I Violini di Dante Alighieri

Il 2021 è l’anno delle celebrazioni dell’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante. Durante la presentazione degli eventi in programma il Ministro Franceschini ha insistito sul concetto di cultura e unità del paese per cui “Ricordare Dante non è solo ricordare la sua grandezza, ma è un modo di rendere viva l’identità nazionale. Dante è un simbolo dell’Italia”

L’anniversario vede impegnate tante forme di divulgazione del pensiero dantesco, della vita del sommo poeta e delle sue opere. Oltre alle manifestazioni ufficiali si stanno promuovendo nuovi sistemi di diffusione culturale. L’Accademia della Crusca, ad esempio, propone quotidianamente sulla sua pagina Facebook una parola al giorno o una locuzione tratta dalle opere dantesche con annessa breve spiegazione e collocazione nel linguaggio comune. Questa “pillola” quotidiana di bellezza e conoscenza infonde cultura alla giornata.

A latere di queste iniziative ve ne sono altre più curiose  a tema ludico-artistico.

Quasi sicuramente Dante non avrebbe mai immaginato che il suo grande lavoro di scrittura potesse un giorno ispirare una gioco da tavolo e chissà quali parole avrebbe usato per commentarlo ma il merchandising esiste a tutte le latitudini e per le celebrazioni è stato creato Dante Alighieri: Comedia – Inferno, un gioco di carte che permette ai giocatori di entrare tra le perdute genti e attraverso i gironi collezionare punti. Le carte riportano le riproduzioni delle incisioni di Gustav Dorè.

Di tutt’altro spessore è invece il lavoro artistico di Leonardo Frigo, artista veneto residente a Londra da diversi anni. Da circa quattro anni, l’artista ha iniziato a dipingere l’Inferno dantesco su ben 33 violini e un violoncello come i 34 Canti dell’opera. Dopo un’attenta ricerca, appunti, studi e analisi di nomi, simbologia e illustrazioni, Leonardo Frigo ha dipinto su ogni strumento un canto specifico. Per ogni strumento ci è voluto un lavoro di 150-200 ore tra progettazione, disegno e realizzazione ad inchiostro.  Solo al termine della verniciatura gli strumenti sono montati di corde. Con un’opera che coniuga artigianato, arte, musica e letteratura Leonardo Frigo si pone tra i nomi più quotati.

L’artista non è nuovo a quest’arte, infatti ha realizzato  lavori su violini dedicati per esempio alle bellezze di Pompei, a “Le quattro stagioni” di Vivaldi e ai “Sette peccati capitali”. Stavolta  esporrà questi capolavori in anteprima al museo Royal Institution of Great Britain, ad Harrods e all’evento Bond Street Awards a Londra e  successivamente in Italia.  Accanto ad ogni violino esposto vi sarà  una nota descrittiva redatta in inglese e in italiano, scelta dettata dal desiderio dell’artista con l’obiettivo di divulgare la nostra cultura nel mondo in un modo diverso ed originale.

Resta la curiosità sonora su questi strumenti, oltre la ricchezza artistica vi è anche quella liutaria e musicale? citando un altro grande della letteratura Ai posteri l’ardua sentenza…