La Perestrojka e la fine della DDR

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Hans Modrow è l’autore di questo interessante libro, quale ricostruzione storica degli ultimi eventi che portarono alla fine della DDR. Un diretto conoscitore, seppur per un breve periodo. L’autore poco conosciuto in Italia è il penultimo Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Democratica Tedesca, in carica dal 13 novembre 1989 al 12 aprile 1990.

Non molti sono a conoscenza che la DDR nasce solo a seguito della nascita della RFT in violazione degli accordi sottoscritti tra i vincitori della seconda guerra mondiale e del processo di denazificazione della Germania molto probabilmente interrotta a seguito del decesso del Presidente F.D. Roosevelt venuto a mancare il 12 aprile 1945.

Una precisazione niente affatto casuale, ma che serve per meglio comprendere le motivazioni per cui è nata la DDR e il più famoso “muro di berlino”. Gli alleati pensavano ad una Germania unita, demilitarizzata e denazificata sotto il controllo alleato Ma le cose non sono andate così, certamente non per responsabilità moscovita. Il dibattito rimane aperto non per dubbi artificiosamente alimentati ancora oggi, sugli accordi presi tra gli alleati, lo sono per la lotta al comunismo che era, è, e rimane anche oggi il primo punto all’ordine del giorno passando per il “nemico” Putin.

Il libro si legge tutto d’un fiato quale memoria di un politico certamente riformista anziché comunista della DDR vicino al potere che ha dovuto forse, suo malgrado, accompagnare la DDR sulla via degli alberi pizzutti. Dico forse perché l’autore in prima istanza aveva appoggiato la continuazione del corso politico avviato a Krusciov con il termidoro del 1956 e ripreso dal Gorbaciov con la “glanost” e la “perestrojka” quale rinnovamento del “socialismo reale”.

Gorbaciov ed i suo accoliti avviano la demolizione dell’URSS e decidono la caduta di Honeker destituito con voto a maggioranza della SED (il partito unico al potere nella DDR). Dopo l’estromissione di Honeker, il gruppo riformista avvicendatosi espelle dalla SED la così detta vecchia guardia, chiudendo i conti dice l’autore “con lo stalinismo” a riprova di quanto innanzi detto sul corso politico avviato da Krusciov nel 1956. Chiuso i conti con il passato, pensano di avviare una nuova politica nella DDR, un socialismo democratico che doveva investire tutto l’est inclusa l’Urss. Era del tutto evidente che così non sarebbe stato, i fatti in atto erano evidenti e prefiguravano uno scopo opposto. Tant’è vero che oggi senza vergogna lo stesso Gorbaciov…  qui il link: http://www.aginform.org/confessi.html

I fatti storici hanno dimostrano il loro completo fallimento. Se il culto della personalità (il culto c’era, ma anche la personalità niente affatto rozza, che presentò le sue dimissioni da segretario generale con il rifiuto delle stesse da parte di Zinoviv, Bucarin, Lev Trockij, ecc.) ha portato alla nascita del primo stato socialista, alla crescita economica grazie ai piani quinquennali e annuali, alla sconfitta del nazismo; il riformismo ha distrutto tutto ed oggi possiamo dire ancora una volta e non per l’ultima che hanno aperto la strada all’attualità.

Singolare leggere a fine libro le schede biografiche seppur brevi e coincise di alcuni protagonisti dell’epoca, dove leggiamo tra l’altro che il colpo di stato avvenuto in Romania organizzato dal KGB, ha visto la morte di Nicolae Ceaușescu non con un regolare e democratico processo, ma a mezzo di un illegale processo con conseguente fucilazione mandata democraticamente in onda.

L’analisi del libro può continuare, al lettore il proprio convincimento.

Hans Modrow – La fine della perestrojka e la fine della DDR – Mimesis editore.

Buona lettura

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