Il mondo dell’arte durante la pandemia: il Maestro Vito Gurrado

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Una delle categorie maggiormente penalizzate dall’emergenza Covid è quella degli artisti, ne parliamo con il Maestro Vito Gurrado conclamato artista di fama internazionale nonché referente regionale A.N.A.S. (Ente del Terzo Settore) per la Puglia e Direttore del Vito Gurrado Museum.

Maestro cosa ha comportato questa pandemia nel mondo dell’arte?

Direi qualcosa d’inevitabile giacché, come noto, questa realtà non ha mai goduto di particolari attenzioni e sopratutto sovvenzioni da parte delle istituzioni e a dirla tutta, già prima della pandemia, non vi era alcuna reale certezza o prospettiva. Per restituire dignità alla vita degli artisti occorre innanzitutto riportare il vero, anche perché l’illusorio mantra del “va tutto bene” ad ogni costo non fa che allontanare le dovute tutele che si devono nei confronti del mondo della cultura. Il primo passo per un auspicato cambiamento epocale è appunto il non prendersi più in giro, il secondo è favorire la crescita meritocratica annientando quella ottenuta per mezzo di percorsi di dubbio gusto, il terzo è riconoscere maggiori tutele e rispetto nei confronti di tutti gli operatori socio culturali. Mi dispiace dirlo ma di fandonie se ne sono sentite un’infinità da parte delle classi politiche, adesso necessitiamo risposte e interventi concreti e tempestivi. Non dimentichiamo che l’arte (ed il turismo culturale in generale) rappresenti da sempre per l’Italia intera il maggior indotto economico. Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo intero e questo è anticonveniente per tutti. Si chiama “effetto domino”.

Come ha vissuto il lockdown?

Essendo una persona estremamente empatica, nel peggiore dei modi. Confinato tra le mura domestiche e prosciugato dall’avvilente bombardamento mediatico ho avvertivo e sentito il dolore dell’umanità intera. Con un pizzico di ironia direi di aver sfiorato in alcuni momenti il pessimismo cosmico di Schopenhauer e Leopardi. Per creare ho bisogno di serenità, aria e luce, cose appunto negate durante la quarantena.

Maestro Gurrado, in questi ultimi mesi abbiamo visto azzerare eventi e iniziative d’ogni genere. Quando potremo tornare a visitare il Vito Gurrado Museum?

Mi auguro entro la fine di giugno, attualmente tre sedi su tre sono chiuse al pubblico.

Come intende ripartire?

Ovviamente più forte di prima. La vita mi ha insegnato a rialzarmi dopo ogni caduta con sempre maggiore vigore e caparbietà. In questi mesi non ho certo perso di vista i  miei obbiettivi e laddove tutto sembrava spegnersi, ho studiato nuove operazioni di marketing strategico. Non a caso, ben presto mi vedrete inaugurare una nuova sede del Vito Gurrado Museum, museo diffuso e itinerante di arte moderna e contemporanea.

La sua poliedricità la porta a spaziare abilmente dalla pittura alla scultura (anche monumentale) così come alla realizzazione di gioielli d’autore meglio noti alla critica quali micro sculture indossabili. Sappiamo che non tutte le sue opere vengono rese note al grande pubblico, può spiegarci perché?

Ci provo. Esiste una ristretta cerchia di artisti (veri e propri medium) i quali durante l’atto creativo entrano in una dimensione spazio temporale parallela nella quale vivono determinate esperienze che poi  riportano per mezzo delle opere stesse.  Il punto è  che non tutti sono pronti a ricevere determinati messaggi e diciamolo pure, è molto facile equivocarne la lettura qualora si ignori il significato dei simboli utilizzati e non si comprenda la loro fusione e  contestualizzazione. Non mi ergo ad esperto in materia ma di certo ne sono appassionato. E’ questa, in estrema sintesi, la ragione per cui non pubblico tutte le mie opere. Purtroppo il grande pubblico, all’unicità di questi “portali”, predilige opere commerciali o comunque di facile lettura.

Si può trarre beneficio dalla sofferenza?

Assolutamente sì. Da essa dobbiamo trarre tutti gli insegnamenti necessari all’evoluzione umana e la pandemia in corso, dovrebbe averci insegnato qualcosa in merito.

Come potranno risollevarsi gli artisti penalizzati da questa situazione anche alla luce della congiuntura economica difficile?

Dovranno essere coesi, fare squadra e chi lo vorrà, affidarsi ad un leader capace di rappresentarli nelle sedi opportune.

Un’ultima domanda Maestro, lei è promotore di numerose attività benefiche. Ha attualmente qualcosa in serbo per il sociale?

Certo. In questo momento stiamo definendo un progetto che si auspica finanziare (nel suo piccolo) due strutture ospedaliere di cui una lombarda e l’altra pugliese. Sarò lieto nel fornirvi ulteriori informazioni a mezzo stampa nel più breve tempo possibile.

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