Un grande equivoco… voluto

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Nessuno dei piccoli e medi imprenditori italiani merita la umiliazione di un governo che li dovrebbe difendere e rappresentare che invece va a Bruxelles a chiedere soldi. Ma anche tutti gli altri italiani non hanno mai vissuto al di la del frutto del proprio lavoro. Solo la politica ha veramente dissipato tra appalti e grandi opere, “aiuti” e consulenze, cifre faraoniche tanto da ridurci a chiedere un aiuto ai partner europei; partner che resistono sapendo come stanno veramente le cose.

Ma esiste una ragione molto fondata che legittima la richiesta di soldi ai partner europei; che non certo è la pandemia o, tanto meno la sregolatezza economica degli italiani ma una questione di diritto.

I Trattati su cui si fonda l’Unione sono stati stipulati tra economie fortemente diseguali in termini di dotazione infrastrutturale e di organizzazione interna della compagine pubblica. Se un investitore deve scegliere se andare con i propri soldi a intraprendere in un posto ben organizzato e con poche tasse oppure in un altro dove si pagano molte tasse e non esiste una dotazione infrastrutturale decente, non avrà dubbi nell’andare nel primo. Quando sono stati firmati i Trattati fondativi della UE nel 1992 i contraenti sapevano della esistenza di questa diseguaglianza e sapevano che questa diseguaglianza avrebbe dirottato gli investimenti verso i ricchi rendendoli ancora più ricchi.

È questo un caso di scuola come quello dei “Trattati ineguali” che gli storici ci insegnano nei quali v’è un contraente debole e l’altro forte. Tutti quei Trattati non hanno più valore ma Maastricht che è a tutti gli effetti un Trattato ineguale, non è stato ancora denunziato e ci si limita, quando proprio non se ne può più a chiedere un po’ di soldi in compensazione delle enormi perdite subite dalle nostre imprese che si trovano a condividere un mercato unico con differenze -per esempio nel credito e nella finanza come anche nella PA e nell’unicità della moneta e del suo cambio verso l’estero- che ucciderebbero qualunque iniziativa imprenditoriale. Una serie di circostanze molto particolari per non dire sospette che aggravano di molto la diseguaglianza tra europei per via dei contenuti dei Trattati stessi.

Tant’è che tutti riconoscono la necessità di rivederli.

Noi italiani dall’alto della nostra storia millenaria sappiamo che il maggior pregio di una persona e di un popolo è la mitezza; ma nell’interesse di tutti le ingiustizie vanno sanate il più presto possibile. Noi siamo creditori della UE che intanto esiste proprio perché abbiamo subito queste ingiustizie ed ineguaglianze in silenzio. Adesso può bastare.  

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