“Collegamenti” per la “settimana della legalità 2020”. A Canicattì per commemorare i giudici Saetta e Livatino

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“Collegamenti” è il titolo scelto per questa edizione 2020 della “Settimana della Legalità” a Canicattì, attraverso la quale le Amministrazioni succedutesi in quindici anni commemorano i suoi due illustri concittadini assassinati dalla mafia: il Presidente della Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo Antonino Saetta, ucciso insieme al figlio Stefano, e il Giudice a latere del Tribunale di Agrigento Rosario Livatino. Entrambi sono stati trucidati sulla SS 640 Agrigento – Caltanissetta: i due Saetta nei pressi di Caltanissetta, e Livatino nei pressi di Agrigento. I due integerrimi Magistrati erano accomunati anche da un  grande senso del dovere, della giustizia, dell’onestà e dallo spirito di sacrificio. Come pure sono stati accomunati dal periodo di esecuzione mafiosa, avvenuta in due tragiche e insanguinate fine estate/inizio autunno di due diversi anni. Saetta cadde per mano di Cosa Nostra il 25 settembre del 1988 e Livatino il 21 settembre del 1990 per mano della Stiddra, l’allora nuova mafia emergente dell’agrigentino.

  Parafrasando il titolo della serie televisiva di Pif, si potrebbe dire che “La mafia uccide anche d’autunno”; ma è evidente che uccideva chiunque le sbarrava la strada in ogni stagione, purtroppo. Dopo le stragi del ’92 e ’93, “acquietatasi”, la mafia ha scelto, per sua esclusiva convenienza, di adottare un profilo basso, continuando in “silenzio” i loro loschi affari, senza uccidere, quantomeno clamorosamente, per non provocare forti sdegni nell’opinione pubblica e, quindi, vigorose reazioni dello Stato. Con la “Settimana della Legalità 2020” l’Amministrazione Comunale del Sindaco Ettore Di Ventura ha voluto ricordare i due Magistrati attraverso un dinamico Festival della Legalità, costituito da spettacoli, workshop e incontri con autorevoli personaggi con i quali il pubblico poteva interagire; incontri curati dal Giornalista e Regista Davide Lorenzano.

  Il Sindaco con l’Assessore allo Sport, Turismo, Spettacolo e Pubblica Istruzione Angelo Cuva, hanno organizzato la cinque giorni avvalendosi della collaborazione di alcune Associazioni e con la Direzione Artistica dell’Attore e Regista Simone Luglio. Quest’ultimo, insieme a Giovanni Santangelo e la regia di Chiara Callegari, hanno presentato uno studio dal titolo “Noi e loro”. Fiammetta Borsellino, ospite in uno degli incontri, vi ha assistito con evidente interesse ed emozione. Gli eventi che ogni anno iniziano, e non a caso, il 21 settembre e si concludono il 25, hanno incluso anche messe e visita alle steli che a perenne memoria sono state realizzate nei due punti della SS 640 in cui i due Giudici canicattinesi sono stati uccisi.

  Gli eventi dunque si sono conclusi il 25 settembre appena scorso, ma, come ogni anno, la speranza è che la memoria continui ad essere esercitata ogni giorno quale antidoto al rischio dell’oblio dei due Giudici canicattinesi, ma anche di tutti gli altri caduti nel tentativo eroico di liberare la nostra Isola dal cancro in continua metastasi della mafia. Ci si augura anche che il seme dell’antimafia autentica attecchisca e si consolidi ogni giorno sempre di più nelle menti di tutti, ma soprattutto in quelle delle nuove generazioni. A costoro probabilmente toccherà il compito di prevenirlo il fenomeno mafioso, ancor prima che doverlo combattere, grazie ad una sempre maggiore diffusione dell’educazione e della cultura alla e della legalità. Negli incontri si è parlato anche dell’antimafia di facciata, praticata dai cosiddetti “professionisti dell’antimafia” per cucirsi addosso la corazza inviolabile di una credibilità immeritata, unicamente per fare carriera e gestire indisturbati a loro vantaggio quel potere sopraggiuntogli come investitura calata dall’alto.   

  Inevitabilmente dunque si è parlato di Sciascia, estensore dell’editoriale “I professionisti dell’antimafia” uscito sul Corriere della Sera il 10 gennaio del 1987. Articolo molto discusso allora e che fa ancora discutere ora, quando ne capita l’occasione. Comunque, la vedova di Borsellino, a distanza di anni, riconobbe che “Sciascia aveva capito tutto in anticipo”. Forse ciò che aveva capito lo espresse non molto chiaramente, e non azzeccando nemmeno l’esempio per biasimare il criterio delle nomine basate sull’esperienza processuale in materia di mafia piuttosto che su quelle basate sull’anzianità di carriera, quest’ultima pure a mio parere sbagliata, ma da rispettare in quanto regola rigidamente difesa da Sciascia. Paolo Borsellino invece fu nominato Procuratore di Marsala secondo il criterio dell’esperienza, giustamente, tagliando fuori il legittimo aspirante, il Magistrato Giuseppe Alcamo. Senza dubbio però lo scrittore di Racalmuto fu profetico, e la cronaca in merito lo ha confermato ampiamente.

  I vari eventi della “Settimana della Legalità 2020” sono stati suddivisi tra il “Teatro Sociale”, opera liberty dell’Architetto Ernesto Basile, e il “Centro Culturale di San Domenico”, inaugurato il 3 giugno del 2018, dopo una radicale e sapiente opera di ristrutturazione. Per concludere, è doveroso precisare che in tutti gli eventi si sono osservate tutte le prescrizioni anti-covid19: misurazione della temperatura, mascherine, disinfettante per le mani e distanziamento delle sedie; e partecipazione previa prenotazione via WhatsApp. D’altronde, anche questa è legalità.

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