…il debito europeo. Cosa buona o no?

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Il dibattito sui fondi europei sta appassionando l’opinione pubblica internazionale. In realtà era prevedibile che non sarebbe stato semplice mettere assieme chi da e chi riceve; e tanto meno, attendersi che fossero tutti felici. Da sempre l’Europa Unita ha vissuto questo tipo di eventi; mai la comunità degli stati è stata capace di darsi e condividere regole comuni se non quelle tecnoburocratiche inventate per “regolare” la vita dei cittadini.

Punto primo: hanno ragione gli “avari”? certamente si, i danari sono loro e quindi non hanno il dovere di farne quello che altri vorrebbero. Però le loro economie sono fortemente orientate all’esportazione e quindi dovrebbero avere tutto l’interesse ad avere partner solidi e solvibili. Serve decidere come far divenire solidi e solvibili quelli che non lo sono: facendoli lavorare di più (come vogliono i nordici) o mettendoli sul libro paga dei ricchi e virtuosi (come vogliono i meridionali)? La cosa è di essenziale importanza sia per non creare un precedente pericoloso, sia per non premiare le minoranze sovraniste interne. Quindi dal loro punto di vista non esiste soluzione se non quella di farci lavorare di più.

Punto secondo: i paesi mediterranei che hanno avuto un colpo fortissimo dal Covid hanno diritto ad invocare la solidarietà europea? Certamente no, perché nessuno dimentica che anche prima della pandemia le cose non andavano nel verso giusto e tutti sanno che questa sciagura è per i nostri politici una specie di tram da prendere per togliere un po’ di vecchi problemi…. nè mai le “riforme” sono state realizzate almeno in parte o, meglio, neanche veramente volute dai paesi dalla finanza allegra. Quindi per i Paesi mediterranei è un bel rebus, non c’è che dire!
  L’errore sta nei paesi mediterranei che si sono messi in una situazione così svantaggiosa: mai la politica si deve mettere nelle condizioni di chiedere. È evidente che la posizione di debolezza sarà utilizzata contro il debole; i paesi forti non escono dall’euro solo perché hanno interesse a rimanere nella moneta unica assieme ai paesi deboli per poter beneficiare di un cambio verso dollaro o yen o yuan più favorevole come è stato fatto in questi anni. Quindi non v’è via di uscita e ritorneremo per anni sempre su questi temi fino a quando i debiti dei paesi membri verso la BCE non saranno annullati (riconosciuti irredimibili) e si potrà ricominciare come è stato fatto fino ad oggi; cioè nel totale ed universalmente accettato equivoco. Equivoco che non si supererà mai senza una spallata vera e propria della politica dei mediterranei; anche questa cosa (la spallata) è impossibile.

Ma i paesi mediterranei hanno fatto un altro errore enorme: mantengono un debito di fatto eterno ma con scadenze ravvicinate; devono ridenominarlo e allungare le scadenze su base volontaria modificando e rafforzando le garanzie. Diversamente saranno sempre sotto schiaffo. Lo faranno mai? Impossibile solo per la insipienza evidente delle classi dirigenti politiche e tecniche.
Che fare? La gente attende un cambio drastico di paradigma che riesca a mettere assieme le due componenti che non possono stare assieme: i mediterranei non vogliono essere e vivere come i tedeschi e i nordici che non vogliono pagare i nostri conti.
Come abbiamo detto la soluzione c’è ma è fuori dai parametri vecchi e falliti.

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