“Uccelletti” al sapore di illegalità

Piccoli uccelli catturati illegalmente e finiti nel piatto. Sono cose che uno pensa siano relegate ad ambiti sociali marginali dove tradizioni, ancorché da considerarsi antiquate e illegali in base alla normativa in vigore, sono dure a morire; invece succedono nell’ambito di eventi organizzati da persone appartenenti alla pubblica amministrazione.

Secondo quanto riportato da Bresciaoggi, e ripreso da molte testate nazionali, venerdì scorso i Carabinieri Forestali hanno fatto un controllo nella sede della Comunità Montana di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, dove hanno trovato 23 persone intente a pranzare. Com’è noto, trovarsi a pranzo in gruppo non è consentito per le norme anti-Covid, e il fatto risulta ancora più grave visto che l’evento è stato organizzato in un edificio pubblico.

Ma la notizia vera è che i commensali sono stati sorpresi a consumare una pietanza a base di uccelli protetti. I carabinieri hanno sequestrato, infatti, una cinquantina di uccelli già cotti. 

Non è mica un caso se il Bresciano è inserito tra i “Black Spot” nel Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici e che nella provincia si registra il maggior numero di denunce per bracconaggio a livello nazionale, un primato che dura ormai da anni. Archetti, reti, trappole, ma anche armi clandestine sono i mezzi più usati.

Che credibilità può avere un Ente pubblico se nella propria sede vengono commesse simili illegalità? Non sarebbero inopportuni, al di là delle eventuali violazioni penali accertate dai carabinieri, provvedimenti disciplinari per difendere l’immagine, la credibilità e la dignità della pubblica amministrazione. Chissà cosa ne pensa il Ministro Brunetta.

Ciro Troiano