Le piste infinite della corsa delle illegalità

Due notizie diverse, senza legame apparente, uscite in questi giorni, richiamano il complesso corollario delle illegalità del mondo dell’ippica e delle corse clandestine.

La prima riguarda l’operazione dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina che hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite, circa 330.000 €, da diversi soggetti non aventi diritto al beneficio del reddito di cittadinanza, in quanto condannati a titolo definitivo nell’ultimo decennio per reati di mafia, ovvero familiari di soggetti condannati per i medesimi reati. Ci si chiede qual sia la novità. Non è la prima volta che vengono beccati malfattori che non hanno nessun titolo per richiedere il Reddito. Perché tanto clamore per un misero fatto di cronaca? La novità sta nel fatto che è la prima volta in assoluto che è stato applicato il sequestro delle somme percepite per il reddito di cittadinanza a pregiudicati per delitti contro gli animali commessi in ambito mafioso, ed è particolarmente significativo, indice di un nuovo approccio al problema, che l’organizzazione di corse clandestine e il relativo maltrattamento di animali siano stati considerati, al pari dei più tradizionali delitti mafiosi, come importanti attività illecite di alcuni clan mafiosi

Tra i soggetti denunciati, già condannati per reati di tipo mafioso, fanno parte a vario titolo, come si legge nel comunicato della GdF, appartenenti ai clan di maggiore rilievo di Messina e provincia, quali: Santapaola-Romeo, Sparacio, Spartà, Galli, Batanesi-Bontempo Scavo, De Luca, Mangialupi, Camaro, Tortoriciani, Ventura, Ferrante e Cintorino. Tra le principali attività illecite per le quali i soggetti coinvolti nell’indagine risultano essere condannati, spiccano le estorsioni, l’usura, il traffico di sostanze stupefacenti, il voto di scambio, il maltrattamento e l’organizzazione di competizioni non autorizzate di animali.

Come ricordato in precedenti nostri interventi, proprio a Messina, in particolare nel Rione Giostra, abbiamo la presenza, acclarata anche in Cassazione, di un’organizzazione criminale di stampo mafioso dedita alla commissione di gravi delitti, tra cui anche le corse clandestine.

La seconda notizia riguarda un’operazione dei carabinieri del Nas di Napoli i quali, insieme a quelli del comando provinciale, hanno eseguito un’ordinanza cautelare di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di quattro persone indagate a vario titolo per peculato, ricettazione, maltrattamento di animali, spaccio di sostanze stupefacenti, falso e truffa aggravata, emessa dal GIP presso il tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica partenopea. I destinatari del provvedimento cautelare sono accusati di aver procurato illecitamente farmaci ad azione dopante di provenienza ospedaliera o ambulatoriale da utilizzare, insieme a sostanze stupefacenti tra cui la cocaina, in competizioni agonistiche ufficiali, presso vari ippodromi nazionali, al fine di migliorare le prestazioni dei cavalli. L’organizzazione si avvaleva, tra l’altro, di un infermiere in servizio presso il pronto soccorso di un ospedale dal quale sottraeva numerose confezioni di specialità̀ farmaceutiche da destinare ad operatori ippici della provincia di Napoli.

Come si vede, le piste dove corrono gli interessi criminali sono infinite…

Ciro Troiano