Pensiero greco e cultura araba

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Molto interessante il libro scritto da Dimitri Gutas “Pensiero greco e cultura araba” edito da Einaudi. Un lavoro di ricerca storica che ha dimostrato ancora una volta di come l’instaurarsi di un nuovo corso politico, come in questo caso l’avvicendamento dinastico tra Umayyadi e ‘Abbâsidi dopo una guerra civile tra opposte fazioni della casa del Profeta, ha costretto la dinastia ‘abbâside nella necessità di giustificare il nuovo corso politico,  ad adottare dalla cultura pagana, condannata e combattuta dal cristianesimo.

La filosofia greca recepita e reinterpretata nel mondo arabo per unire la conquista ‘abbâside sotto la bandiera dell’Islam. A quel tempo il mondo arabo non era completamente islamizzato, l’Islam non è stato un processo simultaneo e coerente, ma un percorso lungo in un’area geografica dove abitavano civiltà, culture e religioni diverse scaturite dalle conquiste di Alessandro magno.

Occorreva, quindi, costruire una nuova classe dirigente, che andava formata ma che mancava di una adeguata intellighenzia non strutturata. Occorreva quindi apprendere dal lontano passato pagano giacché il vicino cristianesimo distruggeva tutto ciò che era pagano a prescindere.

Infatti l’accoglienza offerta ai filosofi greci che fuggivano dal fanatismo dell’imperatore cristiano Giustiniano a conferma del fanatismo ideologico distruttivo del cristianesimo era molto utile alla nuova dinastia al potere.

“Al contrario i mussulmani, oltre ad essere superiori a causa dell’Islam, lo erano anche perché  apprezzavano l’antica scienza e il sapere greci, e ne avevano tradotto i libri in arabo. Questa superiorità è addirittura trasferita all’Islam stesso in quanto religione: i bizantini avevano abbandonato la scienza antica a causa del cristianesimo; i mussulmani, invece, l’avevano accolta a causa dell’Islam”.

Il movimento di traduzione dal greco all’arabo si configurò come fenomeno sociale e politico complesso, ebbe effetti duraturi nel tempo ed anzi la cultura e le scienze pagane furono implementate con nuove ricerche in tutti i campi.

Apprendere dalla lettura del libro che l’Islam abbia de facto custodito la cultura di epoca pagana, ci fa conoscere un Islam diverso da quello che oggigiorno ci racconta il mainstream.

La ricerca di Dimitri Gutas costituisce uno strumento indispensabile per conoscere l’epoca nella quale l’Islam si aprì alla filosofia e alla scienza greca e per valutare la grande portata storica di questo evento.

E bene non confondere l’attualità del mondo arabo, molto eterogeneo di cui solo una parte usa la propria religione per fini oramai geopolitici.

Buona lettura.

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