A tu per tu con il maestro Vito Andrea Morra, direttore dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari

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Vito Andrea Morra, docente e compistore jazz è indiscutibilmente tra i più apprezzati direttori. Da qualche tempo dirige l’Orchestra sinfonica metropolitana di Bari, con la quale sta portando in tour un concerto dedicato a due a grandi della musica, Mina e Lucio Battisti.

Ce ne può  parlare…

Il maestro Renzi, direttore artistico dell’orchestra Sinfonica della città metropolitana di Bari, mi ha proposto di allestire un programma dedicato a Mina e Lucio Battisti, ne abbiamo parlato e, in circa un mese e mezzo, ho scritto tutti gli arrangiamenti. Essendoci moltissime canzoni che non potevano essere lasciate fuori dal programma, abbiamo deciso di assemblare delle medley. Alla fine in poco più di un’ora di musica facciamo ascoltare più di 25 canzoni! Naturalmente avevamo anche già coinvolto i 4 meravigliosi cantanti Francesca Leone, Luciana Negroponte, Savio Vurchio e Giuseppe Delre, i 5 eccellenti musicisti della sezione ritmica Vincenzo Gentile pianoforte e tastiere, Max Monno chitarre acustiche ed elettriche, Gianluca Fraccalvieri basso elettrico, Fabio Delle Foglie batteria ed Enzo Falco percussioni e, dulcis in fundo, i due solisti Guido Di Leone chitarra jazz e classica e Francesco Lomangino sax tenore e soprano.

Per chi non la conoscesse, ci racconta qualcosa di lei….

Ho una formazione mista, ho fatto sia studi classici (diploma di chitarra classica) che moderni e jazzistici. Ho studiato composizione e arrangiamento jazz con i maestri Giancarlo Gazzani e Bruno Tommaso presso i corsi di Siena jazz; inoltre ho fatto studi di composizione classica e suono il trombone da autodidatta. Sono titolare della cattedra di Composizione jazz al conservatorio Piccinni di Bari.

Quali emozioni riprendere a suonare dal vivo. Cosa avete provato?

Amo sia dirigere che suonare. Il mio lavoro di arrangiatore si svolge tra le quattro mura del mio studio, per cui, una volta preparato il tutto, il momento delle prove con l’orchestra e poi dell’esecuzione davanti al pubblico rappresentano il coronamento di un lavoro lungo e impegnativo. Per un musicista il concerto dal vivo è sicuramente il massimo dell’emozione e della gratificazione!

L’Orchestra Metropilitana di Bari è  una altra delle eccellenze pugliesi. Da chi è  formata?

Sono tutti eccellenti professionisti di estrazione classica che, in questi anni, hanno saputo anche andare oltre la loro “comfort zone” cimentandosi con linguaggi musicali a loro meno usuali, come il jazz e la musica pop, dimostrando grande apertura mentale, assenza di pregiudizi e di saper non solo eseguire meravigliosamente, ma anche apprezzare qualunque genere musicale, purché fatto ad un livello di cura e professionalità adeguato. Naturalmente quando si scrive per un’orchestra sinfonica occorre approcciarsi ad essa sempre con grande rispetto e professionalità, cosa che io cerco sempre di fare fin dalla prima volta che fui chiamato a collaborare con loro nel lontano 2002.

Lei è  direttore ed arrangiatore, in cosa consiste questo doppio ruolo.

In realtà io dirigo solo in quanto autore degli arrangiamenti. Non ho velleità da direttore d’orchestra classico e non ho compiuto gli studi necessari per esserlo; al tempo stesso però mi piace avere il controllo sulla mia musica, per cui, quando scrivo, voglio essere io a concertare alle prove e a dirigere davanti al pubblico, anche perché il ruolo dell’arrangiatore è oscuro ai più e dunque dirigendo riesco a gioire del plauso del pubblico ai miei sforzi di scrittura durati settimane o mesi nel mio studio, sforzi che, altrimenti, resterebbero privi di qualunque gratificazione.

Il concerto dedicato a Lucio e Mina ovunque è  stato un trionfo.  Come è  collaborare con  i quattro  interpreti che hanno riproposto un repertorio  molto noto?

I cantanti, che ho già nominato e che ringrazio per il loro impegno e per la loro bravura, sono stati degli interpreti attenti e scrupolosi, ma anche vivaci e personali. Non sono mai caduti nella tentazione di imitare Mina o Lucio Battisti, cosa che sarebbe stata certamente banale e inopportuna. Hanno invece interpretato le loro canzoni senza stravolgerle, rispettandole, ma dando il loro apporto personale, così come ho fatto io con gli arrangiamenti. Il risultato, credo, ci abbia dato ragione.

E’ fondamentale per un artista percepire il calore del pubblico? E durante la quarantena come avete sopperito

Abbiamo fatto tutti di necessità virtù: abbiamo studiato, abbiamo imparato ad usare i mezzi tecnologici, meglio di quanto già facessimo, per diffondere la nostra musica, abbiamo esplorato argomenti musicali che normalmente non avremmo toccato e così via. In altre parole, ci siamo ingegnati per utilizzare al meglio il tempo che abbiamo dovuto trascorrere in casa. Nel mio caso, poi,  la clausura si è protratta fino a metà luglio per poter terminare in tempo tutti gli arrangiamenti.

Prospettive e progetti..

Riprendere presto tutte le attività con i miei studenti del conservatorio, dove mi occupo anche della big band che dirigo e per la quale scrivo e faccio scrivere ai miei studenti. E poi vorrei anche suonare dal vivo il trombone e la chitarra…ma questa è un’altra storia…

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