La manifattura tabacchi del futuro

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Il 10 ottobre scorso, in pompa magna, è stata celebrata una giornata definita storica dal sindaco di Bari; il quale facendosi intervistare alla Manifattura tabacchi ha usato toni mirabolanti per questo “simbolo” del progresso di Bari. Cosa è successo di nuovo? Nulla. Non la posa della prima pietra, non l’aggiudicazione di lavori, non il taglio di un nastro inaugurale, assolutamente nulla. Pure non solo alcune persone si sono prestate a questa conferenza stampa ma anche i media hanno riportato questa non-notizia.

I malpensanti (che alle volte “ci azzeccano” come diceva Andreotti) pensano che una qualche novità serva ad oscurare il polverone che si sta alzando sulla questione dell’acquisto “cash” di voti (per 30/50 euro l’uno) alle recenti regionali. Ma non si sa.

Certo è che, per l’ennesima volta, degli stipendiati pubblici hanno dedicato il proprio tempo ad altro che non a quello per cui sono pagati. Questa è cosa vecchia ma va sempre sottolineata per non assuefarsene. Gli stipendiati pubblici sono, per definizione, “percettori di tasse” cioè coloro cui vanno a finire i soldi che si pagano in imposte e tasse; coloro che asseriscono che i pagatori di tasse sono per lo più evasori; coloro che dovrebbero erogare servizi pubblici almeno pari al valore del loro stipendio. Costoro non sono alcune decine o centinaia di parlamentari ma sono una pletora enorme e ritengono di poter usare il loro tempo come credono. Così anche il sindaco di Bari ha organizzato in quattro e quattr’otto questo evento per comunicare una non-notizia sempre a spese di pantalone; quando si capirà che i pagatori di tasse non intendono continuare a finanziare le inefficienze pubbliche?

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