Ansietà e attacchi di panico: attenzione al respiro

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Il Cuore è uno fra gli organi interni più affascinante e sempre in attività. Non possiamo però controllarlo volontariamente: questo ci asseconda adattandosi a tutte le  nostre attività senza il nostro intervento volontario e senza che ci preoccupiamo o ci ricordiamo di attivarlo nella giusta misura.

Anche i polmoni e la respirazione funzionano autonomamente, ma abbiamo la possibilità di controllarli.

Questa semplice osservazione cerchiamo di tenerla ben presente per quanto poi seguirà.

Quando corriamo, ad esempio, sia il Cuore che la respirazione accelerano per supportare la maggior richiesta di ossigeno ed elementi nutritivi. Il respiro è profondo, interessa tutta la capacità polmonare, a volte respiriamo con la bocca per incamerare più aria. E’ una risposta fisiologica, assolutamente normale.

Quando siamo in ansia, invece, il respiro diventa corto, si respira con la parte alta del torace, quasi in prossimità delle clavicole. Anche questa è una risposta fisiologica normalissima ad un tale  stato psichico.

Se l’ansia o la depressione vanno oltre arrivando all’attacco di panico sembra addirittura che non si respiri più, manca l’aria, i polmoni quasi si  bloccano: il respiro ed il cuore hanno risposto correttamente ad uno stato mentale alterato.

Anche quando siamo arrabbiati il cuore accelera, ed il respiro diventa veloce e profondo alimentando la rabbia e l’aggressività.

Ma se siamo rilassati, tranquilli, o durante il sonno che succede? Il respiro è Addominale o detto anche Diafframmatico: Si respira lentamente, è solo l’addome a muoversi, il cuore di conseguenza è calmo con battiti regolari.

Insomma avete capito benissimo come uno stato mentale, psichico ed emotivo influisca sulla respirazione e sul battito cardiaco influenzandoli di conseguenza.

La cosa interessante, e ritorniamo all’osservazione fatta all’inizio che possiamo controllare il respiro, che regolando adeguatamente la respirazione possiamo interagire sicuramente con uno stato mentale o emozionale qualsiasi. Il processo è quindi inverso.

Nello Yoga viene insegnato (e se non viene insegnato durante le lezioni non si può dire che si stia praticando lo Yoga) il Pranayama.

Il Prana-Yama significa, con una definizione molto semplice, controllo del respiro o controllo dell’energia (il Prana appunto).

Il punto di partenza è imparare bene il respiro diaframmatico o addominale, in modo che diventi, o torni ad essere, un’abitudine salutare respirare in questo modo.

Quando si sente che “sale la rabbia”, o ci si sente in ansia, depressi o addirittura si è in panico, richiamare una respirazione diaframmatica aiuta a togliere “carburante” allo stato psichico in corso, risolvendo il problema del momento e prevenendone altri in futuro. Come sempre bisogna applicarsi, praticare con disciplina ogni giorno gli esercizi per un risultato sicuro.

Ecco allora la pratica da effettuare: sdraiati comodamente sul letto prendete contatto con il vostro respiro naturale, senza cercare di cambiarlo o alterarlo in alcun modo. Probabilmente se siete rilassati vi accorgerete che sarà solo l’addome a muoversi: quando inspiro si gonfia leggermente, quando espiro si sgonfia. Per meglio ascoltare questo movimento appoggiate la mano destra sull’addome e la sinistra su torace. Noterete che la mano destra si solleva e si abbassa ad ogni inspiro ed espiro. Mentre la mano sinistra è ferma. Cercate di prenderne consapevolezza e di memorizzare questo movimento lento dell’addome. State respirando in modo Diaframmatico naturale. Poi cercate di prendere più aria, in modo da gonfiare di più i polmoni, ma fate in modo che sia sempre solo la mono destra sull’addome a muoversi e non la sinistra. Quando avete finito di espirare contraete un pochino i muscoli addominali per svuotare completamente i polmoni. Ora state effettuando una respirazione Addominale o Diaframmatica controllata. Proseguite la pratica per tutto il tempo che avete e senza sentire disturbi o fastidi vari (in questo caso sospendere alcuni istanti e poi riprendere).

Memorizzatela, fatela vostra, fate in modo che in ogni istante della giornata vi ritroviate a respirare in questo modo, in particolar modo nei momenti di bisogno (ansietà, depressione, rabbia ecc)  rivolgete l’attenzione al respiro e usate questa tecnica per sedare ciò che sa iniziando.

Voi potete controllare la vostra psiche, le vostre emozioni, le vostre paure con il respiro.

Un mio allievo di Pranayama costretto a viaggiare molto in aereo per lavoro, chiaramente con una grossa paura della partenza e dell’atterraggio, ha risolto completamente tramite la tecnica descritta prima. Così pure allievi di Yoga sono riusciti, seguendo le lezioni, a risolvere o controllare stati d’ansia e attacchi di panico con il Pranayama. Questa prima fase può anche essere imparata da soli, ma per andare avanti nel cammino e nella pratica è meglio affidarsi ad un Maestro che sappia rispettare le vostre esigenze ed i vostri limiti. Come sempre auguro a tutti: Buona Pratica.

Roberto Boschini

Maestro di Yoga e Massaggio Ayurvedico presso il “Centro Yoga Il piccolo Amrit” a Martina Franca

www.ilpiccoloamrit.it

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