Reti fantasma e plastica in mare: killer invisibili

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Sono oltre 640.000 le tonnellate, tra lenze e reti abbandonate, che, ogni anno, diventano uno delle cause principali dell’inquinamento da plastica negli oceani. Ad evidenziarlo è un nuovo Report di Greenpeace secondo il quale l’inquinamento da plastica degli oceani è dovuto principalmente proprio agli attrezzi da pesca persi o abbandonati dai pescatori. Basti pensare che, secondo uno studio presentato dall’associazione, le 42.000 tonnellate di macro-plastica che compongono l’enorme isola di rifiuti accumulatasi nel Pacifico settentrionale risulta essere costituita per l’86% da reti da pesca. 

Reti che, se lasciate in mare, continuano a “pescare” in maniera passiva e rappresentano per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate dei veri e propri “muri della morte”, e che, oltre a danneggiare l’habitat marino, sono un concreto pericolo per la sicurezza di sub e bagnanti. Le reti da pesca, infatti, rappresentano un’enorme minaccia per la fauna selvatica, dai pesci più piccoli ai crostacei, dalle tartarughe agli uccelli marini, fino alle balene già a rischio di estinzione.

Sei tonnellate di reti abbandonate rimosse dai fondali marini e avviate al corretto iter per la distruzione. È il bilancio annuale dell’operazione “Reti fantasma”, che rientra nel progetto “PlasticFreeGC” per il contrasto alla dispersione delle microplastiche in mare, avviato a luglio 2019 a Fiumicino alla presenza del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e del Comandante Generale della Guardia Costiera Giovanni Pettorino.
Un’operazione che ha visto l’impiego della componente subacquea della Guardia Costiera dislocata sul territorio nazionale, mirata al recupero delle reti da pesca abbandonate nei fondali marini della nostra Penisola.  

L’attività operativa, ha fatto sapere il Ministero dell’Ambiente, partita il 9 luglio 2019, si è sviluppata attraverso una fase preliminare di raccolta di informazioni, attraverso tutti i Comandi territoriali della Guardia Costiera, la collaborazione delle categorie professionali operanti sul mare e delle associazioni ambientaliste. È stata dunque effettuata una prima mappatura generale, riportante la collocazione delle reti fantasma lungo le coste, e in continuo aggiornamento con le informazioni operative reperite sul territorio.

L’iniziativa rientra nel progetto “PlasticFreeGC”, che ha portato anche alla realizzazione dello spot in onda su tutti i canali RAI, finalizzato alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla problematica della dispersione nell’ambiente dei dispositivi di protezione individuale utilizzati per arginare l’emergenza sanitaria Covid-19, il cui protagonista è Enrico Brignano.

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