Recovery plan: punti di vista

La lettura del Recovery plan si presta ad essere esaminato da più punti di vista.

Premesso che per colmare il divario Nord -Sud bisogna investire nelle infrastrutture materiali e immateriali va anche aggiunto che per costruire un sistema sociale-economico solido che riparta dal Sud, baricentro del Mediterraneo, si deve investire anche nella formazione del capitale umano.

Dall’esame del PNRR soffermandoci su sanità, istruzione e coesione sociale, si desume che 83,5 miliardi di euro vanno distribuiti in Salute (20,33 miliardi); in Istruzione e ricerca(in 33,81 miliardi); in Coesione e inclusione sociale ( 29,62 miliardi).

Sanità, benessere, formazione scolastica sono i tre pilastri su cui si fonda la rigenerazione e lo sviluppo della società.

La crisi pandemica, che ha investito a 360 gradi l’intero mondo, ha mostrato in maniera incontrovertibile la fragilità dell’economia del massimo profitto evidenziando come il nostro “futuro ossia presente” abbia il capitale umano come unica grande ricchezza.

Il capitale sociale è una infrastruttura su cui giustamente bisogna puntare.

Il nostro compito di “popolo” ossia di comunità civile sarà, per il bene comune e in particolare del Mezzogiorno, quello di vigilare affinchè gli investimenti sulla formazione e sulla crescita del capitale umano vengano puntualmente realizzati e non restino “meri” progetti.

Antonella Cirese