Azzerare il debito pubblico

Alle aste di titoli italiani la domanda supera l’offerta di un multiplo; da sempre. E questo non produce quello che accade in un qualunque mercato libero – e cioè un rincaro di quanto si vende cioè i titoli producendo in questo caso un sovraprezzo a tutto vantaggio del contribuente – ma un riparto, con immenso danno per il Tesoro e quindi per il contribuente. Fiumi di miliardi persi.  È una delle “inefficienze” della nostra pubblica amministrazione.
Ma la fame di titoli italiani dovrebbe essere soddisfatta puntando al rilancio del sistema Italia.

Vista la situazione esistente sotto il profilo economico e finanziario alla prossima asta si dovrebbero proporre al mercato titoli irredimibili al 1,5% pagabili indifferentemente con titoli già in circolazione o con danari liquidi; senza limiti quantitativi: qualunque richiesta sarebbe soddisfatta perché l’ammontare della emissione sarà determinata dalla domanda.
Gli attuali detentori di btp che percepiscono rendimenti anche elevati ma solo per alcuni anni ancora avranno convenienza a permutarli alla pari con i nuovi titoli che garantiscono un rendimento positivo per sempre e non solo per pochi anni. Qualora la offerta di danaro fresco dovesse superare le previsioni quei danari saranno impiegati per ritirare dal mercato i titoli in circolazione con cedola più alta.

Risultato sarebbe che parte significativa dell’attuale debito sarebbe annullata essendo divenuto volontariamente irredimibile; mentre il costo degli interessi scenderebbe in maniera non quantificabile ma significativa. Un governo che vantasse un successo del genere entrerebbe nella Storia del mondo. L’opinione pubblica comincerebbe a credere che i nostri politici non siano strumenti di oscuri complotti internazionali; mentre l’economia ripartirebbe alla grande senza onerosi aiutini. Il sistema delle banche si assicurerebbe un cespite eterno e sicuro.
Le organizzazioni datoriali o consumeristiche (magari congiuntamente) devono proporre all’unisono una cosa di questa ovvietà. Se no saranno responsabili pure loro dell’attuale disastro.

Canio Trione – Responsabile Ufficio studi Confimi Industria Puglia