Umberto Galimberti. Idee: il catalogo è questo

Devo ammette che questo libro di Umberto Galimberti è molto bello per come è stato pensato e composto. Mi riferisco alla sua struttura, nel suo contenuto con alcune parentesi che la mi lasciano quantomeno perplesso.

Continua la nostra carrellata di recensioni dei libri scritti da Galimberti. Tutto parte da Platone, quel “tutto” da intendersi su come l’occidente abbia plasmato il proprio pensiero filosofico dandogli un fondamento ontologico ovvero “lo studio dell’essere in quanto tale, nonché delle sue categorie fondamentali.”  Ovvero da Platone ad oggi l’attività umana viene descritta come un catalogo di idee frutto della millenaria attività sociale dell’umanità e attraverso la quale si voleva evitare che ciascun essere umano interpretasse la vita a suo modo. Una sorta di: mettiamo le carte in ordine.

L’introduzione del libro è molto breve, si passa subito al catalogo che posto in ordine alfabetico fa sintesi brillante del comportamento delle società, degli individui: Alchimia, Alienazione, Amore, Calcolo, Comunicazione, Conoscenza, Destino, Denaro, Eros, Fede, Fiaba, Libertà, Natura, Omosessualità, Ragione, Sacrificio fino a Vuoto, sono alcune delle “idee”, “categorie” che ci vengono spiegate partendo dalle società antiche sino ai nostri giorni.

Nulla da dire, lo specchio del presente che si lega con il passato, quel passato che ha posto le radici della cultura occidentale che non tutti pratichiamo, a dimostrazione che quanto riferitoci da due eminenti pensatori del 18esimo secolo, Marx e Engels, hanno avuto ragione nei loro scritti sul materialismo storico e dialettico.

Attenzione però. Noi occidentali siamo convinti che l’esperienza storica sia stata pratica solo in occidente e che l’occidente abbia una sorta di copyright sul miglior modo di vivere, dimenticando che altri popoli nello stesso periodo di Platone stavano praticando una vita sociale e producendo il loro pensiero filosofico. Di loro poco o nulla sappiamo semplicemente perché li abbiamo estinti. Ciò per ribadire che il nostro modello sociale non è l’unico esistito.

C’è molto ancora da studiare e imparare. Come da studiare c’è anche quella brevissima esperienza praticata nel 20esimo secolo che ha prodotto un modo diverso di vedere il mondo e di relazionarsi, attraverso il ritorno alla radice etimologica dei termini. Ma questa è un’altra storia.

Eraclito diceva che “questo mondo che, di fronte a noi è il medesimo per tutti, non lo fece nessuno degli dèi né degli uomini, ma fu sempre, ed è, e sarà fuoco sempre vivente, che divampa secondo misure e si spegne secondo misure”. Capire i nostri comportamenti sempre in conflitto con noi stessi e con gli altri, forse pone le sue radici in una interessante riflessione che fa Galimberti: “i greci non avevano diviso l’essere in “superiore” e “inferiore”, il loro modo di pensare non era gerarchico, non avevano instaurato valori e disvalori, non avevano pensato che un dio avesse creato un mondo, e che il mondo dovesse un giorno render conto a un dio. Per i greci il mondo era dio..”

Nel lungo elenco delle “idee” la natura pare il più bello: “…oggi è la natura a dettare in modo inderogabile un’etica”.

Sono convinto dice Galimberti “che l’autostima è sempre una cosa da rafforzare, ma tra i rinforzi c’è anche lo studio e non solo la compiacenza.

Buona lettura

Umberto Galimberti: Idee il catalogo è questo

Universale Economica Feltrinelli