A due cuori – Romanzo breve di Giacomo Battista

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Lorenzo e Mirella sono due giovanissimi allievi del Conservatorio di Bari. Il loro incontro avviene casualmente durante il corso di Quartetto, un percorso con esame finale obbligatorio per gli strumentisti ad arco. La passione per la musica, lo studio, la preparazione dell’esame fa nascere tra i due ragazzi un’intensa amicizia fatta di condivisione, speranze e sogni.  Con il passare degli anni la loro non è più semplice amicizia ma diventa qualcosa di più profondo. Gli anni dì formazione in conservatorio sono fondamentali per l’apprendimento tecnico musicale dello strumento. Allo studio individuale e alle lezioni con il proprio maestro fanno da completamento materie collettive quali la musica da camera, il quartetto e l’orchestra in cui si allargano gli orizzonti musicali ma anche e soprattutto quelli dell’amicizia, delle intese e delle emozioni.

Il sogno di Lorenzo e di Mirella é diventare dei musicisti, i loro occhi brillano durante i concerti, si accendono durante le prove, vibrano di nuova luce nello scambio di sguardi durante le esecuzioni. Ai ragazzi come ai loro colleghi di corso tocca scontrarsi spesso con le loro famiglie per imporre questo desiderio e proseguire gli studi e intraprendere la carriera. La professione di musicista in generale non viene sempre accolta con entusiasmo dai familiari poiché richiede estrema difficoltà nell’affermarsi, un grande dispendio economico per proseguire gli studi e perfezionarsi e non ultimo un costante senso di precarietà in ambito lavorativo. Ma i due giovani hanno entusiasmo da vendere, riescono a convincere le proprie famiglie e a cominciare quanto desiderato.

La storia si dipana su due piani temporali. Lorenzo è fuori dal vetro di una stanza del reparto di terapia intensiva del Policlinico e osserva con strazio e dolore una giovane vita di fronte a lui che intubata lotta tra la vita è la morte. Il monitor delle sue funzioni segna una ritmo costante che musicalmente l’autore definisce Andante con moto. Mirella é lì e Lorenzo comincia a raccontare la sua storia. Il piano del presente si alterna a quello degli anni precedenti. Si va indietro di 12 anni a quando tutto è cominciato tra di loro e al racconto della loro vita.

L’autore, Giacomo Battista, riesce a portarci nel pieno della giovinezza dei due protagonisti, gli entusiasmi, le attese, le speranze e le risate; la vivacità e la gioia di fare musica si alterna alle paure, alle delusioni e ai timori che il palcoscenico suscita.

Mi sono emozionata molto nella lettura di queste pagine perché ho ritrovato tanti passaggi della mia vita da studente di musica, tante emozioni e sensazioni ancora vive in me. Condividere con i coetanei il percorso di studio musicale é qualcosa di unico e straordinario.  I legami che si intessono durante il periodo di formazione e crescita musicale rimangono saldi per tutta la vita a venire da musicisti. Siamo cresciuti tutti in quelle aule del conservatorio di Bari, nell’auditorium per le prove d’orchestra, nelle sale per i saggi, negli spazi più angusti pur di fare una prova di quartetto e studiare prima degli esami. Unioni uniche fatte di sguardi, intese musicali, passioni condivise che solo chi le vive sa riconoscere. L’amicizia diventa eterna tanto da continuare a ritrovarsi a suonare nelle orchestre anche da adulti e essere sempre legati fraternamente.

Il romanzo ha una scrittura semplice e lineare, scorre come delle pagine di diario nel racconto dei due ragazzi. Si desidera seguire le loro vicende fino in fondo senza immaginare la sorpresa finale e lo sconvolgimento emotivo che ne deriva.

 Dialogando con l’autore ho indagato sulle origini del romanzo.

Giacomo Battista è un musicista, violista e compositore. Ha al suo attivo tante collaborazioni in orchestra, composizioni, e redazioni di musical. Si è avvicinato gradualmente alla scrittura finché un evento tragico lo ha portato ad ideare questo testo.

Ricordiamo tutti con grande dolore l’incidente stradale del 2014 che vide coinvolti diversi musicisti che raggiungevano la sede di un concerto in Basilicata. Molfetta con tutto il mondo musicale fu sconvolta dalla perdita della nostra cara Gabriella Cipriani. Ogni musicista da quel giorno si è sentito un sopravvissuto poiché si è immedesimato nel tragico evento, nella modalità e nel gioco delle probabilità. Ognuno ha trovato forza nella musica per riprendere e ricominciare a sognare. Diversi autori hanno dedicato composizioni a Gabriella, molti concerti sono stati organizzati per lei tra cui il primo in assoluto voluto fortemente dall’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana di Bari con la solista violinista Francesca Dego. La famiglia con amici fedelissimi ha creato una associazione a lei dedicata per continuare ad offrire eventi musicali nel nome di Gabriella e portare avanti i suoi sogni così tragicamente spezzati.

E così anche l’autore racconta di aver cominciato a pensare a portare su carta quanto Gabriella come tanti vivono e hanno vissuto per la musica. L’evento è stato il movente per la stesura di queste pagine, non una sua biografia,  così ricche di colori e di richiami musicali dal finale inaspettato.

La pubblicazione é avvenuta grazie alla casa editrice NeP edizioni che ha dato fiducia ad un esordiente dalla penna sensibile e arguta.

Consiglio vivamente la lettura di “A due cuori” per vivere con intensità positiva la vita di generazioni di giovani musicisti che a differenza di tanti altri coetanei credono ancora nelle passioni e nel futuro.

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