Quel coccodrillo da valigia

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In valigia aveva un coccodrillo imbalsamato. Sì, proprio così, un coccodrillo. Alcuni anni fa un signore di mezza età di ritorno dall’Africa fu intercettato dalla Guardia di Finanza dell’aeroporto di Caselle Torinese. Il trofeo imbalsamato fu, ovviamente, sequestrato in attuazione della Convenzione di Washington, che regola il commercio di animali e piante in via di estinzione.

Questi particolari ritrovamenti non sono rari nei porti e negli aeroporti italiani. Negli ultimi anni sono stati sequestrati, in distinte operazioni, zanne, pelle e zampe di elefante, parti di animali, pelli di rettili di varie specie, pezzi di avorio lavorato, corna di cervo, caviale, animali imbalsamati, borse di pitone reticolato, corallo, uccelli abbattuti. Non mancano sequestri di animali vivi appartenenti a specie protette come tartarughe, pappagalli, scimmiette.

Dall’abito tribale confezionato con penne di pappagalli e rapaci, ai coralli trasportati da una coppietta di sposi di ritorno da un viaggio di nozze in una meta esotica; dalle teste di coccodrillo imbalsamate, alle mandibole di squalo: le valigie degli italiani che si recano all’estero e quelle dei turisti che arrivano nel nostro paese sono ricche di sorprese. Spesso macabre. Negli scaffali e negli scatoloni dei magazzini che contengono i reperti sequestrati dalla Cites c’è davvero di tutto: gusci di tartarughe trasformati in chitarre etniche, figure tribali scolpite nell’avorio di zanne d’elefante, tappeti di leopardo, coralli e conchiglie rarissime. Ancora, accessori di lusso in pelle di pitone, coccodrillo e altri animali esotici in via di estinzione.

Ma non solo ricordini di viaggi esotici. La medicina tradizionale orientale fa largo uso di sostanze derivate da piante e animali in via di estinzione. L’esempio più noto è quello del corno di rinoceronte che, secondo la farmacopea orientale, avrebbe proprietà terapeutiche eccezionali contro febbre, impotenza ed epilessia, cosa però smentita dalla medicina non tradizionale. Dai cerotti con le ossa di leopardo, ai più classici afrodisiaci con parti di animali, fino allo sciroppo di cervo muschiato per la cervicale, il nostro paese non è immune dai traffici di prodotti e farmaci provenienti dall’Oriente. 

Pomate a base di cistifellea di orso contro le infiammazioni muscolari, cavallucci marini essiccati per sconfiggere l’impotenza o sigarette per smettere di fumare, confezionate con una pianta rarissima che cresce sull’Himalaya, creme con estratti da una ghiandola del cervo muschiato bianco: queste alcune delle sostanze trovate e sequestrate.

Il pericolo per la fauna selvatica esotica non arriva solo dalle organizzazioni criminali che gestiscono un commercio planetario che coinvolge mercanti senza scrupoli e produce guadagni astronomici, ma anche da sprovveduti turisti con la mania di acquistare souvenir stravaganti e con il desiderio di portarsi a casa qualcosa dalle mete esotiche visitate.

Mi è capitato spesso, durante viaggi e spedizioni, di imbattermi in allegri connazionali che compravano, incrementando così il commercio illegale locale, animali o parti di essi sotto forma di monili, oggetti o gioielli. E vallo a spiegare a gente che non vuole saperne di sentirsi dire che così facendo sta alimentando le zoomafie internazionali… Nel 2008, ad esempio, ho documentato l’acquisto di scatolette di caviale da parte di turisti italiani a Yalta e a Odessa, in Ucraina. Il commercio di caviale è rigorosamente regolamentato a livello internazionale e l’importazione clandestina costituisce reato. I venditori si avvicinavano ai turisti mostrando furtivamente una scatola tenuta nella tasca della giacca. Dopo la dovuta contrattazione, il venditore prendeva altre scatolette tenute celate su improvvisati banchetti di vendita di “ricordini” e cianfrusaglie della ex Unione Sovietica. In meno di dieci minuti un solo gruppo di turisti italiani, ospiti di una nave da crociera, ha acquistato più di venti scatolette di caviale da 100 grammi ognuna. Al rientro in nave nessun controllo.

Il rispetto dell’ambiente e della biodiversità inizia con gesti che possono sembrare insignificanti, ma che in realtà sono importantissimi, come quello di non prelevare o acquistare piante, animali o loro derivati per non depredare i luoghi visitati e anche per non incappare nella censura amministrativa o addirittura penale al rientro nel nostro Paese.

(Ciro Troiano)

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