I nemici invisibili di Carlo Calcagni, il colonnello che combatte l’uranio impoverito

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Il Colonnello Carlo Calcagni è nato nel 1968 a Ichenhausen (Germania),  appartenente al Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, è un eroe, dei nostri tempi, che ha racchiuso nel messaggio “mai arrendersi” il suo vissuto e la sua capacità di affrontare la malattia e le cure mediche devastanti in modo esemplare. Elicotterista e vittima del dovere, ammalatosi per causa e fatti di servizio durante la missione Internazionale di pace nel 1996 nei Balcani, in Bosnia, ha saputo trasformare la sua tragedia in forza di volontà e di coraggio, riuscendo ad ingannare anche la morte. Atleta paralimpico, dal podio d’Oro, ha trovato nello sport la forza per andare avanti, affrontando e vincendo sfide ciclistiche impossibili. Ci racconta la sua storia.

Eccoci qui “nemici” cari, ora siamo veramente soli!

Dinanzi allo specchio: mi guardo e non vi vedo, eppure uno di voi due è da troppi anni ormai dentro di me, mentre l’altro è fuori, potenzialmente ovunque su ciò che mi circonda. 

Nanometri: unità di misura che ho imparato a conoscere sulla mia pelle; tanto contano i diametri dei miei nemici, quantità infinitesimali eppure infinitamente letali. 

Dentro di me miliardi di particelle di metalli pesanti inalate durante una missione di pace in Bosnia-Herzegovina, piccolissime invisibili nano-particelle sollevate da ripetuti decolli e atterraggi del mio amato elicottero su quelle terre martoriate dalla guerra, in volo per ore nel tentativo di salvare vite umane. 

Micro-invasori che non ero stato addestrato a combattere, avversari dai quali non sono stato in grado di difendermi, poiché ne ignoravo l’esistenza e il pericolo. 

E’ questo il mio primo nemico, quello con cui faccio i conti ad ogni risveglio e in ogni ora delle notti insonni da 18 lunghissimi anni, un nemico impercettibile ad occhio umano che, giorno dopo giorno, si è infilato in ciascuna cellula del mio corpo, raggiungendone il DNA sino a mutarlo, scavando cicatrici, visibili ed invisibili, cariche di dolore. 

Sono un Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, paracadutista, pilota ed istruttore di elicotteri, che nel 1996 ha preso parte alla missione internazionale di pace in Bosnia-Herzegovina, svolgendo, in varie occasioni, anche servizio MEDEVAC, soccorso feriti e recupero dei corpi e dei loro resti.

Io sono il Colonnello:

Dopo qualche tempo dal mio rientro in Patria, ho iniziato a stare male e mi sono sottoposto a tutti gli accertamenti utili a comprenderne le ragioni. Da allora vivo i miei giorni in vari ospedali, centri medici, studi specialistici, eseguendo interventi chirurgici d’urgenza, esami diagnostici di ogni tipo, esami bioptici, nonché sottoponendomi quotidianamente a lunghissime ed invasive terapie farmacologiche, tra cui, settimanalmente, plasmaferesi terapeutica, una dialisi più lunga, necessaria a rallentare la polineuropatia cronica, degenerativa e irreversibile, con parkinsonismo. Ho sviluppato numerose patologie che nel 2007 hanno portato al mio Decreto Ministeriale di riforma, con riconoscimento della causa di servizio e relativa diagnosi di malattia multiorgano, neurodegenerativa, cronica progressiva ed irreversibile. 

Alluminio, antimonio, argento, arsenico, berillio, cadmio, cesio radioattivo, cromo, ferro, manganese, mercurio, nichel, oro, palladio, piombo, platino, rame, rodio, stagno, stronzio, tallio, titanio, torio, tungsteno, uranio radioattivo, vanadio: questi i metalli pesanti, tossici, dei quali è stata dimostrata la presenza, in quantità esageratamente superiore alla norma, nel mio organismo. 

(prima parte, il seguito sarà on line sabato 1 agosto)

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