Quelle macerie della Bellezza

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Ci sono cose che portano in sé un valore che va oltre la loro essenza. Simboli intorno ai quali si salda un’identità, l’appartenenza a un territorio, memorie di storie locali. Alcuni giorni fa a Giugliano in Campania, nel Napoletano, è stato abbattuto, in sordina, un villaggio baronale del Settecento, la masseria Zaccaria. Al suo posto sorgeranno 48 appartamenti con piscina condominiale, custode e videosorveglianza. Un pezzo di storia locale ridotto in macerie. A darne la notizia, che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web, è stata la giornalista Claudia Procentese con un post. Unanimi le proteste e lo sdegno, ma ormai lo scempio è compiuto. La Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’area metropolitana di Napoli non ne era a conoscenza e al momento non ci sono rilievi e contestazioni formali. È scesa in campo la senatrice Margherita Corrado, archeologa, membro della Commissione Beni Culturali, che in un intervento ha denunciato che “qualcosa non ha funzionato nel meccanismo di tutela”.

Il male sarebbe meno devastante se non potesse contare su armi potenti: l’indifferenza, la disattenzione voluta e il “tirare a campare”. Le ruspe non deturpano solo un territorio, ma cementificano lo spirito. È l’antiestetica sociale che trionfa nelle nostre periferie. Dice bene Claudia Procentese, si potrebbe parlare di tante cose, invece basta guardare questa immagine per restare senza parole. A parlare è la bellezza.

Ciro Troiano

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