La congiura Lituana: come uccisero l’Urss

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La congiura Lituana è un importate libro-intervista molto appassionato e facile da leggere della giornalista russa Galina Sapoznikova, sui fatti poco noti in occidente accaduti prima del 13 gennaio 1991, durante e dopo in Lituana, attraverso la testimonianza di coloro i quali vissero quei momenti pieni di contraddizione che accadevano in uno stato formalmente ancora unito. Un libro illuminante che per alcuni è una sbalorditiva novità, per altri per una strettissima minoranza è una conferma.

Il 13 gennaio 1991 presso la torre della televisione di Vilnius in Lituania una delle repubbliche dell’Urss, morirono 14 persone. Ancora oggi le autorità “democratiche” lituane, processano e perseguitano alcuni dei “protagonisti inconsapevolmente passivi” di quelle giornate.

Il lettore attento potrà certamente affermare che in quei giorni si è avviato il processo politico che ha portato allo scioglimento dell’Urss. Niente di più sbagliato.

Troppo facile per l’occidente in generale e per l’attuale classe dirigente di tutte le repubbliche dell’ex Urss, affermare che con l’avvento di Gorbaciov sia avvenuta l’implosione dell’Urss.

Storici attenti e dirigenti di alto livello ci mettono in guardia attraverso le loro analisi ed esperienze personali, che il prologo di tutto ciò si può datarlo nell’anno 1953, il mese di marzo, con l’avvento poco dopo di Krusciov.

Addirittura anche scrittori veracemente anti-comunisti come Karl Deutsch nel suo saggio Crepe nel monolite, dava seri indizi nel 1954 sulla dissoluzione dell’Urss pur non prevedendone la data.

Andrius Butkevicius politico lituano, firmatario dell’Atto per il ripristino dello Stato della Lituania, membro del Seimas ( parlamento della Lituania ) dal 25 novembre 1996 al 18 ottobre 2000. Nel 1988 è stato uno degli organizzatori del movimento di riforma lituano “Sąjūdis“, membro del Sąjūdis Seimas. Era uno dei fondatori e presidente dell’Unione lituana dei prigionieri e dei delegati politici. Avrà un ruolo importante, insieme ad altri, tra cui massimi vertici dell’Urss negli eventi riportati nel libro: “Lo dico chiaramente: sì, sono stato io a progettare tutto ciò che avvenne. Avevo lavorato a lungo all’Istituto Einstein, insieme al professor Gene Sharp, che allora si occupava di quella che veniva definita “la difesa civile”. Sì, io progettai come mettere in una situazione difficile l’esercito russo. In una situazione così scomoda da costringere ogni ufficiale russo a vergognarsi. Fu guerra psicologica. In quel conflitto noi non avremmo potuto vincere con l’uso della forza. Questo lo avevamo molto chiaro. Per questo io feci in modo di trasferire la battaglia su un altro piano, quello del confronto psicologico. E vinsi.”

Un’ammissione di colpa molto chiara, addirittura trionfalistica. Poverino, nella sua vena anticomunista crede di essere stato il vero artrfice dell’indipendenza della Lituania, capiamo il perchè attraverso le affermazioni di alcuni testimoni diretti.

Vladmir Ovcinskij, all’epoca dei fatti era generale maggiore del Ministero degli Interni dell’Urss: “Quando ci furono gli scontri alla torre della televisione, in tutte le radio e televisioni del’Unione Sovietica presero subito le difese dei separatisti lituani, ci rendemmo conto che era tutto frutto di una lunga preparazione da parte di una centrale che aizzava l’opinione pubblica contro le forse armate e i servizi di sicurezza sovietici. “Abbiamo fatto tutto il possibile, ma evidentemente il tradimento veniva dall’alto, Gorbaciov e Jakovlev avevano deciso di abbandonare i paesi baltici”

Di quest’ultima testimonianza non l’unica che afferma ancora oggi del ruolo della massima dirigenza dell’Urss nell’avviare il processo di demolizione del paese.

“.. se avessero impiccato Gorbaciov sulla Piazza Rossa, sarei andata volentieri là a piedi a vederlo”

“Lei andrebbe processato per altro tradimento da un tribunale popolare e poi essere privato della cittadinanza e mandato in esilio all’estero. Lei è un traditore, un criminale, un assassino. Sia Maledetto!”

Si è vero, il libro, seguendo una pista inedita – per alcuni controversa, per altri illuminante – racconta come la Lituania sia stata il banco di prova per le future “rivoluzioni colorate”.

Un piccolo passaggio sull’introduzione di Giulietto Chiesa, da poco scomparso. Si sbaglia, Gorbaciov ha voluto la distruzione dell’Urss, in maniera consapevole. Nel 1988 a bordo di una portaerei americana a largo di Malta si è arreso al “nemico”. Giulietto Chiesa non ha fatto in tempo a capire che Gorbaciov, fa parte organica o quanto meno è stato ed è al servizio ancora oggi di quella elite del pianeta che vuole disegnare un nuovo ordine  mondiale da lui stesso denunciato numerose volte su PandoraTV.

Buona lettura

Galina SapoznikovaLa congiura LituanaTETI Editore

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