“Viridiana nella mente”, in anteprima un estratto dal libro di Luigi Mazzella

Gli Italiani che, come Filippo e Lena,  avevano giudicato le misure dell’Euro, delle norme europee, dei trattati di Maastricht fortemente restrittive e   limitative della sovranità nazionale finanziaria e territoriale del nostro Paese e degli altri Stati Membri dell’Unione Europea, dell’obbligo del pareggio di bilancio, e della cosiddetta “austerity” individuando in ciò l’origine e la causa della crisi produttiva che aveva scaraventato il Bel Paese dal seggio delle più grandi potenze industriali del mondo alle miserie di uno Stato allo sbando erano rimasti sorpresi dalle notizie che elencavano i molteplici e cospicui fondi che avrebbero inondato di denaro l’Euro-continente.

Filippo  aveva ben capito il senso di ciò che stava avvenendo sotto i suoi occhi e aveva, altresì, intravisto e colto lo scopo dell’iniziativa.  

Ne aveva parlato con Lena.

– Aveva un senso stritolare le industrie italiane ed euro-continentali, assottigliando gli investimenti che sarebbero andati a vantaggio indiscriminatamente di tutte le fabbriche manifatturiere….ma ora non lo ha più dopo il corona-virus.   La pandemia ha cambiato le carte in tavola: ha fatto tabula rasa di tutto il nostro (e altrui) sistema produttivo….e ora i detentori della moneta, non toccati dalla crisi sanitaria,  possono scegliere, come suole dirsi,  fior da fiore.

– Come? – aveva chiesto Lena.

– Draghi e i suoi aiutanti tecnici sceglieranno la parte del sistema industriale da salvare e quella da mandare alle ortiche, tenendo conto del “triangolo magico” che porta il nome di Immanuel Macron e che riguarda molto poco il nostro sistema produttivo. E ciò avverrà mentre, in Italia, l’armata Brancaleone degli incompetenti e approssimativi uomini politici “Contiani”, una “gauche” sghimbescia e stralunata,  mantenuta al governo del Paese, contro ogni “apparente” senso logico,  continuerà, sotto la guida di Speranza e dei Talebani della Sanità a distruggere le altre attività lucrative del Bel Paese. E ciò, verosimilmente, per accrescere l’indebitamento  verso il sistema bancario  dei titolari degli esercizi alberghieri, turistici e commerciali, ridotti allo stremo.

– Un quadro sconcertante….che spiega, però, molte cose!

– Le carte in tavola sono cambiate. Anche sotto altri profili. Oggi essere “anti-Europeisti” e “sovranisti” è diventato, all’improvviso, privo di senso. Nessuna forza politica può dichiarare guerra, senza il timore di essere considerata folle, a un’Unione Europea che grazie alla Cina, alla pandemia del Covid 19e all’America di Biden la guerra contro il sistema capitalistico tradizionale, quello lontano dall’industria pesante, delle armi e della super tecnologia, l’ha già stravinta. Sarebbe come rifiutare il piano Marshall del secondo dopoguerra mondiale, non riconoscendo, come avevano fatto taluni soldati giapponesi nelle foreste Filippine, che la loro sconfitta era già divenuta definitiva. Come, però, fu necessario sottrarre il governo del Paese agli Italiani fascisti, che lo avevano portato al disastro, così diventerà presto indilazionabile, per le stesse ragioni, sottrarre l’Italia alla gestione della peggiore e più scalcinata classe politica di sinistra mai esistita in Occidente. Il knock out del Bel Paese, però, non ha superato ancora la famosa conta fino a dieci. Il Paese è andato a pezzi oltre ogni previsione anche perché le ultime truppe mercenarie, utilizzate per l’attacco finale alla roccaforte di un Paese tra i più industrializzati del mondo, sono state prescelte, con l’inganno di ben congegnati accrocchi elettorali, tra  persone di nessuna competenza, soltanto  assetate e affamate di bottini. Pronte a dimenticare tutte le promesse di rettitudine e di correttezza fatte in campagna elettorale hanno dimesso i finti abiti indossati e hanno fatto man bassa di ciò che restava del Paese.

– Perché escludi che queste stesse persone possano, da qui a poco, mettere le loro avide mani sui fondi che l’Unione Europea sta mettendo a disposizione?

-Perché v’è stato chi, a Bruxelles, a Wall Street e alla City ha pensato che si dovesse  evitare che il Sansone-Italia morisse con tutti i filistei.

– In definitiva, tu pensi che è stata la stessa idea che gli Alleati ebbero dopo avere imposto agli Italiani la resa incondizionata, di aiutarli ma solo cambiando la gente al governo del Paese.

– Certo! Al momento della sonora sconfitta italiana nel secondo dopoguerra mondiale, v’era stato chi aveva capito che si dovesse evitare il peggio, mandando a casa tutti quelli che si erano compromessi con il fascismo! Oggi, quelli da cui guardarsi sono i mercenari grillini e i loro compagni di strada di un partito in debacle. L’opera di Matteo Renzi sarebbe stata quella di preparare, per il futuro, una nuova maggioranza di centro destra, probabile vincitrice delle prossime elezioni, consapevole che i propositi politici dell’anti-europeismo e del recupero di sovranità sono crollati con il gigantesco indebitamento prodotto dalla pandemia e convinta che la stessa invasione clandestina di immigrati  è giunta al capolinea, essendosi esaurita la sua funzione di stampella a una società industriale che si voleva zoppicante.

– E’ questa la tua opinione?

– Sì. Non vi sarà bisogno neppure di un revirement, come quello che portò i fascisti a travestirsi di rosso o stringere nella mano il “biancofiore” per passare dalla parte degli Alleati a guerra sostanzialmente conclusa. Come membro e padre fondatore dell’Unione Europea lo Stivale  è di diritto tra i vincitori del conflitto, anche se  guardando alle sue macerie ha pochi motivi per  cantare vittoria! Soprattutto se confronta la sua situazione a quella delle Nazioni veramente forti: Francia e Germania che sono più prossime al “Triangolo magico di Macron” con i loro bacini produttivi.

– Non hai il timore che l’Unione Europea stia dando già molti segnali di una sua conversione all’assistenzialismo che, con l’introduzione della previdenza sociale, fu la caratteristica iniziale dei regimi fascisti d’Italia e di Germania?

– Sì e ciò altro non è che la scoperta del  panem et circenses che ha sempre funzionato.  Leggi in tal modo il suggerimento a Draghi di “imbarcare” nel suo governo gli esponenti della Destra moderata. E’ questa l’unica lettura coerente con la politica dei sussidi, dei bonus e dei redditi di varia denominazione di cui si parla sempre tanto, quando si accenna al nostro futuro.