Christie Lacetti, giovane rivelazione della scrittura noir

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All’anagrafe è Irene de Biase. Lei, però, ha scelto di chiamarsi Christie Lacetti. Ed è con questo nome che ha firmato il suo primo lavoro letterario, “Jail Guard, storia di un uomo e del suo destino” thriller, disponibile online in eBook e cartaceo, pubblicato dalla Maratta Edizioni.

Benvenuta, Christie! Parlaci un po’ di te.
Per me è un onore essere qui. Mi chiamo Christie, sono nata nell’88 in un paesino pugliese, scrivo da cinque anni dopo un periodo trascorso come regista indipendente. Scrivo thriller e hard boiled e ho avvicinato ufficialmente il mondo della scrittura solo nel 2019. Grazie a Wattpad ho scoperto un mondo fatto di storie straordinarie, gente interessante e lezioni da imparare. “Jail Guard: storia di un uomo e del suo destino” è il mio romanzo d’esordio ed è stato pubblicato con la Maratta Edizioni.

Parlaci della tua opera.
“Jail Guard” è nato un pomeriggio d’autunno. Mettevo in ordine la scrivania e mi sono imbattuta in un mucchio di pagine ingiallite scritte a matita. Ero indecisa se gettarle o meno, quando ho iniziato a leggerle e mi sono domandata se non fosse il caso di dare a questo racconto una possibilità. Pagina dopo pagina, il romanzo ha preso forma; i personaggi hanno assunto connotati “reali” e i lettori virtuali hanno mostrato interesse. Il mio obiettivo era creare un libro che colpisse al cuore e lasciasse il segno. Nelle varie fasi di editing, prima, e impaginazione, dopo, ho avuto molti pareri positivi e la cosa mi ha reso molto soddisfatta.

Da cosa nasce una tua storia?
Le idee prendono forma con la musica. Ascolto quasi tutti i generi ma ho una predilezione per quei brani con i quali posso visualizzare le scene, percepire stati d’animo dei personaggi e immaginare. Sono una fan sfegatata dei Two Steps From Hell e mi sono servita spesso di alcune delle loro tracce nella mia breve carriera da regista per creare piccoli filmati carichi di significato.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Del panorama occidentale ho letto e adorato King, Cricthon, Connelly, Karin Slaughter e Katy Reichs. Di quello orientale ho apprezzato Haruki Murakami, la Yoshimoto, Yukio Mishima, Natsuo Kirino, Lisa See, Lesley Downer. A livello italiano ho amato i classici: Pirandello, Verga, Calvino, Elsa Morante, Oriana Fallaci, Umberto Eco e Moravia di cui ancora sogno di poter leggere “gli Indifferenti” da cima a fondo.
La lista è così lunga che potrei andare avanti per ore.

Perché un thriller?

 Amo molto i generi che scavano nella mente dei personaggi, portando alla luce le loro paure, mettendo a nudo il loro lato più vulnerabile e ciò che li rende “reali”. Diversamente dal romanzo rosa, destinato all’happy ending e dominato dalla tenerezza e da rari momenti cupi, io sono più per i personaggi tormentati che si aggirano in luoghi squallidi e polverosi, hanno abitudini discutibili e che, dietro la facciata da duri, sono in grado di amare e rialzarsi per tornare a lottare più forti di prima.

Definire il protagonista è stato spontaneo o c’è voluto del tempo?
Non è stato facile, devo ammetterlo. In realtà avevo già in mente come fosse fatto Jonathan ma creare il suo passato e dargli una personalità è stata la parte più complicata. In moltissimi mi hanno contestato il fatto che avesse preferenze tra i figli e si comportasse in modo ambiguo sul lavoro. Ma questo è ciò che lo rende “umano” e “tridimensionale” e non lo cambierei per niente al mondo.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Ebbene sì. Ho studiato per filo e per segno l’organigramma delle guardie carcerarie, le loro mansioni, la suddivisione dei turni e ho approfondito le mie conoscenze sul mondo della polizia. L’editor, in seconda battuta, mi ha “tirato le orecchie” su alcuni dettagli che ho poi corretto prima della versione definitiva. Se non ci fosse stata lei a guidarmi in questa faccenda, ora sarei persa.

Com’è pubblicare un libro con una casa editrice?
Potrei dire con certezza che è un’esperienza che ti cambia dentro. Sono stata accolta da una piccola casa editrice non a pagamento che mi ha fatto sentire parte di un gruppo sin da subito. Monica, poi, è sempre gentilissima e a disposizione e fa davvero tanto per i suoi autori.

Cosa ti spinge a scrivere?
Per me la scrittura è una forma di comunicazione molto importante. In un’epoca in cui tutti sappiamo scrivere qualcosa (e piattaforme come Wattpad sono la conferma di quanti siamo abili nel farlo, nel bene e nel male) riuscire a far passare un messaggio forte attraverso le parole è fondamentale. Il mio scopo, da quando ho intrapreso questa strada, è sfruttare la scrittura per creare un legame significativo tra il lettore, il personaggio e le sue vicende.

Cosa consiglieresti a chi approccia per la prima volta il mondo della scrittura?
 Leggete. Leggete tanto, il più possibile. Non seguite le masse, la scrittura è un’attività solitaria.
Scegliete un genere e studiatene gli autori. Lasciate che vi ispirino e che siano la vostra guida. Per secondo, abbozzate i vostri personaggi e immaginateli nel mondo che avete creato per loro. Scegliete un momento in cui siete soli per lasciar uscire tutte le idee che avete in mente e fate decantare la vostra idea per qualche giorno prima di tornare a scrivere. Quando l’opera sarà conclusa, avvaletevi di un buon servizio di recensioni (di quelli tosti) e lasciate che vi facciano a pezzi.
So che è dura, detta così, ma è necessario. Le loro opinioni serviranno moltissimo a migliorare il vostro progetto.

Hai progetti per il futuro?
A livello editoriale ho altri tre libri in cantiere. Due completi, in attesa di revisione, e un terzo che spero di completare a tempo debito. Dopo “Jail Guard” ho intenzione di concludere il mio percorso di studi e pubblicare qualche altro libro.

Dove possiamo contattarti?
Sul mio profilo personale Facebook, su Instagram e anche su Wattpad. Ho anche un blog che sto riprendendo dopo parecchio tempo di inattività. Cercate pure HDSCreations e troverete lì tutto quello che cercate.

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