Oli essenziali: una carezza per la nostra mente e non solo

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Ogni volta che, schiacciando il petalo di un fiore, una foglia, un rametto, una parte qualsiasi di una pianta, si sprigiona un profumo, significa che si è liberato un olio essenziale.

Gli oli essenziali, chiamati anche essenze, oli volatili, oli eterici, sono miscele di sostanze aromatiche prodotte da molte piante e presenti sotto forma di minuscole goccioline nelle foglie, nella buccia dei frutti, nella resina, nei rami, nel legno.

Sono presenti in piccole quantità rispetto alla massa del vegetale; sono odorosi e molto volatili, cioè all’aria evaporano molto velocemente.

Sono solubili negli oli e in alcool e sono insolubili nell’acqua a cui trasmettono il profumo.

Metodo di estrazione delle essenze. Esistono diversi modi per estrarre gli oli essenziali: per distillazione a vapore, per spremitura, per incisione del vegetale, per separazione con l’aiuto del calore, con solventi, per effleurage.

Analizzeremo brevemente le più antiche ed ancora le più utilizzate tecniche:

La tecnica della spremitura: forse è la più antica: gli Egizi utilizzavano la spremitura a sacco per estrarre l’essenza dai petali dei fiori.

Si pestano le parti odorose di una pianta tagliata di fresco, si chiudono in un sacco di lino e lo si torce con l’aiuto di due bastoni.

L’essenza filtra attraverso la tela e viene raccolta in un contenitore sottostante.

Vengono estratti con questo metodo le essenze di agrumi come il limone, il bergamotto, l’arancio spremendo la scorza esterna del frutto.

Distillazione in corrente di vapore: La distillazione è adatta per oli che hanno una forte componente volatile, e si basano sulla caratteristica che hanno queste componenti di essere facilmente trasportate da particelle di vapore acqueo in movimento.Si utilizza un distillatore simile a quello che serve per distillare l’alcool.

La sostanza non viene messa direttamente sulla fonte di calore per non rovinarne l’olio ma su una grata che si trova sopra un contenitore dove bolle l’acqua. Le particelle di vapore acqueo salendo fanno scoppiare le cellule contenenti l’essenza, trascinando con sé le molecole odorose.Il vapore viene fatto passare attraverso un contenitore refrigerante, dove la temperatura si abbassa, provocando il distacco delle molecole oleose dalle particelle di vapore, che si condensano in acqua; olio e acqua si separano a causa del differente peso specifico; l’olio galleggia sull’acqua essendo più leggero.

A questo punto si fa defluire l’acqua (detta acqua aromatica) e poi l’olio essenziale.

A volte l’olio essenziale ottenuto viene ancora trattato per eliminare eventuali impurità. La resa è molto bassa si va dallo0,002% della melissa al 2-3% della maggior parte delle essenze.

Effleurage: si tratta nel solubilizzare i principi odorosi in materie grasse: su apposite graticole si distribuisce del grasso animale e sopra di esso si spargono i petali dei fiori più delicati che appassendo impregnano il grasso con la loro essenza.

Bisogna continuamente sostituire i fiori appassiti con altri freschi finchè il grasso non si satura di olio essenziale che viene poi separato dal grasso stesso.

Attualmente questa tecnica viene usata per i fiori estremamente delicati quali il gelsomino, la tuberosa e i fiori d’arancio. La sostanza ottenuta ha un alta concentrazione, la resa è bassissima e questo alza notevolmente il costo di queste essenze (vedi l’olio essenziale di gelsomino!)

Purezza dell’olio essenziale: per essere efficaci le piante devono provenire da luoghi di coltivazione favorevoli, ed essere state raccolte, preparate e conservate con cura.

Spesso invece non viene usato tale procedimento per cui si trovano in commercio delle essenze che, di essenziale, conservano solo il nome; di conseguenza l’efficacia lascia a desiderare e di questo si imputa la responsabilità all’essenza in sé e si valorizza l’aromaterapia.

Per difendersi dalle contraffazioni non ci sono delle regole fisse, ma una piccola accortezza è quella di verificare se l’essenza in questione può essere assunta anche per via orale (in caso contrario è quasi sicuramente contraffatta) e se sono disponibili in commercio le acque aromatiche derivate dal processo di distillazione dell’olio.

Se la casa produttrice dell’olio essenziale non dispone delle corrispondenti acque aromatiche, dal momento che sicuramente queste non vengono buttate via,, ciò fa fortemente pensare che le essenze non vengono prodotte in modo naturale.

Gli oli essenziali possono essere utilizzati per via interna, cioè essere assunti per via orale, oppure per via esterna. In questa dispensa viene analizzato solo l’utilizzo per via esterna, che è preferibile per la maggior maneggevolezza e sicurezza; inoltre, con l’applicazione locale, le essenze penetrano immediatamente attraverso la pelle e agiscono direttamente sugli organi sottostanti l’area di applicazione, senza sovraccaricare inutilmente gli organi interni, come il fegato e le mucose digestive.

Si hanno inoltre delle stimolazioni olfattive che sono le sole a passare direttamente nella corteccia celebrale, senza subire il filtro del talamo per un’analisi preliminare. Questo spiega come mai un odore e un profumo possa evocare istantaneamente ricordi estremamente vividi di esperienze anche molto lontane: più che un ricordare si tratta di un rivivere un’esperienza antica.

Bagno: l’acqua deve essere calda senza eccedere, le essenze vanno aggiunte immediatamente prima di entrare nella vasca. Aggiungere 4-5 gocce dell’essenza scelta; se è una combinazione non superare le 8 gocce. Restare immersi per 10 minuti.

Doccia: versare 3-4 gocce di essenza su un guanto di spugna bagnato e frizionare il corpo.

Compresse e impacchi: In una tazza di acqua calda o fredda, a seconda delle necessità, versare 5-8 gocce di essenza.(Usare acqua calda per dolori muscolari e acqua fredda per distorsioni, febbre, cefalee) Immergere una garza nell’acqua, strizzarla e delicatamente applicarla sulla zona interessata. Le compresse di essenze possono alleviare distorsioni, gonfiori e dolori.

Evaporazione: versare 3-4 gocce in un diffusore per essenze. Non versare l’essenza direttamente sulla fonte di calore perché è infiammabile. Si possono versare alcune gocce sul cuscino, sul fazzoletto o nella vaschetta di acqua dei caloriferi.

Negli umidificatori d’ambiente è normalmente predisposta una vaschetta per mettere gli oli essenziali, abitudine che rende le nebulizzazioni antisettiche e purificatrici.

Fumenti e inalazioni: aggiungere 5-8 gocce di essenza in un piccolo catino di acqua bollente e respirarne i vapori con un asciugamano sulla testa. Questa via di somministrazione è particolarmente indicata per il trattamento di affezioni delle vie respiratorie.

Frizioni: due o tre gocce di essenza diluite in una base alcolica da frizionare sulla regione cutanea corrispondente all’organo affetto (torace per tosse , bronchite con eucalipto) fino al riscaldamento della parte.

Pediluvi, maniluvi, semicupi: in un ampio catino d’acqua calda o fredda, secondo le necessità, versare 4-5 gocce di essenza e restare con la parte immersa per 10 minuti.

Irrigazioni interne: aggiungere 4-5 gocce di essenza in acqua bollita, lasciandola raffreddare per alcuni minuti. Utilizzare quindi per lavande vaginali o clisteri.

Sciacqui e gargarismi: aggiungere 2-3 gocce di essenza in un bicchiere di acqua bollita per sciacqui o gargarismi in caso di infiammazioni delle mucose della bocca o della gola.

Precauzioni: non assumere essenze per via interna senza il controllo di uno specialista. Evitare il contatto con gli occhi e con le mucose: in tal caso sciacquare abbondantemente con acqua fredda. Non esporsi al sole dopo l’applicazione di essenze. Per persone soggette ad allergie è meglio prima testare il prodotto applicandone una goccia diluita sulla superficie interna dell’avambraccio ed attendere 24 ore Usare particolare attenzione nell’utilizzo delle essenze sui bambini.

–    In gravidanza evitare le seguenti essenze: basilico, issopo, mirra, maggiorana, salvia, finocchio, timo, ginepro, menta, rosmarino, tuia, angelica.

–    In caso di epilessia evitare: finocchio, issopo, salvia, timo, rosmarino.

–    In caso di ipertensione evitare: issopo, salvia, timo, rosmarino.

–    Utilizzare solo per via esterna: anice, issopo, salvia, tuia

–    Alcune essenze a dosaggio elevato sono lievemente tossiche: canfora, ginepro, incenso, timo, eucalipto, rosmarino, tuia.

–    Altre possono essere irritanti: basilico, limone, melissa, menta, timo, finocchio, chiodo di garofano, cannella.

Massaggio: gli oli essenziali puri sono molto potenti. Prima di essere messi sulla pelle, vanno diluiti con olio che ne facilita l’applicazione ed evita una reazione cutanea. Gli oli base da utilizzare devono avere un’affinità con la pelle. Per questo sono consigliati degli oli vegetali quali olio di germe di grano, olio di mandorle dolci, olio di jojoba, olio di sesamo, olio di vinacciolo, arachidi, soia, mais.

Devono essere spremuti a freddo per non contenere residui di solvente e per non distruggere le vitamine in essi contenute.

Sono sconsigliati gli oli di derivazione minerale (vasellina), che ha poca affinità con la pelle ed ottura i pori.

Tra quelli sopra citati gli oli di vinacciolo e girasole sono particolarmente leggeri e quindi più distribuibili sul corpo, quelli di germe di grano e olio di oliva e di mandorle dolci sono più viscosi e quindi meglio si adattano a pelli secche.

Diluizioni: Il contenuto di olio essenziale in una miscela dovrebbe oscillare intorno all’ 1-3 % a seconda del tipo di disturbo (maggiore è la diluizione e più il disturbo e sul piano psichico, minore è la diluizione e più si lavora sul fisico).

In pratica: Un cucchiaio di olio base con 1-3 gocce do olio essenziale

100 ml di olio base con 10-30 gocce di olio essenziale.

L’ambiente in cui si pratica il massaggio sarà confortevole e la temperatura non inferiore ai 25 gradi. Le mani del massaggiatore saranno calde e l’olio dovrà essere scaldato o a bagnomaria o direttamente nelle mani del massaggiatore. Infatti maggiore è il calore della pelle, maggiore è la dilatazione del circolo periferico, con conseguente maggiore assorbimento interno dell’essenza.

Roberto Boschini – Maestro di Yoga e Massaggio Ayurvedico.

Presso il “Centro Yoga Il piccolo Amrit” a Martina Franca

www.ilpiccoloamrit.it

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