L’amore è il respiro dell’anima

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Il titolo soprascritto è una poeticissima frase di Osho. Egli paragona la vitale necessità della respirazione per il corpo, la quale lo ossigena e lo ricarica costantemente di energia per tutta la sua vita, al nutrimento per l’anima che è l’amore. L’anima si nutre e vive esclusivamente di amore che è capace di elevarla a vette sempre più alte. Anzi, senza amore l’anima neanche può esistere, è impossibilitata a nascere e a formarsi nell’individuo; per cui suonerebbe persino assurdo dire che senza amore l’anima muore: non può morire poiché non è neppure nata. L’amore gli dà i nobili natali.

  Inoltre Osho afferma che l’amore è uno stato dell’essere, che non può essere ridotto a una relazione. Egli in suo libro testualmente dice: “… Di fatto, se vuoi amare la tua donna o il tuo uomo, devi essere in amore verso tutte le persone che incontri. Devi tener viva la fiamma. Devi continuare a respirare amore. Devi continuare a irradiare amore… L’amore non può essere ridotto a una relazione, l’amore è uno stato dell’essere. Tu sei semplicemente una persona amorevole. Ami i tuoi amici, ami i tuoi libri, ami i tuoi quadri, ami il sorgere del sole. Ami molte cose. In tutte quelle cose il tuo amore cresce, si espande; e la donna ne trae benefici perché ora sa di avere un uomo colmo d’amore. E l’uomo ne trae beneficio se anche la donna è in uno stato d’amore… Nella mia comune dovete imparare a essere amorevoli – non dovete amare le relazioni, ma l’amore in quanto stato dell’essere, l’amore in quanto respiro. E ciò che il respiro opera nei confronti del vostro corpo, esattamente la stessa cosa fa l’amore per la vostra anima. L’amore è il respiro dell’anima. Più amate e maggiore è l’anima che avete. Pertanto non siate gelosi. Non ostacolate nessuno, e non cercate di monopolizzare l’amore. Ci sono alcune cose che non si possono monopolizzare. Vedete un uccello in volo sulle ali del vento, è stupendo – quale libertà, che gioia! Potete catturarlo, potete metterlo in una splendida gabbia d’oro. Pensate che sarà lo stesso uccello? In apparenza è lo stesso, ma nella realtà non lo è più… Ed è ciò che è successo all’amore… L’amore è un uccello. Tenetelo libero, non cercate di monopolizzarlo. Quando lo monopolizzate, muore. Ecco perché nel mondo intero tutti dicono: <<Ti amo>>, ma non sembra esserci amore da nessuna parte… Il motivo fondamentale è questo: non abbiamo concesso all’amore libertà alcuna…”

  Già, non sembra esserci amore da nessuna da parte, constatava Osho più di una ventina d’anni fa. E oggi, purtroppo, credo che si possa continuare a dire dolorosamente che in giro sembra non esserci tanto amore. A cominciare dalla famiglia, il nucleo principe della società, se si osserva l’attuale cronaca in merito, all’interno della quale si commettono le peggiori violenze, cosiddette appunto domestiche; i più cruenti ma anche incruenti misfatti e non per questo meno brutali, sintomatici di una grave carenza di amore e di conseguenza di una miserevole povertà d’animo diffusa. Genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i genitori, mariti che assassinano mogli e figli e parenti più prossimi e infine si suicidano, ecc.. Credo che sia comodo liquidare simili episodi come atti di follia; che certamente lo sono anche, ma alla base c’è l’assenza di vero amore, di autentica compassione, di umana empatia; e c’è la presenza di tanta rabbia e frustrazione assopita che esplode proprio contro chi si presume di amare. Un fidanzato o un marito che non accetta  di essere lasciato e uccide, ma quale amore poteva nutrire nell’animo? Quale autentico amore può portare ad atti follia, se non lo smodato e patologico amore di se stessi? Anche tutta l’immane violenza di cui si macchia la società quotidianamente, cruenta o meno cruenta, è il sintomo più evidente dell’assenza di amore di cui si parlava prima. La prevaricazione, l’egoismo e la corruzione in generale, non sempre sono una sanguinosa violenza che lascia vittime sul campo (a volte sì però, direttamente o indirettamente: ad esempio, chi inquina l’ambiente con sostanze tossiche, uccide), ma quanta innaturale disarmonia, disamore e sfiducia genera nel cuore della gente!

  E’ evidente che non bastano le leggi e la loro funzione deterrente nella società per renderla migliore, vista anche la facilità con la quale si violano. Serve un’educazione spirituale che crei come inevitabile conseguenza una coscienza e una morale naturali e perciò realmente giuste e prettamente umane. Un uomo che sia veramente tale, e cioè che abbia sviluppato il suo potenziale di amore e quindi che abbia elevato la sua anima, un uomo che sia in amore con l’esistenza o che l’amore sia un suo stato naturale dell’essere, non compie alcun male o peccato che dir si voglia. Non è la funzione deterrente delle leggi umane a rendere il mondo più umano, bensì la divina anima dell’uomo coltivata nell’amore, la quale è assolutamente incapace e inadatta a concepire il male.

  Affinché nel cuore dell’uomo possa maturare l’amore autentico occorre dunque meno materialismo e più spiritualità; ci vuole meno alienazione e più connessione con la natura, in modo tale che ammirando un tramonto, un bel fiore, una coccinella, il suo cuore possa sentirne l’intima partecipazione al sacro consesso dell’Universo. Credo però che debba cambiare l’approccio con la natura, che non deve essere semplicemente percepita come un luogo di ritrovo, e poi magari lasciare a terra bottiglie, lattine e spazzatura varia; o peggio, danneggiarla o inquinarla: ciò non è amore per la natura ma depredazione, irrispettosa inconsiderazione. Spesso mi è capitato di godermi sulla spiaggia il mare d’inverno e vedermi antipaticamente sfilare sulla battigia fuoristrada e grosse auto i cui guidatori, a modo loro,  intenderebbero passeggiare e godersi il mare da dentro un alienante abitacolo. Non mi pare che ciò sia autentica connessione e vero amore per la natura!

  Per concludere, quando l’amore diverrà l’autentico respiro dell’anima, quando l’amore sarà uno stato naturale dell’essere dell’uomo, la società potrà trasformarsi in un Paradiso letteralmente terrestre. Altrimenti si dovrà continuare a convivere con una realtà disarmonica e disconnessa dalla natura e dal Tutto cosmico che ci circondano. E’ questo l’unico e vero grande peccato che si può commettere nei confronti della divinità e sacralità della vita, poiché è semplicemente distruttivo.

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