“La saggezza dell’innocenza” di Osho

“La saggezza dell’innocenza” è solo uno delle centinaia di libri di Osho, questo splendido Maestro di vita Illuminato indiano. Sono 269 pagine di perle di saggezza. Edito da Universale Economica Feltrinelli, il suo prezzo di copertina è di € 8,50. Il libro è un lucido commento al Dhammapada di Gautama il Buddha, una chiarissima sintesi, come solo Osho sa fare, di verità universali senza tempo e senza confini, che anche dopo millenni che sono state enunciate risultano ancora di sconcertante attualità. Come lui stesso dice a proposito del suo commento: «[…] il cristiano… troverà Cristo ancora vivo nelle mie parole. O se qualcuno è buddhista troverà Buddha che parla ancora nelle mie parole – nel linguaggio del ventesimo secolo alla gente del ventesimo secolo». 

In realtà non si tratta di un libro steso da lui, giacché, come molti sanno, Osho non ne ha mai scritti: non ne avrebbe avuto nemmeno il tempo. Tutti i circa seicentocinquanta libri di Osho non sono altro che trascrizioni integrali dei suoi convegni, redatti con pazienza certosina dai suoi sannyasin. Ai suoi discorsi assistevano folle oceaniche di suoi fans, come oggi si direbbe, che teneva negli stadi stracolmi come i concerti delle rock o pop star. Questo sul Dhammapada, esposto a braccio (come tutti gli altri del resto) in varie sedute, è una sorta di esegesi da cui prende spunto per rispondere alle domande e ai dubbi dei suoi sannyasin sull’esistenza, tema universale come universali sono le verità in esso espresse da Buddha. In definitiva quindi, tale sorta di commento è usato da Osho come pretesto per comunicare la propria esperienza di illuminato, come egli stesso affermò allora, poiché solo ciò che è sperimentato resta vivo oltre le semplici parole che di per sé sono cadaveri che non ardono di alcuna esperienza e calore. Osho non vuole impartire insegnamenti, ma solo spronare a vivere e a sperimentare quello che lui stesso ha sperimentato, affinché torni utile nella crescita interiore. Egli metteva sempre in guardia i suoi discepoli dall’apprendimento puramente intellettuale e concettuale. Li avvertiva in proposito anche per gli insegnamenti elevati come quelli di un Buddha, se mancano dell’apporto vitale della personale esperienza esistenziale e sensoriale del sannyasin.

  Osho, infatti, dice: «Ho sperimentato la stessa illuminazione che ha avuto Buddha, quindi quando parlo di Buddha è come se parlassi di me stesso. Il mio non è un commento, non è un’interpretazione. Buddha è soltanto un pretesto per parlare a voi, uno splendido pretesto per comunicare a voi la mia realizzazione. Ricordate sempre che vi sto parlando della mia esperienza. Uso Buddha come un pretesto per mettere in evidenza ciò che io ho compreso e sperimentato».

  Ciò che Osho ha realizzato nell’esistenza è lo stesso di quello che ha realizzato Buddha, Gesù, Lao Tzu, Zarathustra e altri Illuminati. Così invita i suoi sannyasin a realizzare la stessa cosa, ascoltando le sue parole ma soprattutto andandole poi a sperimentare personalmente.

                                                                                                    Angelo Lo Verme