Olio extravergine invenduto: un problema

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I magazzini di stoccaggio in Puglia sono pieni di oltre 70 milioni di litri di olio extravergine di oliva, con un aumento del 128% rispetto all’anno scorso. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia.

Molte le soluzioni che si stanno pensando.  A livello regionale e nazionale vanno programmate e realizzate campagne quinquennali di comunicazione, strutturali e adeguatamente finanziate, che promuovano in maniera strategica e coordinata il prodotto simbolo della Puglia che è l’olio extravergine.

Intanto, ha preso il via la strategia di promozione dell’EVO del tacco d’Italia con la costituzione del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell’olio extravergine a Denominazione di Indicazione Geografica Protetta di Puglia.

Il brand IGP Olio di Puglia è un progetto di trasparenza e valorizzazione che, come dimostra il disciplinare punta – decisamente sulla qualità in una regione che produce oltre il 50% dell’olio extravergine italiano.

Fra i problemi la debolezza sul mercato che va tutelato e promosso a livello nazionale e internazionale con una strategia regionale di comunicazione forte e meno frammentaria. Come dire l’unione fa la forza.

 Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio è l’ obiettivo di Coldiretti perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio. In Puglia aziende agricole e frantoi hanno saputo cogliere gli spunti positivi offerti dal mondo del vino, abile nell’attività di marketing e di grande promozione delle etichette pugliesi a livello nazionale e internazionale.

 Stanno infatti  nascendo sale di degustazione all’interno delle aziende olivicole e dei frantoi, il packaging sta divenendo sempre più ammiccante, sta salendo il livello qualitativo degli oli. Si punta quindi in tutte le fasi alla qualità.

La Puglia detiene un patrimonio di 60 milioni di ulivi su una superficie di 383.650 ettari, con una PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario pari al 20% della totale PLV del settore agricolo.

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