Titoli a cento anni?

Si parla sempre più spesso di titoli di stato a lunghissima scadenza, si pensa a titoli a 100 anni. Anche il Presidente Draghi sembra favorevole a studiare la cosa.

Chi può avere interesse a un titolo che duri così tanto? Coloro che non muoiono, cioè le Istituzioni finanziarie e bancarie.

La cosa è molto più complicata di quanto non sembri.

  • i titoli a lunga scadenza possono non essere considerati debito almeno per alcune generazioni e quindi sono meno terribili degli altri che scadono mentre siamo vivi noi o i nostri figli quindi sarà forte la tentazione a farne tanti;
  • in questo tipo di titoli conta molto il rendimento che costituisce un costo per il bilancio pubblico; forte è la tentazione per le lobby bancarie di avere un tasso elevato e così vivere di rendita per moltissimi anni;
  • la richiesta di questi titoli è alle volte dieci volte l’offerta proprio perché avere rendimenti elevati per così tanto tempo -mentre ci si attende un periodo di tassi bassissimi ancora molto lungo- è interesse di molti però significa anche che se gli stessi titoli avessero una cedola più bassa sarebbero sottoscritti ugualmente.
  • se il tasso è del 2 % o più si mette fuori mercato l’economia reale perché le banche saranno indotte a mettere i propri soldi in questo titolo e non a prestarlo alle imprese; questo è un danno irreparabile per tutti; anche per i comuni come Napoli che potrebbero usarli;
  • la scadenza lunga dovrebbe avere un tasso maggiore di quella breve essendo più esposta agli imprevisti futuri come l’inflazione; questo li rende, come detto, più appetibili ma più rischiosi;
  • l’intera finanza è oggi piena di liquidità creata dalle Banche centrali che è una bolla pronta a scoppiare e portarsi con se tutta la società occidentale; se invece parte significativa di essa viene collocata in titoli a lunga la carica distruttiva di tale bolla si ridimensiona;
  • l’Italia, come anche i comuni e le regioni, ha un interesse particolare ad allungare le scadenze e a ridurre il costo del servizio del debito per la crescente dimensione del debito stesso ma vista la qualità della classe dirigente è elevato il rischio che si faccia debito a babbo morto per finanziare facezie come i redditi di cittadinanza.

Da tutto ciò discende che il debito a lungo termine è cosa che avrebbe dovuto essere utilizzata già da molto tempo (e cioè da prima della questione Lehman che non ci sarebbe stata se i debiti fossero stati molto più lunghi) e che non sarà possibile non introdurre presto; quindi è certo che tra dieci anni parte significativa del debito non solo italiano (50%?) sarà lungo o irredimibile; però il tasso non deve essere maggiore del 2: deve oscillare tra uno e 1,5 % per i cento anni e non oltre il due per il perpetuo; inoltre è bene che sia possibile pagare tale titolo con titoli esistenti in modo da non aumentare la massa totale del debito esistente.

Nella realtà invece avverrà che si emetteranno (come è stato fatto) titoli al 2% e più, che, dopo alcuni mesi dalla emissione, quoteranno ben più del prezzo di sottoscrizione creando così un lucro elevatissimo per le banche costituito dagli interessi più il guadagno sul valore con un totale che può arrivare anche al 5,6% annuo a tutto danno dei risparmiatori che dovranno comperare il titolo a ben più del suo valore nominale pagato dalle banche in sottoscrizione. Senza parlare dei tassi praticati ai clienti retail (imprese e famiglie) e agli enti locali che saranno alti in quanto le banche preferiranno operare sul mercato dei titoli anzichè prestare alla gente comune.

Inoltre questo strumento in mano ai politici porterà a fare debito di molto maggiore dell’attuale; cioè si utilizzerà questo strumento non per ridurre il peso del debito e quindi a favore dei cittadini, ma per aumentare la forza dei politici portando ad un debito tendente all’infinito; infatti più basso è il tasso più alto è il debito che si può contrarre senza influire sul bilancio corrente!!! Un disastro infinito che può essere convertito in benessere solo se le Istituzioni lavorino per i cittadini e non contro di loro e per la nomenclatura come ormai accade da molti decenni.

Come tutti gli strumenti possono essere veicoli di progresso ma anche di regresso e più sono potenti quegli strumenti più grandi possono essere i danni. In altri tempi per esempio con i debiti eterni è stata finanziata la guerra italiana in Africa. Questo strumento è potentissimo perché in grado di azzerare di fatto i debiti e protrarli molto avanti nel tempo fino a non pagarli più; ma se le disponibilità liberate sono male utilizzate -come certamente sarà da questi politici- anche questa soluzione si rivelerà un boomerang.

Quindi siamo in una vera guerra tra potenti e gente comune.

Il problema vero sta nel funzionamento errato del sistema democratico e della malainformazione che lo sostiene.

Canio Trione