Covid: sono cambiati i consumi e il modo di fare la spesa

L’emergenza sanitaria ha costretto tutti a rivedere le proprie abitudini. Si punta sui negozi di vicinato per la spesa alimentare che viene acquistata la mattina per essere consumata la sera. E’ diventato difficile pianificare, si pensa all’immediato.

Si sono modificate le abitudini anche per quanto concerne gli orari della spesa quotidiana. Prima ci si recava più spesso di sera, più lontano, secondo quanto rilevato da statistiche e sondaggi.

Oggi si fa il contrario, la spesa si fa più spesso di mattina, giorno per giorno  e nel punto vendita più vicino a casa. Siamo tornati ai negozi di prossimità, alle spese fatte nel quartiere, tutte le grandi catene si sono attrezzate e hanno aperto nuovi punti “più piccoli” a portata di casa, anche perché vi erano molte limitazioni negli spostamenti.

Modificata anche la scelta dei prodotti. Si pensa a breve termine, la mattina per la sera e non più per la spesa settimanale. Si fa più attenzione alla qualità rispetto alla quantità, a volte pensando anche a qualche concessione in più. Scelta che non riflette solo la qualità ma anche l’economia.

C’è più attenzione nelle scelte anche dei vini per esempio, all’abbinamento dei piatti, e qualche volta il prezzo passa in second’ordine.

È la rivincita dei negozi di prossimità che puntano ad un cliente più attento e, perché no, anche al servizio e al rapporto umano, che è tanto mancato in questo periodo in cui i rapporti interpersonali sono stati ridotti al minimo. Qualità, cibo sano e salute, sono alcune delle parole chiave.

Anche il posizionamento dei prodotti negli scaffali è stato modificato secondo le nuove leggi del marketing e del consumo.

Gli occhi cadono su un prodotti di fascia medio alta perché il consumatore ha modificato il modo di fare la spesa prestando più attenzione al prodotto, all’etichetta, alle sue caratteristiche, alle qualità nutrizionali e alla provenienza.