Prevenzione e contrasto dei crimini informatici: la Polizia di Stato sempre all’erta

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Siglato l’accordo tra Polizia di Stato e Borsa Italiana S.p.A. per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che hanno per oggetto i sistemi e servizi informativi di particolare rilievo per il Paese.

La convenzione, firmata digitalmente dal Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli e dall’Amministratore Delegato di Borsa Italiana Dott. Raffaele Jerusalmi, rientra nell’ambito delle direttive impartite dal Ministro dell’Interno per il potenziamento dell’attività di prevenzione alla criminalità informatica attraverso la stipula di accordi con gli operatori che forniscono prestazioni essenziali.

L’accordo rappresenta una tappa significativa nel processo di costruzione di una fattiva collaborazione tra pubblico e privato: un progetto che, in considerazione dell’insidiosità delle minacce informatiche e della mutevolezza con la quale esse si realizzano, risulta essere strumento essenziale per la realizzazione di un efficace sistema di contrasto al cybercrime, basato quindi sulla condivisione informativa e sulla cooperazione operativa.

La sicurezza informatica e la protezione dei dati sono sempre stati una  priorità” di Borsa Italiana. La Cyber Security richieda oggi uno sforzo di sistema ed è uno dei punti dell’agenda della ripresa e dello sviluppo strategico del Paese.

Fondamentale l’Elemento Umano come fattore chiave della sicurezza informatica.

Bisogna pensare ad un rinnovato umanesimo per un Rinascimento digitale.

“Umani” sono gli esperti di sicurezza informatica, ai quali è devoluto il compito di ricercare soluzioni atte a prevenire, individuare e contrastare la minaccia informatica.

Ma soprattutto, l’“Essere umano”, deve essere considerato come l’anello più debole di una catena di processo che vede il singolo cittadino, consumatore, professionista o impiegato, con i suoi dispositivi e domini personali, soggetto ad attacchi diretti ad ottenere profitto economico o illegittimo accesso a sistemi informatici più complessi.

Il mondo ha affrontato la drammatica diffusione dell’epidemia da Covid-19, ed il relativo aumento degli attacchi informatici su larga scala.

Ed allora, abbiamo tutti constatato quanto profetico fosse stato concentrarsi sull’Elemento Umano, quale fondamento di molte e serie problematiche afferenti alla salute pubblica ed alla sicurezza.

Gli esperti si sono trovati a contrastare campagne di ransomware aventi come obiettivo ospedali ed infrastrutture sanitarie, insieme ad attacchi DDos e data-breaches; frodi milionarie occorse ai danni di imprese che cercavano di approvvigionarsi di mascherine e dispositivi sanitari; campagne di phishing su larga scala, basate su falsi avvisi anti-covid e false comunicazioni governative, ingegnerizzate al solo scopo di inoculare nuovi tipi di malware; si è assistito all’apertura di numerosi domini web riportanti nel nome la parola Covid, molti dei quali creati esclusivamente per divulgare notizie false o perpetrare truffe.

Tutto ciò non ha certo colto di sorpresa gli esperti del settore, ma ha certamente offerto l’opportunità di concentrarsi su un aspetto molto significativo.

Oggi la rete di esperti sta lavorando efficacemente per limitare le drammatiche conseguenze degli attacchi informatici diretti verso ospedali, scuole, pubbliche amministrazioni e aziende, così come singoli cittadini, riferibili all’epidemia da covid-19.

C’è ancora tanto da fare, ma la strada individuata pare quella giusta.

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