Crimini contro gli animali: i dati della Lombardia

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I crimini contro gli animali assumono diverse forme, hanno origini molteplici, sono plurioffensivi e non hanno confini geografici. È importante porre l’accento anche su quest’ultimo aspetto, relativo alla distribuzione geografica delle varie forme di maltrattamento di animali; infatti, contrariamente a luoghi comuni e a pseudo analisi, frutto di pregiudizi più che di riflessione scientifica, i reati accertati sul territorio nazionale non sono confinati in determinate coordinate geografiche. Per questo è importante conoscere le dinamiche locali e la fenomenologia territoriale dell’andamento zoodelittuoso, per meglio adottare misure preventive e repressive.

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV analizza l’andamento dei crimini contro gli animali accertati nel nostro Paese. Recentemente sono stati presentati i dati relativi alla Lombardia.

Nel 2019 nella regione sono stati registrati circa 1480 procedimenti (circa il 15,59 % di quelli nazionali), con un tasso di 14,77 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e circa 890 indagati (circa il 15,23% di quelli nazionali), con un tasso di 8,88 indagati ogni 100.000 abitanti. Confrontando i dati di 8 Procure, nel 2019, rispetto all’anno precedente, si registra un aumento del +2% dei procedimenti e del +4% degli indagati. Il quadro proposto per la Lombardia si basa sui dati ottenuti da un campione del 62% di tutte le Procure della regione. Un dato molto rappresentativo. Come sempre, occorre ricordare che si tratta di stime basate su un campione e non sul numero totale delle Procure e che non hanno la pretesa di essere esaustive, ma solo indicative. Un altro aspetto da considerare è che in generale sono di più i reati denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti. Se si considera poi che, notoriamente, i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco più del 20%, e di questi meno della metà, il 43,7%, si conclude con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti con sentenza sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente consumati.

È significativo che nella regione si siano registrati tutti i reati a danno di animali presi in esame dalla ricerca, e questo dato concorda con gli esiti giudiziari che hanno confermato l’esistenza in Lombardia di gruppi organizzati dediti ai vari crimini contro gli animali come i combattimenti, la tratta dei cuccioli, il bracconaggio organizzato, la pesca di frodo, il traffico di fauna selvatica o l’organizzazione di scommesse clandestine. Non si devono sottovalutare, però, le forme di maltrattamento di animali comuni, ovvero perpetrate in modo non organizzato, che rappresentano la maggioranza dei casi, che si manifestano, a volte in modo evidente, altre in modo subdolo e nascosto, in larghi strati della nostra società.

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