Parola d’ordine: nessuna correlazione. E l’Aifa vieta il vaccino AstraZeneca in tutta Italia

Aggiornamento alle ore 16 del 15 marzo 2021: L’Aifa ha vietato il vaccino AstraZeneca in tutta Italia. La decisione è stata presa “in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paesi europei”. L’Agenzia del farmaco comunicherà le “modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose”. Anche Germania e Francia hanno sospeso la somministrazione

Ancora un altro decesso. Ancora una morte, l’ennesima, avvenuta a breve distanza di tempo dall’inoculazione del vaccino Astrazeneca. Dopo i casi in Sicilia, Campania e Puglia, se ne è registrato un altro in Piemonte. Il mondo scientifico, compatto, sostiene che non ci sia alcuna correlazione tra le morti e il vaccino.

Quindi potrebbe trattarsi di fatali coincidenze. Di errore umano (in Sicilia, solo per citare una delle regioni toccate dal fenomeno, un certo numero di sanitari è indagato). Tutto da verificare, insomma. E intanto, per precauzione, di volta in volta,  il “lotto”, presunto killer, a scopo precauzionale, viene bloccato.

Nel frattempo fino a poche ore fa si è andati avanti con le inoculazioni del vaccino Astrazeneca con l’invito di Ema e Aifa a mantenere la calma, a non farsi prendere dall’emotività. In qualche modo si invita alla razionalità.  

Bene, vogliamo essere razionali.  Anche perché la stampa nazionale si sta concentrando su morti ravvicinate all’inoculazione del vaccino Astrazeneca. Eppure non è che con gli altri vaccini vada meglio.

A gennaio scorso l’Ansa ha diramato un’agenzia che riferiva di 23 morti in Norvegia, tra persone anziane e fragili, “associate alla vaccinazione anti-Covid” di Pfizer-BioNtech. A precisarlo una nota dell’agenzia del Farmaco norvegese, ripresa dal Guardian, secondo cui “reazioni comuni ai vaccini con mRNA, come febbre e nausea, potrebbero aver contribuito ad un esito fatale in alcuni pazienti fragili e anziani”.

Ma a far tremare i polsi è un’altra affermazione. Secondo Pfizer (ovviamente in relazione al suo vaccino) “il numero degli incidenti finora non è allarmante ed è in linea con le previsioni”. Incidenti?

E volendo possiamo dare uno sguardo anche al vaccino Moderna. I Cdc (Centers for Disease Control) di Atlanta, la più importante agenzia di controllo sulla sanità pubblica nel Paese (fonte Agi) ha precisato in una agenzia che, Fino al 18 gennaio, al database federale sulla sicurezza dei vaccini erano arrivate 71 segnalazioni di grave reazione allergica (50 tra persone che avevano ricevuto il Pfizer/BioNTech e 21 tra quelle che avevano ricevuto una dose di Moderna): il che – su un totale di circa 17,5 milioni di dosi di entrambi i vaccini somministrate al 18 gennaio- evidenzia una percentuali di crisi anafilattica di cinque casi per milione di dosi somministrate per il vaccino Pfizer e 2,8 per milione di dosi per il vaccino Moderna.     

Quanto ai decessi riportati dopo la vaccinazione (196, tutti di persone con più di 65 anni, due terzi delle quali ricoverati in strutture di assistenza a lungo termine), si è trattato sempre di persone che erano da tempo malate o già in strutture per malati terminali. In qualche modo abbiamo solo anticipato i tempi. Niente di più.

E presto arriverà, anche in Italia, il vaccino prodotto da Johnson & Johnson, una sola dose, effetti collaterali pari allo zero (qualche linea di febbre alla peggio). Così dicono. E al popolo non resta che crederci.

La verità? Siamo in guerra. E tutte le guerre hanno i loro caduti. Dobbiamo solo sperare di non essere tra chi perde la vita al fronte e chi la perde pur restando indietro sapendo che la guerra finirà. Con razionalità e senza perdere la fiducia nella scienza.