5G: siamo in dittatura. I sindaci non potranno opporsi all’installazione delle antenne

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L’articolo 38 del Decreto Legge Semplificazioni  annulla le volontà dei cittadini in relazione alla installazione delle antenne 5G, tecnologia di cui si conosce poche ma che riempirà le tasche di molti di quelli che, da sempre, si trovano nelle stanze del bottoni.

L’articolo 38 del Decreto,  “Misure di semplificazione per reti e servizi di comunicazioni elettroniche”, modifica l’art. 8 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, comma 6, introducendo una nuova variante che stabilisce con chiarezza i limiti imposti ai regolamenti comunali.

«I comuni  – il testo dell’articolo – possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo 4».

In buona sintesi  i sindaci non potranno opporsi alle direttive statali per bloccare l’installazione di qualsiasi tipologia di stazioni radio base, incluse quindi le antenne 5G, se le infrastrutture, che sfruttano la nuova tecnologia, rispetteranno i limiti di emissione dei campi elettromagnetici .

Ma se si tratta di tecnologie di cui si conosce poco, se per installarle bisogna abbattere gli alberi, se gli animali (gli uccelli) le distruggono, se non è ancora chiaro perché non se può fare a meno considerato il fatto che la fibra è più che sufficiente per navigare in velocità e trasmettere dati, perché non bisogna almeno aprire un dibattito? C’è qualcosa che sfugge. C’è da chiedersi se gli interessi economici possano prendere il sopravvento su tutto il resto. Tutto. Anche a rischio di compromettere la salute dell’ecosistema, della salute, della biodiversità.

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