Lee Carroll su Kryon e le sue canalizzazioni

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Per dare seguito e ulteriori informazioni sul contenuto del precedente articolo del nostro collaboratore Angelo Lo Verme sull’Entità Spirituale Kryon, pubblichiamo la recensione, sempre di Lo Verme, sulla conferenza a cui egli ha assistito a Catania il 15 aprile del 2015, dove Lee Carrol ha canalizzato (cioè, riporta verbalmente) uno dei tantissimi messaggi di Kryon.

La sera di mercoledì 15 aprile 2015, nella sala Erice dell’Hotel Excelsior di Catania, si è svolta la conferenza di Lee Carroll su Kryon e le sue canalizzazioni. Per chi si imbattesse per la prima volta in questo nome, rimando l’eventuale lettore al mio recente articolo pubblicato su questa stessa testata, intitolato appunto «Kryon: “Entità” angelica, mai incarnatasi in un corpo fisico».

Per chi volesse approfondirlo ulteriormente, cercando online sul sito “Stazione Celeste – Kryon”,troverà le trascrizioni di circa 25 anni (oggi 30 anni – n.d.r.) di conferenze e canalizzazioni realizzate in diverse parti del mondo. Questa di Catania è stata la prima tappa in Italia (il 18 e il 19 Carroll si sposterà a Castel San Pietro Terme – BO), e la scelta non è casuale, visto che per il 16 mattina è previsto anche un Tour proprio sull’Etna, a 1.600 metri di altezza, in un luogo energetico ideale per le canalizzazioni. 

  Nella tiepida serata primaverile di mercoledì 15, io e mia moglie siamo arrivati in Piazza Verga, dove è ubicato l’Hotel Excelsior, poco prima delle 18.00. Il tempo di parcheggiare nei pressi della monumentale “Fontana dei Malavoglia”, e subito ci mettiamo in fila nella hall per le operazioni di registrazione dei circa 250 spettatori (o, meglio, partecipanti alla canalizzazione, in quanto è necessaria una presenza emotiva per meglio percepire i messaggi). La fila a serpentina si snoda fra i corridoi che conducono alla sala Erice. Si procede lentamente e compostamente fino al bancone dove il personale controlla sui registri i nominativi e assegna a ciascuno un braccialetto, diverso a seconda se si partecipa solo alla conferenza o anche al tour sull’Etna. Man mano che si raggiunge la sala, ci si siede nei posti preassegnati; questa è ampia ed elegante, che nell’attesa dell’inizio si scalda un po’; cosicché, per rinfrescare l’aria, un’addetta apre le grandi porte vetrate che danno sul giardino prospiciente il lato sud della Piazza. Prima della conferenza, l’organizzatore Luca Ferretti spiega al pubblico le modalità di partenza dell’indomani per l’Etna.

Puntualissimo, come un  orologio svizzero, alle 19.00 entra in sala l’ingegnere, ex tecnico del suono, Lee Carroll, un simpatico settantenne, tutto allegro e sorridente, vagamente somigliante all’attore statunitense Walter Matthau, anche nella gestualità un po’ goffa e la postura ingobbita. Saluta prima il pubblico e poi la traduttrice che con chiarezza lo tradurrà dall’inglese per le circa due ore e mezza della conferenza. Inizia parlandoci, con piglio umoristico, di come da ingegnere razionale, assolutamente avulso da questioni esoteriche, introdottovi dalle conoscenze in materia della ex moglie Jane Tober, si trasforma dal 1989, con molta difficoltà e in circa tre anni, in canalizzatore o channeling di un’Entità Magnetica come Kryon. Ilarità del pubblico per il suo piglio comico nel descrivere la sua “conversione”.

Aiutandosi poi con le slide e per tutto il tempo all’in piedi, inizia ad argomentare sull’Innato, cioè l’intelligenza del corpo fisico, quella che, al contrario dell’intelligenza razionale del cervello, sa che cosa avviene nelle singole cellule del nostro corpo ed è pienamente sintonizzato con le parti quantiche del nostro DNA. L’Innato, spiega Carroll, è parte della coscienza umana e risiede in ogni cellula, e in ogni molecola del DNA: imparare a comunicare intuitivamente con esso è la chiave della guarigione e della salute. Dopo avere parlato dell’Innato, con esempi spesso accompagnati da simpatiche battute, comunica che procederà alla canalizzazione di Kryon. Si siede, si concentra; tutti lo imitiamo nella sua posizione meditativa e in silenzio lo ascoltiamo per circa mezz’ora. Per canalizzare egli assume un atteggiamento più serio. L’atmosfera è molto rilassante e con gli occhi chiusi ascolto la sua voce. Mi è difficile descrivere esattamente il mio stesso stato d’animo, se non che, mettendo da parte i pregiudizi o, al contrario, la facile credulità, ho sentito un profondissimo rilassamento. Il mio stato era prossimo al sonno; ma non dormivo realmente, giacché udivo distintamente la sua voce suadente provenire dalla sala. Quando egli finisce di parlare, o di canalizzare Kryon, mi “risveglio” da questo profondo rilassamento. Girandomi verso mia moglie con un sorriso e poi tutt’intorno, la mia sensazione è stata che anche gli altri si trovassero come in una sorta di estasi appagante.

  Ovviamente questa è stata la mia soggettiva valutazione; poi, scambiando qualche commento con mia moglie e con i vicini di sedia, posso dire che la sensazione pressappoco combaciava. Apparivamo tutti come una comunione di persone che si fosse appena svegliata da un piacevole sogno collettivo. Quando fummo un po’ più “vigili”, Lee Carroll, visibilmente emozionato e un po’ stanco, ci ringraziò per l’ascolto e ci comunicò che ci saremmo rivisti dopo mezz’ora di pausa. Erano le 20.30 esatte. Nella saletta adiacente c’era approntato un semplice buffet, vegetariano e non, distribuito su lunghi tavoli posti alcuni al centro e altri lateralmente. Alcuni camerieri servivano succhi di frutta gialli e rossi; c’era pure acqua e bibite gassate, tutte rigorosamente analcoliche. Dopo esserci ristorati, alla spicciolata cominciamo a rientrare nell’attigua sala convegni. Lee Carroll era già puntuale al suo posto. Riprende il suo discorso solo qualche minuto dopo le 21.00, a causa di alcuni ritardatari che  tornano dalla pausa, ma il più silenziosamente possibile e un po’ imbarazzati. La seconda parte della conferenza scivola via in mezz’ora senza accorgercene, sempre con quel suo piglio leggero e a volte comico. Carroll poi si prepara per un’altra rilassante canalizzazione, con atteggiamento più serio rispetto all’appena concluso convegno. Mi “risveglio” ancora con la stessa sensazione della prima canalizzazione.

Alle 22.00 circa Lee Carroll conclude la serata. Saluta ringraziando ancora i “partecipanti” e la brava traduttrice. Sentendomi sereno e più ricco dentro, con mia moglie e gli altri ci avviamo verso la hall. Dopo esserci soffermati per condividere ancora le piacevoli sensazioni con qualcuno dei partecipanti e salutare l’organizzatore Luca Ferretti, ci avviamo verso l’uscita. Chi parteciperà al Tour dell’indomani sull’Etna, rimane ancora formando dei capannelli all’uscita prospiciente  la Piazza Verga, per fumare una sigaretta e conversare, nell’attesa di salire in camera.

  Voglio precisare che nell’estendere il presente articolo, ho tentato di utilizzare uno stile cronistico per descrivere oggettivamente un convegno molto particolare. La mia partecipazione da “esploratore” curioso delle due canalizzazioni però, è stata qualcosa di più di quella di un cronista (ruolo meramente conseguenziale). A questo ruolo ci devo sommare quello del lettore desideroso di assistere di persona ad almeno uno dei tanti messaggi trascritti di Kryon; e anche quello di colui che da anni segue su internet, con molto senso critico ma senza eccessivi pregiudizi, il suo affascinante e interessante mondo. L’emozione è stata come quella di un appassionato di archeologia che va ad assistere ad uno scavo. Kryon mi affascina e incuriosisce per il contenuto dei suoi messaggi dai quali si evince un sapere enciclopedico; ad esempio su argomenti come fisica, chimica, biologia, politica, economia, religione, spiritualità, ecc.. Mentre tento di farmene un’idea più articolata, che, confesso, ancora non ho del tutto chiara, sento istintivamente di doverlo divulgare.

  Comunque sia, il più limpido pensiero che in tanti anni mi sono fatto è che se la rappresentazione suggerita da Kryon e alla quale dà manifestazione sensibile l’ingegnere Lee Carroll, fra l’altro sempre con molta coerenza e chiarezza, si dimostrasse essere vera, allora dovremo tentare di tutto affinché accada in noi una nuova metanoia, dopo oltre 2000 anni dall’avvento di Cristo. Dovremo cioè modificare la nostra percezione e visione dell’esistenza e rapportarci in modo del tutto diverso con la realtà che ci circonda, e soprattutto fra di noi stessi esseri umani. Diverso nel senso dell’armonia col nostro splendido Pianeta che dobbiamo rispettare e amare, e con i nostri simili. In tale eventuale nuova realtà, nella quale assumeremmo per forza di cose un ruolo attivo, da Operatori di Luce, per dirla col linguaggio di Kryon, non potremo più restare spettatori passivi degli eventi. Eventi che, in virtù del nostro libero arbitrio, non dovremo necessariamente soltanto subire, ma che potremmo in parte addirittura determinare.

La consapevolezza umana ha un potenziale inimmaginabile, sempre a detta di Kryon, che avrebbe già modificato positivamente molte cose nel nostro Pianeta. Per tanto, invito gli eventuali lettori ad approfondire la conoscenza di questo incredibile ma comunque affascinante mondo esoterico. Tanto, non costa nulla, in tutti i sensi. Tanto vale provarci.

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