Si prepara il futuro Presidente

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Il futuro Presidente chi sarà? Non si può dire apertamente che questo governo non è capace di fare né quello che serve, né quello che altri vorrebbero faccia, però si pensa di sostituirlo, qualora lo si rendesse necessario.

Le elezioni anticipate sono un fatto ormai desueto in Italia perché sono dall’esito incerto e poi serve tempo; quindi si preferiscono le manovre di Palazzo che sono così ben riuscite tante volte nel recente passato. Peraltro gli attuali occupanti dei Palazzi sono degli specialisti di questo e quindi certamente si stanno già adoperando in tal senso..
Manovre segrete infatti sono in corso attorno al nome di Draghi. La parte visibile di tutto questo è che da qualche giorno il nostro super sacerdote della moneta trova il tempo per rilasciare alcune interviste nella sua qualità (tra le tante) -insistentemente sottolineata- di ex Presidente della BCE. E così ci racconta cosa sarebbe opportuno fare per il futuro dell’Italia (cioè il suo programma politico). In primo luogo i giovani, che devono essere preparati a lavorare di più e meglio non certo per loro soddisfazione ma per pagare i debiti che gli stiamo preparando; poi ci dice che si devono spendere i soldi che gli europei ci presteranno per combattere la pandemia (un po’ quello che direbbe un tedesco o un olandese, supponiamo); poi ancora tra le righe ci ricorda che i sussidi devono essere ridotti per fare risparmi e meglio spendere quei soldi, una maniera molto soft per riesumare una certa mentalità rigorista che in tempi di recessione eravamo certi fosse stata superata e dimenticata anche nel nord Europa.

Una specie di traduzione quasi letterale di quanto già l’Europa aveva più volte sottolineato e il nostro attuale Presidente Conte aveva cercato di edulcorare. Naturalmente nessuna parola alla ipotesi di allungare i tempi di rimborso del debito pubblico con la emissione di nuovi titoli più “lunghi”, o del fatto che i titoli in possesso della BCE non andrebbero rimborsati perché sono stati acquistati con danari “nuovi” e non prodotti dal lavoro.. cioè rappresenta non il programma di un italiano che cerca di elaborare un progetto politico che migliori il funzionamento della Banca Centrale e dell’Europa Unita ma di un rappresentante della filosofia nordica; quella filosofia che governa l’Europa da sempre e che ha dimostrato di non essere condivisa dagli europei. Cioè conservativa dell’esistente situazione.
Dopo i tanti politici che hanno già svolto questo ruolo di conservazione non credo che questa volta le piazze accetteranno questa ennesima offesa alla dignità dell’elettorato..anche se incarnata questa volta dal blasonatissimo ex Presidentissimo della Banca Centrale Europea. Peraltro il suo salvataggio dell’euro in cosa si è tradotto? Nell’acquisto di titoli pubblici accrescendone artificialmente le quotazioni (si è cioè influito sugli umori e sulle valutazioni del mercato libero, distorcendolo) e riducendo gli interessi percepiti dai risparmiatori che adesso non sanno dove mettere i propri risparmi se ancora ne hanno, senza parlare delle banche in dissesto..
Nonostante i media scatenati a sostenere la sua immagine in pochi si vanterebbero di questi risultati e pochissimi penserebbero di essere premiati per questo disastro.

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