Rapporto Zoomafia LAV. Non solo ippica clandestina

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Continuiamo l’analisi dei dati che emergono dal nuovo Rapporto Zoomafia LAV e vediamo nel dettaglio quali sono i vari filoni dello sfruttamento criminale degli animali.

Corse clandestine di cavalli, ippodromi & scommesse – Cavalli, corse, scommesse e delinquenti: un classico dell’immaginario collettivo che accompagna il mondo delle corse. Come è noto, la presenza della criminalità nel mondo di cavalli, corse e ippodromi è sempre stata forte. Le corse clandestine di cavalli confermano la loro pericolosità: nel 2019 sono stati registrati 6 interventi delle forze dell’ordine, 5 corse clandestine denunciate, 359 persone denunciate di cui 14 arrestate, 2 cavalli sequestrati.

Non solo l’ippica clandestina, ma anche quella ufficiale è inquinata da infiltrazioni criminali. Allibratori, scommesse clandestine, gare truccate, doping, furti di cavalli, intimidazioni: il malaffare che si esercita all’ombra degli ippodromi e delle scuderie ha molte sfaccettature.

Secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, ai sensi del regolamento delle sostanze proibite, 50 cavalli che nel 2019 hanno partecipato a gare ufficiali, sono risultati positivi a qualche sostanza vietata. Si tratta di gare svolte in diversi ippodromi d’Italia, una vera e propria geografia del doping: da Albenga a Bologna, da Castelluccio dei Sauri a Napoli, da Modena a Roma, a Siracusa e molto altro. Queste, invece, alcune delle sostanze trovate nei cavalli da corsa nel 2019: Arsenico, Atenololo, Benzoilecgonina (metabolita della cocaina), Caffeina, Cobalto, Cetirizina, Desametasone, Destrometorfano,  Dimetilsulfossido, Diossido di Carbonio (TCO2), Ecgonina Metilestere, Eptaminolo, Estranediolo (Metabolita Nandrolone), Fenilbutazone, Idroflumetiazide, Idrossietilpromazina-Sulfossido (metabolita Acepromazina), Idrossi Xilazina (Metabolita della Xilazina), Lamotrigina, Levamisolo, Meloxicam, Nimesulide, O-Desmetil-Venlafaxina, Ossifenilbutazone, Oxazepam, Prednisolone, Teobromina, Teofillina, Triamcinolone Acetonide,

L’affare dei canili e del traffico di cani – Secondo i dati in nostro possesso, sempre senza la pretesa di essere esaustivi, nel 2019, stime per difetto, sono stati sequestrati 7 canili che complessivamente contenevano oltre 660 cani; 8 le persone denunciate a vario titolo. Dal 2004 al 2019 compreso sono almeno 64 i canili sequestrati, con oltre 6922 cani e 200 gatti, e 85 le persone denunciate. Anche in questo caso si tratta sicuramente di stime per difetto poiché le illegalità in tale settore sono molto diffuse.

Traffico di cuccioli – Aumentano le denunce per i cuccioli importati illegalmente dai Paesi dell’Est: nel 2019 sono stati sequestrati 457 cani e 5 gatti, per un valore di mercato di circa 370.000 euro; 52, invece, le persone denunciate. L’analisi della nazionalità delle persone denunciate conferma la transnazionalità di questo tipo di reato: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni, polacchi e, ovviamente, italiani. L’importazione illegale di cuccioli vede attivi gruppi organizzati, che fanno uso di modalità operative raffinate, e che hanno reti di appoggio e connivenza.

I traffici internazionali di fauna e il bracconaggio – Il traffico internazionale di animali e piante rare non accenna a diminuire. Secondo le ultime statistiche, i sequestri di fauna e flora protetta effettuati in Europa sono in aumento del 7% rispetto all’anno precedente. A livello globale, l’Unep (il programma ambientale dell’Onu) stima che il valore complessivo dei traffici illegali di fauna e flora selvatiche si aggiri tra i 7 e i 23 miliardi di dollari l’anno.

Traffici di armi rubate o clandestine, resistenza e minacce agli organi di vigilanza, attentati alle auto di servizio: il bracconaggio continua a manifestare la sua pericolosità. I sequestri di armi clandestine testimoniano il forte interesse della criminalità organizzata per alcune attività illegali contro la fauna selvatica. Recenti inchieste hanno accertato gli interessi di alcune ‘Ndrine per la caccia di frodo e la vendita di fauna selvatica. Note le infiltrazioni, soprattutto al Sud, di personaggi malavitosi nella cattura e vendita di cardellini e altri piccoli uccelli. In alcuni territori l’uccellagione e i traffici connessi o il bracconaggio organizzato sono sotto il controllo dei clan dominanti. Il traffico di animali selvatici finanzia anche il terrorismo internazionale.

La “Cupola del bestiame” – “In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, il problema della macellazione clandestina manifesta ancora più fortemente la sua pericolosità. Qui la questione animale si coniuga con quella della sicurezza alimentare. Non è forse una questione di sicurezza pubblica l’immissione sul mercato di alimenti carnei non controllati e certificati? Molte inchieste hanno messo in evidenza il legame esistente tra furto di animali, macellazione illegale e focolai di zoonosi e hanno fatto emergere scenari inquietanti: furti di animali, maltrattamento, uccisione di animali, macellazione clandestina, messa in commercio di sostanze alimentari non idonee al consumo e altri reati.

Abigeato, falso materiale, associazione per delinquere, doping, uccisione e maltrattamento di animali, macellazione clandestina, frode in commercio, pascolo abusivo, ricettazione, truffa aggravata, contraffazione di marchi, commercio alimenti nocivi, percezione illecita di fondi pubblici, ricettazione: sono solo alcuni dei reati accertati nel corso del 2019 tra le illegalità negli allevamenti e nel commercio di alimenti di origine animale. Tra i beni sequestrati a mafiosi ci sono anche allevamenti, mandrie, cavalli, bovini, caseifici.

La DIA ha sottolineato che l’intero comparto agro-silvo-pastorale costituisce ancora, per Cosa nostra, un allettante e proficuo bacino d’interesse ove praticare macellazione clandestina, estorsioni, intimidazioni e imposizioni ai danni di imprenditori agricoli, ma anche cogliere le opportunità offerte dalle politiche di sostegno e finanziamento pubblico per lo sviluppo rurale.

L’abigeato non trova tregua, ogni anno spariscono nel nulla circa 150.000 animali. Animali di provenienza sconosciuta, farmaci illegali, stalle e allevamenti abusivi, animali tenuti in condizioni di sovraffollamento o senza il rispetto delle norme igieniche: questi alcuni casi accertati nel 2019. Diverse le forme di macellazione clandestina, che vanno da quella domestica, o per uso proprio, a quella organizzata, riconducibile a traffici criminali, da quella collegata alla caccia di frodo a quella etnica.

Le sofisticazioni di alimenti di origine animale rappresentano quasi sempre una violazione biologica della vita degli animali e un’offesa al loro benessere. Anche i “prodotti” adulterati di origine animale che non richiedono l’uccisione di animali, provengono da lunghe e silenziose sofferenze alle quali si aggiungono le adulterazioni. Le sofisticazioni si innestano in un sistema in cui la vita animale e quella umana hanno scarso valore: chi è capace di avvelenare le persone con cibo adulterato, non si preoccupa certamente della vita degli animali.

Secondo fonti del NAS dei Carabinieri, le principali frodi nel settore della carne sono:

– Vendita di carni provenienti da animali ingrassati con sostanze non consentite (ormoni, tireostatici, stilbenici, beta-agonisti). In questo caso le carni sono ricche di acqua e si riducono notevolmente dopo la cottura.

– Vendita di carni contenenti residui di medicinali il cui trattamento non è stato dichiarato e senza l’osservanza di sospensione tra il trattamento stesso e l’avvio alla macellazione.

– Vendita di carni della stessa specie ma di qualità diversa (vitello adulto per vitello).

– Vendita di tagli meno pregiati per tagli pregiati (es. lombata del quarto anteriore per lombata del quarto posteriore o filetto).

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