Mafia e pandemia: la lettura dei nostri Servizi Segreti

L’emergenza sanitaria è intervenuta, con la sua portata dirompente e planetaria, anche nel campo d’azione dell’Intelligence, rendendo il panorama della minaccia più ampio, fluido e complesso, richiamando l’inevitabile attenzione dei nostri Servizi segreti per neutralizzare eventuali minacce sia estere che interne. “Nella prospettiva della sicurezza nazionale, la pandemia ha infatti agito su più piani: abbattendosi sulle economie e sul commercio internazionale, condizionando dinamiche geopolitiche e sviluppi d’area, aggravando vulnerabilità sistemiche e tensioni sociali, dilatando gli spazi per manovre ostili ed inserimenti strumentali di vario segno e matrice”, così i nostri Servizi di Informazione e Sicurezza nella loro ultima Relazione sulla politica dell’Informazione per la Sicurezza.

“Al netto delle implicazioni della crisi sanitaria, le evidenze raccolte nel 2020 hanno infatti confermato la propensione delle organizzazioni criminali più competitive a consolidare ed espandere gli spazi di inserimento nel tessuto economico, reinvestendo nei circuiti legali i proventi delle attività illecite, sfruttando inefficienze e vulnerabilità gestionali a livello locale e sviluppando reti collusive e corruttive funzionali all’inquinamento dei processi decisionali pubblici”, si legge nella Relazione.

I tratti distintivi della criminalità organizzata, così come ribaditi dalle acquisizioni intelligence, nonché dalle risultanze investigative e giudiziarie, valgono da sé a profilare l’interesse delle mafie a trarre profitto dall’impatto dell’emergenza pandemica e, segnatamente, a condizionare gli operatori economici in difficoltà e a tentare di intercettare i finanziamenti, nazionali ed europei, connessi ai piani di rilancio”, riporta la Relazione.

L’analisi dei Servizi si unisce all’allarme di altre agenzie come la DIA sulla strategia mafiosa e Covid-19 e l’Interpol sull’oro liquido del 2021. Le mafie, si sa, sono pronte a trasformare in vantaggio i momenti di crisi e di affanno sociale offrendo il loro malsano welfare per costruire consenso.

“Fattore cruciale di alimentazione della capacità pervasiva dei sodalizi, anche in termini di alterazione della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, resta la disponibilità di denaro assicurata dai traffici illeciti più remunerativi, rispetto ai quali hanno continuato a registrarsi cointeressenze tra diverse matrici mafiose”. Soldi sporchi che inquinano l’economia legale: nulla di nuovo.

Sulla strategia criminale finalizzata a sfruttare l’emergenza Covid e la gestione del Recovery Fund, è intervenuta recentemente anche la Fondazione Antonino Caponnetto che ha richiamato la necessità di fare “un salto di qualità alle fasi di prevenzione e investigazione, soprattutto sui flussi della spesa pubblica”, e “di organizzare, presso tutte le Prefetture, dei gruppi ispettivi interforze in grado di monitorare sia la spesa sanitaria, sia le politiche di sostegno al reddito, sia gli investimenti previsti dal Recovery Plan”.

Ma si aprono ben altri scenari: secondo i nostri Servizi, “la prevedibile onda lunga del Covid-19, nella sua incidenza pervasiva e globale, va ora ad aggiungersi alle sfide di scenario destinate a rappresentare, seppure con diverso peso e raggio temporale, altrettante variabili, se non vere e proprie ipoteche, sulla sicurezza dei cittadini e sugli interessi nazionali: dai cambiamenti climatici agli squilibri demografici, dalla transizione energetica all’esigenza, ineludibile, di perseguire nuovi modelli di sviluppo sostenibile, dai piani di ripresa mondiale ed europea alle frontiere possibili dell’Intelligenza Artificiale, dalle implicazioni della Brexit al posizionamento della UE sulla scena globale”.

Un futuro sicuramente non privo di incertezze, ma neanche di sicuri obiettivi affaristici per le varie mafie.

Ciro Troiano