La Puglia e l’aerospazio per ripartire dopo il Covid 19. A tu per tu con il generale Pasquale Preziosa

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Il settore aerospaziale e la Puglia: un binomio vincente. Ne abbiamo parlato con il  generale  Pasquale Preziosa, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Presidente Osservatorio Sicurezza dell’Eurispes, membro del Gruppo strategico di ripartenza per la Puglia, professore di Geopolitica della Sicurezza presso l’Università Nicolò Cusano Roma.

«In Puglia – dice – il settore aerospazio accoglie tutta la filiera produttiva dalla componentistica al software, linee di progettazione per i prodotti aerospaziali e propulsione e ha dato vita sia al Distretto Aerospaziale Pugliese (DAP) che aggrega 57 imprese, 8 centri di Ricerca e Università, vari Enti Pubblici, sia al Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA)».

Generale, come si è mossa la Regione Puglia dopo la prima ondata della Pandemia?

Ha costituito un Gruppo Strategico per la ripartenza, allo scopo di avere indicazioni sulle politiche da attuare per mitigare i rischi economici manifestatisi con la Pandemia. Gli orientamenti strategici contenuti nel piano strategico sviluppato per la ripartenza sono stati i numerosi: progetti da potersi realizzare velocemente, cui far seguire una possibile seconda fase; indirizzo verso gli obiettivi europei, legati al Green deal ambientali, culturali, sanitari, ittici e agricoli; la scuola come struttura principale del paese, per la formazione delle generazioni future; transizione verso il green deal dell’area di Taranto.

Gli assi principali individuati per la prima fase sono stati un centro regionale per l’elaborazione dati; un acceleratore di impresa tecnologica nel settore AgriFood/salute; biomedicina scienza e innovazione per la salute; ripartenza dell’ecosistema spaziale pugliese cui far seguire una seconda fase; master universitari per la preparazione degli imprenditori; agricoltura di precisione, (CNR); medicina di precisione ambientale (CNR); tecnologie green (CNR); quantum technologies(CNR); Palazzo della conoscenza a Taranto; una scuola tra heritage e futuro.

In particolare, per il settore aerospaziale, il Know How legato alla navigazione satellitare, è l’ambito più ampio esistente che consente di implementare servizi immediatamente fruibili come l’agricoltura di precisione o servizi di navigazione sicura, Smart city, servizi aggiuntivi di autenticazione per applicazioni in scenari critici.

Cosa altro ci sarebbe da fare e in quale direzione muoversi?

La Puglia deve maturare una conoscenza completa di tutti i settori legati all’aerospazio ad iniziare dalla navigazione satellitare per lo sviluppo delle applicazioni e la partecipazione ai grandi progetti satellitari.Nel campo dei velivoli a pilotaggio remoto, questi rappresenteranno una parte del futuro nel campo aeronautico civile e militare.Lo sviluppo dei modelli di gestione del traffico dei droni rappresenta uno dei traguardi importanti per lo sviluppo dell’intero settore.

Tutti gli elementi del piano elaborato dal Distretto Tecnologico Aerospaziale sono stati confermati. Purtuttavia, per poter intercettare la traiettoria tecnologica disegnata dai paesi più industrializzati sarà necessario mettere a punto ulteriori grandi progetti nel settore aerospaziale pugliese. In particolare, sarà necessario sviluppare una piattaforma aerea a pilotaggio remoto che abbia le caratteristiche compatibili per la messa in orbita, attraverso missili lanciatori, di mini e microsatelliti. L’Italia e l’Europa non sono in posizione geografica idonea per la messa in orbita da basi terrestri di satelliti.

La Puglia ha quel quid in più che potrebbe fare la differenza? Potrebbe sviluppare un settore dalle grandi prospettive quindi?

La Puglia ha le capacità tecnologica per la messa a punto di nuove piattaforme a pilotaggio remoto per soddisfare l’esigenza partendo da Grottaglie. Un secondo settore è quello dei nuovi materiali necessari per le esigenze aerospaziali che possano anche resistere agli impatti di micrometeoriti e che abbiano caratteristiche tecnologiche superiori ai metalli. La scelta più trasversale e meno rischiosa e più qualificante nell’era post Covid è quella di appropriarsi di una parte cospicua della catena del valore persa negli anni dall’industria aerospaziale italiana. Il mondo ha necessità di piattaforme sempre più leggere a favore di basse emissioni e di piattaforme riciclabili. I materiali compositi e in particolare quelli basati sul carbonio potranno garantire una economia circolare e sostenibile anche perché interamente riciclabili.

Per recuperare la catena di valore e intercettare la traiettoria tecnologica dei paesi più industrializzati sarà necessario  realizzare una fabbrica green per la produzione di filo di carbonio che con successive rilavorazioni lo faccia diventare tessuto rendendolo disponibile anche a settori differenti da quelli aeronautico e spaziale quale quello automotive, ferroviario, eolico degli articoli sportivi combinandolo con le nonotecnologie conosciute e in sviluppo per conferire caratteristiche tecnologiche innovative.

Avere il materiale e tutta la filiera di trasformazione che sta diventando di uso comune per la realizzazione di satelliti, aerei, imbarcazioni, generatori eolici, autovetture, potrà garantire un ruolo fondamentale al territorio pugliese e più in generale al nostro Paese.

La Puglia, nell’area di Taranto, presenta tutte le caratteristiche per la realizzazione di una industria Green per la realizzazione di nuovi materiali tecnologicamente avanzati, sia per il settore aerospazio, sia per gli altri settori industriali. A supporto di tali iniziative sul territorio vi sono già le Università e il Politecnico che rappresentano l’eccellenza nello studio del carbonio inteso come fibra e prodotti derivati. Parallelamente a tale iniziativa nascerebbero dei centri di formazione professionale per la chimica di base legata alla mesofase, centri per la tessitura, centri la trasformazione del tessuto in prodotti e sottoprodotti.

In conclusione?

La Puglia può trovare nell’aerospazio la chiave per poter ripartire nel post Covid 19 e porre le premesse per uno sviluppo economico, industriale e dei servizi di lungo periodo.

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