Il vecchio Santo Nicola e la nuova dea tecnologia

Viviamo un periodo ben strano. I volponi della finanza internazionale vendono allegramente e convintamente le loro preziosissime proprietà (gli “asset”) per avere in cambio solo una fiumana di moneta virtuale (che è un modo per non dire che quella moneta non è “nulla di concreto”) creata a bella posta (cioè moneta finta non prodotta con il lavoro e l’ingegno). Se poi le cose vanno un po’ meglio e quindi si potrebbe avvicinare la ripresa economica tanto agognata, svendono tutto per paura che andando bene le cose nella economia reale possano perdere la benevolenza degli stampatori di moneta finta. Strano ma vero.

Contemporaneamente finalmente si avviano dialoghi tra le religioni per disinnescare rischi di lotte e guerre. Cosa buona, ma nel contempo si è imposta la incontrastata venerazione della Dea che abbraccia tutto il mondo e che va sotto il nome di tecnologia. I suoi fautori voltano le spalle a complicati Misteri e Fedi, a miracoli e statue antiche, a teologie incomprensibili e a ripetitivi rituali per abbracciare senza dubbi la imperitura attesa che la nuova Dea faccia il miracolo di un nuovo computer o di un robot o di un vaccino che a mo’ di bacchetta magica ci tolga d’impaccio. Tutto il mondo venera questo novello vitello d’oro mondializzato e mondializzante che rafforza i forti e dolcemente schiavizza i deboli, che arricchisce di carta straccia i ricchissimi e promette ai poveri una vita senza lavoro, senza sforzi, senza cultura, senza identità e senza fame. Naturalmente vi sono i sacerdoti di questa venerazione che sono i depositari di questo nuova religione. Sono gli yes men delle grandi università del globo che sostengono convintamente l’avvenuto superamento delle identità singole e collettive (di cui si è perso completamente il significato) e dell’interesse individuale svanito a favore di quello collettivo, il tutto ben compendiato nel semplice assioma: “uno vale uno” come scoperta epocale egualitaria e giustizialista. Ma se ognuno di noi vale quanto chiunque altro significherà che i miei dipinti campeggeranno nei migliori musei assieme a quelli di Leonardo da Vinci? Questo non è ancora precisato ma la vedo improbabile; come improbabile è che le ricchezze dei faraoni moderni saranno suddivise equamente. È il dominio incontrastato della imbecillità; una specie moderna di oclocrazia.

Nell’attesa di perfezionare questi “dettagli” della nuova religione si tollerano ancora antiche chiese e minareti, misteriose icone d’altri tempi e libri miniati a mano, ma senza perdere di vista l’obiettivo principale che è quello di veicolare il pensiero della gente verso un futuro senza nuove cose da venerare e consolidare così il monopolio della tecnologia come unica religione planetaria che unisca in se tutte le altre. Così è difficile trovare un artigiano, per modesto che sia, che crei una nuova statua di san Nicola ma è difficile trovare anche qualcuno che ne restauri una antica ed è vissuta come una eresia assoluta pensare ad una statua grande di san Nicola che rinverdisca ed attualizzi il culto. Anzi, a dirla tutta, una nuova grande statua è per i cultori della nuova Dea “brutta” cioè non omogenea ai nuovi planetari ed incontestabili canoni estetici della nuova religione senza icone ma con i prodigi miracolosi, infatti per loro i miracoli sono all’ordine del giorno e sono in grado di far volare il ferro e le persone da ormai un secolo, di andare sulla Luna, di sparare a trecento chilometri all’ora una massa di centinaia di tonnellate di ferro e persone chiamata treno, di creare una cosa indistruttibile chiamata plastica, di far parlare i muti e far sentire i sordi come ci preconizzava l’immortale Lucio Dalla. Che poi quella tecnologia che sostituisce le foreste di aerogeneratori a quelle di alberi, che tappezza – a botte di recovery plan – i nostri prati di ineffabili praterie di cellule fotovoltaiche, che ci riempie di ciliegie grandi come prugne, di prugne grandi come pesche e pesche come meloni tutte inutili se non dannose per la nostra salute, che riempie l’aria di anidride carbonica, poco importa perché pensano di utilizzare altra tecnologia, ancora migliore di quella che abbiamo avuto fino ad oggi che risolverà tutto con un nuovo “normale” miracolo, appunto, tecnologico. Il tutto pagato profumatamente con danari finti. Tutto ben strano ma vero.

Quindi, cari cultori di san Nicola, è un mondo ben strano questo qui e presto finirà fragorosamente. Nel frattempo rassegnatevi: fino a quando questa Dea sarà presentata come invincibile e bellissima serve attendere e prepararsi al sicuro risveglio.

  Canio Trione