A tu per tu con Michele Jamil Marzella

Musicista performer, trombonista e suonatore delle lunghe tube del Tibet (radong) ma anche ricercatore di sonorità emozionali e mediterranee Michele Jamil Marzella si occupa di didattica e di respiro consapevole. Ha insegnato trombone jazz al conservatorio al Piccinni di Bari. Ora è alla sua prima esperienza letteraria con, la “Via del Possibile”  in continuità  con omonimo cd, scritto con Leonardo Florio. Lo abbiamo incontrato.

Come nasce il libro la via del possibile?

Il libro nasce dall’esigenza di lasciare ai lettori un segno della mia didattica, basata sulla relazione tra corpo e mente, attraverso un viaggio onirico – letterario che affonda le sue radici in concetti psicologici e filosofici, utili a sostenere e validare alcune delle tesi affrontate nel libro-trattato. Concettualmente, la “Via del Possibile” è un viaggio che vale la pena perseguire poiché si trova naturalmente dentro ognuno di noi; il respiro ne è principale veicolo poiché, attraverso l’inspirazione e l’espirazione, la mente trae nutrimento: ed è proprio nella stasi tra inspirazione ed espirazione che il talento personale, qualsiasi esso sia, trova uno spazio per poter emergere, nella più profonda consapevolezza dell’individuo. Ad ogni modo, il libro è in naturale continuità con l’omonimo lavoro discografico “La Via del Possibile” (edizioni Dodicilune) in cui si fonde il suono con il respiro consapevole descritto appunto nel trattato Psico-Musio-Sofico scritto a quattro mani con Leonardo Florio, dottore in Psicologia Clinica e redattore. I suoi studi accademici, l’esperienza maturata in diverse attività di tirocinio e la gran mole di articoli giornalistici da lui prodotti, gli hanno permesso di sviscerare il mio metodo didattico con una serie di punti di congiunzione offerti dal sapere psicologico, pedagogico e filosofico. Nel libro convivono più anime, figlie del mio percorso umano ed artistico forgiato a seguito di diverse mie esplorazioni condotte in Tibet, in Africa e in India. La cultura mistica indiana, su tutte, è stata uno strumento cruciale durante la stesura del volume, poiché fulcro fondamentale della tecnica di approdo al respiro consapevole approfondita da me e dal dott. Florio.

il musicista e il filosofo

Sono essenzialmente un trombonista, ma so anche adoperare le lunghe tube tibetane, i cosiddetti “radong”. Mi occupo di musica mediterranea e di contaminazione, anche se credo che la definizione più corretta per le mie produzioni sia quella di “musica emozionale”. Difatti nei miei concerti, come anche nella mia didattica, cerco di condurre gli ascoltatori – o i miei allievi – verso le più recondite profondità emotive, dove si cela il “duende” dell’essere umano. Per questo la mia musica ed il mio metodo sono concettualmente influenzate dalle pratiche meditative tipiche delle filosofie orientali. E’ impossibile prescindere da questo aspetto spirituale. Tornando al libro, esso si districa tra episodi autobiografici e focus di ricerca vera e propria, in continuità con quanto esprimo durante i miei concerti; il mio pensiero, attraversato dal suono, racchiude in sé un unico imperativo: la libertà di essere che, nel caso dei musicisti, permette di essere musica. E’ proprio da questo punto di partenza che ha avuto inizio la collaborazione tra me ed il dott. Florio. La nostra è un’amicizia che dura da ormai dieci anni e non è stato difficile coinvolgerlo in questo progetto; è bastata una telefonata nelle prime settimane del lockdown. Il suo contributo ha esteso in maniera significativa la portata del volume e sono dunque felice di aver preso la scelta giusta contattando lui.

Cosa ti aspetti dalla lettura

Mi aspetto che il lettore sia “pro-evocato” – neologismo a cui sono affezionato – e che quindi sia spinto a percorrere una nuova via (del) possibile per migliorarsi e migliorare; mi aspetto, insomma, che trovi lo stimolo all’esplorazione, alla ricerca di un nuovo modo di essere, più possibilmente libero. Come tutti sanno, la lettura stessa ci rende liberi. Ho cercato, in sintesi, di essere pro-evocativo e liberatorio e mi auguro che questo messaggio sia recepito, anche grazie ai focus creati dal dott. Florio.   

Come vedi l’attuale situazione artistica italiana

La musica ha bisogno di leggi che ne determinino il valore; che il musicista diventi una professione a tutti gli effetti e che si possa scrivere sulla carta di identità. Oggi bisogna convivere con l’invisibile, strutturandosi in una nuova consapevolezza: a questi due aspetti – ovvero l’invisibile e la consapevolezza – io ed il dott. Florio abbiamo dato notevole rilievo all’interno del nostro libro, consci dell’importanza che questi due fattori rivestono non solo nell’arte, nella musica, ma anche nella quotidianità. Parlare di consapevolezza in questo momento di storico di estrema incertezza e precarietà credo che abbia un’indubbia utilità.  

Dove possiamo acquistare il libro?

La “Via del Possibile” è edito dalla Nuova Palomar di Ninni Cosma, che ringrazio per le attenzioni a noi riservate. Si può acquistare presso tutte le librerie italiane, nelle Feltrinelli e sulle piattaforme on line. La lettura di per sé sgretola l’ottusità, fa cadere le sovrastrutture e rende liberi di essere. Questo d’altronde è ciò che mi auguro che possa accadere ai lettori che acquisteranno “La Via del Possibile”. Siccome siamo prossimi a Natale, consiglio a tutti di regalarsi dei momenti di curiosità, attraverso le buone letture. Concludo ringraziando, a nome mio e del dott. Florio, la vostra redazione per aver avuto il desiderio di far conoscere questo nostro ambizioso progetto divulgativo.