Lettera ad un amico sulla sintesi tra scienza e spiritualità

Carissimo, debbo ringraziarti di avermi iniziato alla lettura, per ora molto superficiale, di esoterismo, Osho e  Kryon,  di questo neopaganesimo. Un solo dubbio mi assale: perché tante persone, quasi tutti i viventi, credono in un essere divino pur senza avere una minima certezza della sua esistenza? L’altro dubbio che mi assale: Dio infuse l’anima all’uomo quando divenne Homo Erectus o Homo Sapiens, o ancor prima quando era un animale che coabitava con altri animali? Grandi dilemmi. 

Carissimo amico, figurati, è stato un piacere! Osho e Kryon meritano di essere divulgati, perché, volenti o nolenti, inducono a una riflessione, invogliano a porsi delle domande sull’esistenza o meno di una qualche dimensione spirituale, indipendentemente dal proprio credo e dall’impostazione culturale o predisposizione mentale. Su Osho posso dirti che senza alcuna difficoltà l’ho sentito subito affine al mio modo di pensare, di sentire e di essere, quando circa venti anni fa un’amica mi introdusse nella sua cerchia di meditatori a Favara, un comune della provincia di Agrigento. Ci incontravamo una volta a settimana, e si parlava di Osho, si meditava e infine si cenava insieme. Serate fantastiche!

  Riguardo a Kryon invece ho avuto molte più difficoltà a comprenderlo, ancora non tutte risolte, quando mia moglie mi fece conoscere questo affascinantissimo mondo reperibile sul web (all’inizio la prendevo addirittura in giro!), in bilico tra le più chimeriche, inverosimili se non assurde teorie, e la possibilità che qualcosa oltre le apparenze e oltre le concezioni del nostro limitato intelletto possa esserci. In certi momenti forse c’è anche una speranza che davvero non tutto possa iniziare e concludersi in questa vita terrena. Per scrivere l’articolo su Kryon ci ho studiato un paio di anni. Non potevo iniziare in maniera esoterica: non avrei interessato gran parte dei lettori razionali. Così alla fine ho dato all’articolo un taglio scientifico, quanto meno nella prima parte, dato che Kryon (Lee Carroll?) parla spesso di meccanica quantistica e di scienza in genere. 

  I tuoi due dilemmi, come credo tanti altri dello stesso genere, sono pure i miei. Anch’io mi arrovello, rifletto, trepido su talune questioni, ma molto spesso non ne vengo a capo. Penso che fin dagli albori l’uomo, a maggior ragione perché possedeva molto meno conoscenze di noi moderni, abbia molto temuto, sfuggito e poi adorato qualcosa percepita come inspiegabile o superiore alle sue forze fisiche e psichiche. Ad esempio, ha temuto, scongiurato e infine adorato le forze della natura per ingraziarsele, per riceverne dei benefici, facendone pure dei miti. Azzardando umilmente una risposta alla tua prima domanda, penso che molti credono per un bisogno impellente di aggrapparsi e affidarsi a una qualche entità superiore, o ritenuta tale, per affrontare con più coraggio e fiducia le inevitabili tempeste della vita, consapevoli di quanto impotenti siamo nei confronti degli eventi. Penso che la preghiera sia un modo per rimanere saldamente legato ad un proposito, cosicché, nel tentativo di attuarlo con la fede in Dio, ci si lascia scuotere meno dai venti dell’ansia e dell’insicurezza, finendo con ottenerlo con più facilità. Affidarsi a Dio per un miracolo è tutt’altra cosa! La fede dà coraggio, ma difficilmente compie dei miracoli. Dato che nel mondo esistono molte religioni, normalmente si abbraccia la religione vigente nel proprio contesto geografico, sociale e culturale.

  Il buddista invece dissente dal bisogno di credere e di avere fede in un Dio esterno a lui per affrontare le difficoltà del mondo. Egli, meditando, raggiunge stati di consapevolezza superiori e si risveglia dopo un lungo sonno in un mondo fatto di illusioni (maya), e alla fine, “squarciando il velo”, scopre e percepisce di essere esso stesso un Dio al quale si affida nelle sue varie vite. Kryon, il Maestro del Magnetismo, in fondo sostiene la stessa cosa. Le anime antiche, cioè reincarnate moltissime volte, sommano le esperienze e le conoscenze acquisite nelle vite passate, e divengono dei Saggi o Illuminati che sperimentano il Nirvana (estinzione delle vite terrene), o sono semplicemente degli Operatori di Luce. Tanto per fare degli esempi, Zarathustra, Mahavira, Buddha, Socrate, Gesù, Osho, ecc., sarebbero delle anime antiche che indubbiamente hanno lasciato il segno del loro passaggio terreno.

  Per tentare, possibilmente, di rispondere al tuo secondo dilemma, posso dirti che, in base alla dottrina della reincarnazione, della metempsicosi, anche la roccia ha un’anima: la differenza risiede nel diverso grado consapevolezza. L’Homo Erectus ad esempio, era meno consapevole del Sapiens, ma, era già dotato di un’anima; dunque, non necessariamente deve esserci stato un Dio che l’ha infusa. Già, quanti dubbi! Quanti dilemmi! Chi siamo noi per poterli risolvere? Semplici e piccoli uomini dubbiosi. E meno male che riusciamo ancora a dubitare! La scorsa estate in vacanza ho letto un illuminante saggio: “Il segreto dell’universo –  Mente e materia nella scienza del terzo Millennio” del fisico Fabrizio Coppola. Avrei voluto rileggerlo per assimilarlo meglio e scriverne qualcosa, magari un altro saggio; ma i pressanti impegni quotidiani finora non me lo hanno permesso. Te ne consiglio la lettura. A parte i capitoli dedicati al pensiero dei vari filosofi del passato, divisi tra materialisti e idealisti, quelli sulla fisica e in particolare sulla meccanica quantistica, sono interessantissimi. Forse il segreto dell’Universo, di Dio, sta nell’infinitamente piccolo. Le leggi che lo governano sono completamente diverse e paradossali rispetto a quelle che governano il macrocosmo. Pare che la presenza di un osservatore riesca ad influenzare il comportamento delle particelle della materia, che a seconda dei casi, si possono comportare da onde, e dunque divenire immateriali. Il cervello, dalla materia organica di cui è costituito, elabora pensieri e produce sentimenti, emozioni, spiritualità; e viceversa, una percezione dei sensi, l’emozione conseguente, uno stato d’animo, lo trasforma materialmente, cioè ne produce cambiamenti biochimici e quindi lo plasma nel tempo, lo modella quindi materialmente.

  Forse la materia è nata da un grande pensiero cosmico. Da un passo del saggio di Coppola: «La fisica moderna ha evidenziato che le particelle elementari che costituiscono la realtà oggettiva sono stati “eccitati” del cosiddetto “vuoto quantistico”, corrispondenti a particolari vibrazioni della “supercorda” ». Pensiero cosmico che a sua volta potrebbe essere la somma di tutte le anime esistenti, e ogni anima sarebbe dunque una parte di questo pensiero, e, volendo, una parte di Dio. Tutto ciò al di là del Big Bang, che potrebbe essere avvenuto infinite volte: ma la prima volta, chi ha creato la materia?  Dio? E chi è Dio? Appunto, forse la somma delle nostre anime eterne nel cosmo? Grandi dilemmi che la fisica quantistica, più che la religione o la filosofia, potrebbe risolvere un giorno. Io vorrei esserci! E forse, chi lo sa?, potremmo esserci tutti, quando materialmente, terrenamente, consapevolmente, comprenderemo il campo unificato dove tutto si crea e tutto si trasforma. Dovremmo esserci comunque, anche se dovesse accadere tra mille o diecimila anni, se la teoria stessa è giusta. Sarebbe magnifico! Intanto sarebbe bene sintetizzare le conoscenze dell’Occidente e dell’Oriente, senza disutili contrapposizioni, e tentare di “unificare” il nostro emisfero cerebrale sinistro razionale, verbale, matematico, con quello destro artistico, poetico, creativo. Occuparci cioè di scienza ma anche di spiritualità: sintesi che forse un giorno non avrà più  motivo di essere, dato che probabilmente si comprenderà che in fondo esse sono la stessa cosa. Forse verrà un’epoca in cui vi saranno esseri umani che sono Artisti Scienziati, o Scienziati Artisti, in grado di comprendere la bellezza del segreto del Cosmo e della vita.

  Carissimo amico, spero di non averti annoiato con le mie speculazioni, e anzi stimolato ad approfondire Osho e Kryon, ma anche la fisica quantistica: insomma, ciò che riguarda contemporaneamente il nostro lato spirituale e materiale.