Effetto boomerang del progetto di dominio globale del club Bilderberg – III e ultima parte

[…] Nel precedente cenno storico sull’evoluzione tecnologica, sociale e umana, che personalmente pavento potrebbe essere interrotta e invertita inconsapevolmente dall’eventuale progetto di dominio dell’esclusivo club Bilderberg, siamo partiti dal vapore che fece funzionare le prime macchine che gradualmente sostituirono l’uomo nella gran parte dei lavori pesanti. Per cui si può dire che l’energia è stata ed è il primo motore di sviluppo economico e sociale. Si può dire anche che “pochi cervelli pensanti e molte braccia duramente impegnate” e progresso umano, sono due aspetti sociali del tutto incompatibili. Dunque bisogna seriamente rifletterci sopra e fare in modo che il progresso umano prevalga sempre sui progetti retrivi.

Comunque, siamo tutti coscienti che per mantenere questo evoluto e tutto sommato umano sistema sociale basato sul benessere, è necessaria tanta energia. Imprescindibilmente però è anche necessario che essa abbia sempre meno impatto ambientale, per non depauperare e compromettere irrimediabilmente l’equilibrio del nostro meraviglioso e, almeno ad oggi, unico Pianeta abitabile. Quindi in questo nostro moderno sistema sociale necessita tanta consapevolezza ecologica e morale. Perciò tutti i governi del mondo, attraverso le loro istituzioni scolastiche, dovrebbero impegnarsi molto di più per lo sviluppo di tale consapevolezza nei bambini fin dai primi anni  di scuola. Inoltre servono studi e ricerche incessanti, e di conseguenza molte risorse finanziarie orientate all’eco-sostenibilità. E’ assolutamente necessario un ripensamento del modello energetico, produttivo e consumistico, che con intelligenza e onestà da parte di tutti dovrà conciliare benessere e totale rispetto dell’ambiente.

  Ho avviato questa lunga riflessione (come altre simili) sui precedenti quarant’anni di incomprensibili ostacoli politici ed economici per lo sviluppo del potenziale umano, unendo i vari tasselli dei fatti che compongono il puzzle della nostra storia recente, affinché in voi eventuali lettori germogli (almeno spero, senza alcuna presunzione) quella curiosità necessaria che vi spinga ad approfondire l’argomento. Non so se tutto ciò sia il risultato del cinico disegno di dominio globale descritto nel saggio di Daniel Estulin, oppure solo stupidità e dissennatezza dei potenti che ci governano, ma sarebbe importante per tutti scoprirlo. Certo che, se di disegno dovesse trattarsi, appare parecchio avventato, poco lungimirante e stupido, poiché non sembra tenere conto delle gravi conseguenze in esso insite e delle quali saremmo tutti vittime, compresi gli stessi eventuali ideatori. Mi sembra chiaro che alla fine non ci sarebbero né vinti né vincitori, se una ristrettissima élite si ritrovasse a dominare da sola un Pianeta spremuto, inaridito, inquinato e regredito culturalmente, tecnologicamente e spiritualmente. In tal modo sarebbe inevitabile un ritorno al sistema feudale o, peggio ancora, schiavistico.

  Le maggiori sfide da affrontare subito, con intelligenza umanitaria e con strumenti democratici, sono l’effetto serra e i cambiamenti climatici, la povertà sempre più diffusa e la concentrazione della ricchezza e quindi del potere nelle mani di pochi, l’incremento demografico e le migrazioni di massa, la crisi idrica, le carestie e le rivolte sociali. Esistono invece inquietanti rapporti “governativi”, in realtà formulati dalla ristretta e potentissima élite che controlla i governi stessi, nei quali è chiara la volontà di risolvere tali questioni mirando alla sua sola sopravvivenza, in tutti i sensi, a discapito delle popolazioni vieppiù impoverite. Per chi volesse approfondire l’argomento, consiglio la lettura di un altro saggio di Daniel Estulin intitolato “TransEvolution”, pubblicato in Italia da “Arianna Editrice” nel 2015. Riporto un breve stralcio dell’introduzione dello stesso Autore: “[…] Quale futuro ci aspetta? Cosa accadrà domani? Tra un anno? Nella prossima generazione? Diverse ricerche governative con il massimo livello di segretezza, tanto negli Stati Uniti quando in Gran Bretagna, dipingono un futuro a tinte fosche: nell’arco dei prossimi venticinque anni (oggi 14 anni, n.d.r.) il mondo si tramuterà in una distopia orwelliana, in cui ristrette élite prospereranno alle spalle di una popolazione ridotta sempre più alla fame. […]”.

Io credo invece che, se equamente e altruisticamente redistribuite, risorse, benessere e spazio basteranno per tutti, sempre che la tecnologia sia usata democraticamente. Dobbiamo informarci e lottare, ognuno come può, affinché avvenga una radicale inversione di rotta delle politiche economiche e finanziarie globali, specie oggi che la battaglia è quasi obbligata per uscire presto e bene da questa crisi pandemica provocata dall’ormai famigerato Covid-19.

Angelo Lo Verme