Piranesi, nuovo romanzo di Susanna Clarke

Avete presente quella sensazione di straniamento e attrazione che si prova davanti a un quadro raffigurante un labirinto di Ersher o una delle Prigioni di Giovan Battista Piranesi? Ecco, questo è più o meno quello che si prova leggendo il nuovo libro di Susanna Clarke, Piranesi.
Arrivato in libreria a quindici anni di distanza dall’ultima fatica della scrittrice inglese, Jonathan Strange e il Signor Norrell, questo nuovo romanzo, in uscita in Italia il 4 Febbraio grazie alla Fazi Editore, racchiude in se la meraviglia di un mondo degno di qualsiasi romanzo fantasy e il mistero tipico del miglior thriller.

Ma di cosa, o meglio di chi, parla Piranesi? Piranesi vive nella Casa, è il suo figlio prediletto e ne conosce ogni anfratto, ogni livello e Salone, ogni Vestibolo e Atrio. Suoi unici compagni sono le statue marmoree che riempiono i saloni e che raffigurano non solo uomini, ma anche giganteschi Minotauri e creature leggendarie. Inoltre, la Casa accoglie tra le sue stanze anche l’Altro, unico essere vivente presente oltre Piranesi e come lui appassionato di scienza e dei segreti di questo mondo apparentemente infinito, e altre tredici persone di cui, però, rimangono solo i resti accuratamente conservati in nicchie e scatole di biscotti.
Ognuna di queste “persone-non persone” avrà un ruolo chiave nella trama, poiché nella Casa non tutto è come sembra e ben presto si scoprirà che molte sono le storie in attesa di essere raccontate e ancor di più i misteri da svelare.

Come ogni labirinto che si rispetti, il romanzo si apre in maniera volutamente enigmatica, presentandoci  un mondo oscuro e complesso attraverso le parole scritte da Piranesi stesso nei suoi diari; e sarà proprio Piranesi la voce narrante di questo racconto, il nostro Virgilio che ci accompagnerà tra i Saloni di questo mondo “altro” come fossimo dei novelli Dante appena arrivati nel primo cerchio dell’Inferno.
Nelle prime centinaia di pagine o poco meno, la Clarke ci fa ambientare e prendere confidenza con la sua storia, con le Maree e le Statue, gli Uccelli e i Pesci che popolano il suo labirinto dedalico. In ogni nuovo capitolo impareremo a conoscere Piranesi, la sua mente, il suo essere gentile e spesso ingenuo, ma sempre impaziente di conoscere e scoprire cose nuove: non affezionarsi a lui è praticamente impossibile. Poi, quando meno te lo aspetti, ecco che il libro prende una nuova direzione, una sfumatura che ricorda un dark academia che si fonde con un thriller in cui la gente scompare, viene uccisa e misteriosi studiosi fanno la loro comparsa, sconvolgendo non solo la vita tranquilla del nostro protagonista, ma anche noi lettori.

Il romanzo della Clarke è diverso da (quasi) tutto quello che avete mai letto. Dietro uno studio attento, fatto di dettagli minuziosi e parole non dette, si crea un libro che vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina e vi farà scoprire un mondo unico nel suo genere. In molti momenti mi ha ricordato tanto il Mare senza Stelle di Erin Morgenstern, anche questa una delle mie letture preferite di sempre. Entrambi i romanzi, infatti, contengono un mondo metafisico alternativo e segreto che ricorda un quadro di De Chirico, oltre ad una sfumatura surrealista e onirica perfetta per chi ama Salvador Dalì e i suoi orologi sciolti. Lo spazio e il tempo, infatti, non esistono in questo luogo, poiché la Casa segue solo il corso delle maree che si infrange nelle sue 7.678 stanze: al suo interno tutto scorre in modo naturale, in un equilibrio perfetto con il Tutto, quasi fosse un luogo paradisiaco più che una prigione dal quale sembra impossibile scappare.

Piranesi è stato un libro a lungo atteso, ancor di più chiacchierato: la sua uscita nel Regno Unito ha fatto impazzire pubblico e critica e ora che, finalmente, possiamo leggerlo anche in Italia non posso esimermi dal dire che vale la sua reputazione. Leggere questo libro è come leggere di un sogno e, una volta terminato, vorrete soltanto ricominciare e perdervi nuovamente nella Bellezza della Casa.

Valeria Scaringi