Non offendiamo gli animali

Il sottostante apologo in cui conversano due leoni alquanto indignati dei comportamenti umani è un dialogo tratto dalla pièce “Salendo a Sud” da me scritto nel 2013 e rappresentato dall’Associazione Culturale “La Compagnia del Tempo Relativo” di Canicattì (AG) nel gennaio 2014 al Teatro Coppola di Catania e poi replicato varie volte altrove. Un dialogo che successivamente ho voluto riportare nel racconto “Anno 3157 – Il male: un’asimmetria tra istinto e ragione” pubblicato nel 2018. Buona lettura o, meglio ancora, buon “ascolto”!

«Cari spettatori e care spettatrici, voglio invitarvi a fare una seria e onesta riflessione. Vi è mai capitato di considerare quelle frasi che equiparano taluni vergognosi comportamenti dell’uomo a quelli degli animali? Spesso, quando un uomo si macchia di terribili colpe, chiamiamo in causa il mondo animale per fare assurdi paragoni. Indignati e raccapricciati, con veemenza esplodiamo in frasi del tipo: “Quell’uomo si è comportato come un animale! Quell’uomo è una vera bestia! Quell’uomo è un animale!” Come se il mondo animale fosse l’origine di tutto il male che l’uomo perpetra su altri uomini!

  Io vi ho riflettuto un bel po’, e al contrario, non sono riuscito a trovare un solo episodio di un animale che possa minimamente paragonarsi a certi deplorevoli, disumani gesti che l’uomo ha consumato nel corso della sua breve storia di essere evoluto! Cari signori e care signore, avete mai letto nei libri di storia di animali che per secoli si sono fatti la guerra? Avete mai sentito, ad esempio, di pantere che commettono stupri, genocidi e scavano fosse comuni per occultare le loro malefatte? Forse sapete di tigri che per impossessarsi d’un territorio e delle sue risorse, bruciano ogni cosa, cacciano e sterminano in massa le altre tigri? Oppure di leopardi che trasportano in mare altri leopardi su barconi di fortuna, che poi lasciano alla deriva al largo per non correre rischi con le Autorità di sistema portuale? Io non l’ho mai sentito! Non so voi! Se per caso lo avete sentito, vi invito a venire qui per raccontarcelo! Altrimenti, se nella vostra memoria non riuscite a trovare simili “disanimali” aneddoti, significa che quando paragoniamo il comportamento di simili uomini a quello degli animali, in realtà li stiamo offendendo!

  L’altro giorno nella Savana sentivo un paio di leoni che chiacchieravano. Uno diceva all’altro: “Come si permettono taluni uomini a paragonare la loro insaziabile avidità al  nostro naturale sopravvivere quotidiano?”.E l’altro: “Hai ragione! A noi per sfamarci basta una gazzella, e lasciamo le altre per gli altri branchi. Loro invece si accaparrano più viveri possibile lasciando morire di fame qualche  miliardo di loro simili”.E il primo: “Già! Inoltre, noi non massacriamo di botte le nostre femmine fino ad ucciderle, gli uomini invece riescono a farlo!”.  E l’altro: “E’ vero! Questi mostri non si devono permettere di paragonarsi a noi! Noi non costringiamo altri nostri fratelli a lasciare le loro case e a imbarcarsi su mezzi di fortuna per trovare altrove migliori condizioni di vita, che fra l’altro quasi mai trovano, per sfruttare le ricche risorse dei loro territori!”.

E il primo: “Quando sono fortunati! Quando la loro carretta del mare non viene travolta dalle onde! O quando il loro scafista non li butta in mare cinquecento metri prima della costa per non rischiare di farsi beccare dalle Autorità!”.

E l’altro: “No fratello, noi non commettiamo mai simili “disanimalità”. Questi atti non sono affatto bestialità, bensì disumanità! Che questi uomini non si permettano di paragonarsi a noi! Che prima diventino più umani!”. 

E il primo: “E il bello è che si sentono tanto intelligenti!”.

E l’altro: “Già. Poveracci! Mi fanno solo pena!”».

Angelo Lo Verme