatura, della forza e della stazza (fino a 16 kg) rientra nella lista degli animali pericolosi e pertanto la sua detenzione è vietata ai sensi della normativa vigente. 

Secondo il comunicato dei Carabinieri Forestali, “il macaco era detenuto in gabbia in condizioni incompatibili con la specie e produttive di gravi sofferenze, nonché lesive del benessere, in quanto collocato in ambienti privi di arricchimenti ambientali, inadeguati dal punto di vista delle dimensioni, della salubrità e delle condizioni etologiche”.

All’operazione hanno partecipato anche i Veterinari pubblici dell’ASL di Salerno, gli esperti delle Scienze Forensi Veterinarie dell’Università Federico II di Napoli, e veterinari esperti in animali esotici. 

Il responsabile è stato denunciato per detenzione di animali pericolosi, violazione alla normativa CITES, che regola la detenzione e il commercio di animali esotici in via di estinzione, per maltrattamento di animali e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Ovviamente vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. La scimmia è stata posta sotto sequestro e trasferita presso il CRIUV (Centro di Riferimento per Igiene Urbana Veterinaria) di Napoli per l’esecuzione di esami clinico-diagnostici e per il periodo di osservazione in quarantena. 

Questo ennesimo sequestro è sintomo di un rapporto malato che noi umani abbiamo con gli animali selvatici: rappresentano solamente oggetti animati da tenere in gabbia, per collezione o, in alcuni ambiti, per ostentare potere; le autorità non hanno alcuna idea del numero di animali selvatici, autoctoni o alloctoni, presenti nelle case degli italiani e la loro fuga e una gestione improvvisata e inesperta rappresenta, oltre che un rischio per l’animale e per l’ecosistema, una totale incoscienza per la possibilità di diffondere zoonosi tra la popolazione animale selvatica autoctona e quindi all’uomo. I macachi giapponesi, in quanto primati, possono diffondere facilmente malattie agli umani”, ha dichiarato Andrea Casini, Responsabile esotici LAV.  

Il traffico internazionale di animali o parti di essi trova nel nostro Paese un importante punto di arrivo e di transito. L’Italia e la Spagna, ad esempio, sono gli Stati dell’Unione Europea che registrano un record negativo di importazione illegale di Bertucce dai Paesi nativi (Marocco e Algeria) (si veda progetto Born To Be Wild- link). Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV, negli ultimi dieci anni sono circa 30 le scimmie sequestrate a privati in Italia: Bertucce, Macachi giapponesi, Gibboni dalle mani bianche, Cercopitechi, Cebo dai cornetti, Uistitì dai pennacchi bianchi ecc., facevano parte di improbabili quanto innaturali safari domestici, e detenute sempre in condizioni assolutamente non compatibili con le esigenze etologiche di questi animali. 

Ciro Troiano