Reti di trasporto e logistica aumentano la competitività di un territorio

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Le infrastrutture rappresentano il collante tra le imprese e lo sviluppo. Il potenziamento e il miglioramento delle reti di trasporto e della logistica, ad esempio, aumentano il grado di competitività e di dinamicità di un territorio e del suo sistema economico. La Puglia è in ritardo, rispetto ad una parte del Mezzogiorno, sia per la rete ferroviaria che per quella autostradale. I dati dell’Istat lo dimostrano: 20,8 km di ferrovia per 100mila abitanti, rispetto ai 27,8 della media del Sud e 1,3 km di autostrada per 10mila autovetture, contro una media di 1,7 da Roma in giù e di 2 da Roma in su. Gli autobus in circolazione sono 1,8 ogni mille abitanti, contro la media di 2nelle altre regioni meridionali. E siamo al penultimo posto, avanti solo alla Sicilia, per l’utilizzo dei mezzi di trasporto collettivo da parte degli studenti (24,7 ogni 100). Non va meglio se si pensa al mondo del lavoro: le persone che utilizzano il mezzo collettivo sono 7,7 su 100, La media nel Sud è di 8,2.  Note stonate anche per il trasporto merci su strada, più alto che nel resto del Paese con un inquinamento (dato Legambiente) di quello su gomma di 3,5 volte maggiore, per tonnellata-chilometro, rispetto a quello su rotaia.

C’è bisogno, allora, di una scossa. Di una inversione di tendenza che faccia rispettare, nell’elenco delle priorità, la questione adeguamento infrastrutturale. Sono tante, troppe, le opere in attesa di completamento, rallentate dalla burocrazia. Lo spostamento delle merci e delle persone (economia e turismo) hanno le stesse esigenze. Movimentare meglio e spostarsi più velocemente consente di restare agganciati alla locomotiva Europa nelle posizioni di testa.  La riduzione dei costo di trasporto, in settori strategici per la vita del Paese, è importante quanto la riduzione del costo del lavoro per le imprese.

Quanto le infrastrutture di trasporto hanno determinato la scelta localizzativa delle piccole imprese? Quali misure sono necessarie per migliorare le reti trasportistiche e adeguarle alla realtà produttiva? Di quali infrastrutture potrebbero beneficiare le attività imprenditoriali, anche in termini di riduzione dei costi di trasporto?

La Puglia non può permettersi di rallentare. Deve riprendere a correre se vuole pensare in grande. Lo affermo con la preoccupazione di chi avrà il compito di coordinare i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, evento sportivo importante, secondo solo alle Olimpiadi. Bisogna prepararsi da subito a gestire i flussi previsti da 24 Paesi di tre diversi continenti che si affacciano sul Mare nostrum. Conoscendo la burocrazia italiana, quelli che possono oggi sembrare tempi lunghi e sufficienti se proiettati ai prossimi 5-6 anni, in realtà non basteranno se si continua a rinviare. Ci sono da risolvere le questioni sicurezza su tratte ferroviarie pericolose. Ancora: riduzione dei tempi di percorrenza per chi arriva dalle regioni limitrofe, Basilicata e Calabria su tutte. Taranto non ha un aeroporto. Forse, sarebbe ora di affrontare seriamente il futuro dello scalo di Grottaglie in chiave 2026, che possa convivere con il futuristico “spazioporto”. Insomma, la Puglia si deve presentare al meglio, devi aumentare l’appeal su più fronti, deve far parlare di sé in maniera positiva così come merita. Il mare, il sole e le spiagge le hanno anche i nostri competitor, a prezzi più vantaggiosi dei nostri. La differenza la faranno i servizi, in termini di qualità. Trasporti compresi.

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