La Cina contro il proprio benessere

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Che razza di mondo è mai questo? La Cina alcuni lustri fa pretese il rispetto dei Trattati internazionali e si riprese Hong Kong promettendo di rispettarne le peculiarità. Da allora la ex colonia britannica ha trasformato e occidentalizzato centinaia di milioni di cinesi sottraendoli alla fame cui il comunismo li aveva condannati; (quindi potremmo dire che è accaduto di fatto l’inverso: la Cina Popolare è stata acquisita sia nella economia che nelle leggi, che nei costumi dalla ex colonia).

Adesso la Cina interpreta (non dico viola) a modo suo i Trattati internazionali per mortificare proprio coloro che l’hanno resa forte e florida ponendo cioè le basi per una involuzione autoritaria e, in prospettiva, impoverendo tutta la Cina. E il popolo di Hong Kong si ribella per difendere le proprie libertà attraverso le quali si rafforza il suo -protempore- avversario… un rompicapo mica da poco e privo di una possibile soluzione pacifica.


Noi, fautori del dialogo ad oltranza con tutti e sempre, crediamo che si debba parlare anche per convincere i cinesi che se oggi possono spadroneggiare in tutto il mondo lo devono all’aver acquisito il modello occidentale e il rispetto della proprietà privata. Quel rispetto ha convinto milioni di investitori a portare i propri investimenti in Cina. Incrinare quel modello è la morte del capitalismo alla cinese.


Ma i cinesi sedicenti comunisti che oggi di quel comunismo hanno ancora solo l’autoritarismo, vogliono ascoltare? Sono disposti a modificare le proprie convinzioni? Oltre ad aver acquisito il diritto civile romano intendono acquisire i valori del dialogo che sono tutt’uno con l’essenza della civiltà? Anche a scapito della efficienza ed immediatezza della governance? Vogliono capire che cedere alle volte è più saggio che insistere nel sottolineare la propria forza?
Temiamo di no. E quindi si aprono le porte alle violenze.

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